RECENSIONE: Mosaico di Marco De Luca

Cari followers, oggi vi catapultiamo in un’intrigante ed avventurosa “storia veneziana”

mosaico

TITOLO: Mosaico

DATA USCITA: 11 gennaio 2017

GENERE: narrativa storica/avventura

AUTORE: Marco De Luca

TRAMA: Anno Domini 1583. Venezia è la città dei Dogi, la regina del Mediterraneo, centro nevralgico di tutti i commerci. Il capitano Iñacio Cortés, avventuriero portoghese, intraprendente e senza scrupoli, cercherà di farsi strada dai bassifondi della città di San Marco fino a raggiungere, forse, i vertici della piramide. Attraversando calli e sottoporteghi, districandosi tra intrighi e inganni, il portoghese verrà catapultato in una Spalato leggendaria, dove su suggerimento di un geniale ebreo, si è deciso di fare della città adriatica un fiorente scalo commerciale per favorire l’amicizia tra Venezia e i Turchi. Iñacio cadrà, si rialzerà e imparerà a proprie spese che nella vita ci sono tre tipi di persone: quelli che stanno fermi, quelli che muovono e quelli che sono mossi. 
La vera protagonista di Mosaico è però la Serenissima Repubblica, e più ancora gli uomini e le donne che la animano come tessere di un mosaico: uomini di stato, cortigiane deliziose, sicari, avidi mercanti, nobili decaduti, eroi di guerra, corsari rinnegati e cospiratori visionari.

«Venezia è così, fatevelo dire da chi la conosce da sempre. Lo imparerete presto. È come un mosaico dove ogni tessera serve per tenere incollata l’altra. Prese per sé, sono poche le tessere che non siano brutte alla vista, che non sembrino sgradevoli o il cui senso non è chiaro: ma se tutto ricade secondo un disegno, ognuna di loro acquista scopo nel tutto.»

“Noi non siamo che pedine degli scacchi, che son facili a muoversi proprio come il Grande Giocatore di scacchi ordina. Egli ci muove sulla scacchiera della vita avanti e indietro e poi in scatole di Morte ci rinchiude di nuovo.”

                                                                                                                                   Omar Khayyam

Iñacio Cortés è un povero diavolo, che per raggiungere quello stato di agiatezza economica tanto agogniata si trova, suo malgrado, immischiato in una sequenza di avvenimenti, a volte anche grotteschi, che riescono a strappare un sorriso per quanto è la sfortuna e anche il linguaggio colorito, caratteristica del personaggio…

“Giuda porco. Stava andando tutto troppo bene”

Iñacio è un personaggio che ben si inserisce in questa partita per carattere e per conoscenza…

“molti avevano fatto affari con lui, molti erano stati fregati da lui, altrettanti l’avevano impiegato per i loro lavori più vari”

E’ il personaggio che l’autore sceglie per collegare tutte le vicende che ci racconta. Ed è anche il personaggio che riesce nonostante le molte scelte imposte, ad arrivare a piccole conquiste e anche a farsi conquistare il cuore da una cortigiana, da cui corre appena ne ha l’occasione, è lei l’unica a placare le sue insicurezze e le ferite dell’anima.

Lo scrittore ambienta quella che può sembrare una vera e propria partita a scacchi nella repubblica Veneziana di fine 1500, dove ogni personaggio è una pedina nelle mani dei reggenti del tempo, che ordiscono trame e intrecci svelati pagina dopo pagina. Pedine che si ritrovano, loro malgrado, in un mosaico a cui non possono sottrarsi.

Nonostante il libro possa sembrare lento nelle prime pagine, l’autore riesce, attraverso una scrittura scorrevole, elegante e mai banale a legare il lettore alla storia ed ai personaggi che man mano ci vengono presentati.

Mossa dopo mossa l’autore compone il suo mosaico, posizionando una tessera alla volta per portare il lettore al finale scritto volutamente in modo da lasciare una libera interpretazione.

Io ho creato la mia adesso tocca a voi! 😀

Milena (Recensionista gemellata).


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