RECENSIONE: Le trame di Bea – Il dipinto di Mara Bozzolan e Annalisa Nozza

Cari sognatori, scopriamo le bellezze del Bergamasco con questo romanzo di Mara Bozzolan e Annalisa Nozza!!!

413xsld6rnlGENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 4 maggio 2017

Ebook / Cartaceo

Cosa può succedere al matrimonio della tua migliore amica, che ha come location un castello da favola nel Bergamasco? Beatrice, per tutti Bea, si ritrova svenuta per terra dopo aver visto un salice piangente nel meraviglioso giardino del maniero. Da quel momento in poi la sua vita, semplice e ordinaria, prende un’altra piega, avventurosa e magica. Fondamentale sarà l’incontro con Andrea, il nipote del principe Edgard proprietario del castello, con il quale la giovane intraprenderà un’appassionante ricerca storica su un misterioso dipinto collocato nella stanza degli amori infelici. In un’atmosfera sognante, tra il naturale e il soprannaturale, verrà alla luce una verità in cui la storia è la vera protagonista. Senza dimenticare il grande amore.

Beatrice, nata e cresciuta a Bergamo… una ragazza un po’ maldestra e romantica, non ha mai avuto una vita movimentata. Le giornate sono scandite da uscite con gli amici più cari e studio universitario finché un giorno la sua migliore amica Giorgia si sposa e la location del matrimonio non è altro che quel castello che Bea, da quando era una bambina, si limitava a vedere da lontano, pensando a cosa potessero contenere quelle mura.

Appena entrata dal portone principale, iniziò a guardarsi intorno, scrutando ogni cosa che le si poneva davanti agli occhi fino a che un particolare non catturò il suo sguardo: un salice posto sul bordo di un ruscello, le cui chiome ne accarezzavano le acque.

La sua concentrazione venne interrotta da Paolo (un amico che vorrebbe essere qualcosa di più) che richiamò la sua attenzione al fine di prendere parte alla cerimonia ma, al momento del lancio del riso, svenne.

Al suo risveglio, tra tutti i conoscenti pronti ad assisterla, Bea notò un ragazzo, alto, moro con gli occhi blu che diventò il suo chiodo fisso per giorni, pur non sapendo chi fosse e non avendolo mai visto in città.

Gli incontri, più o meno fortuiti, iniziarono ad essere sempre più frequenti, finché un giorno, incontrandosi per caso in un bar sarà proprio il ragazzo a fare il primo passo, rivelando così il suo nome: Andrea, altri non è che il nipote del proprietario del famoso castello, nel quale vi soggiorna momentaneamente per effettuare ricerche su un quadro in quanto critico d’arte.

Oltre a queste informazioni, la ragazza non sa nient’altro sul nipote del nobile.

Da questo momento in poi Bea ed Andrea inizieranno a frequentassi più assiduamente e sarà proprio grazie a questo incontro che la protagonista inizierà a capire quale sarà la sua strada.

Ho accettato di recensire il primo libro della collana “Le trame di Bea” perché le vicende narrate hanno come scenario Bergamo, una città piena di storia di cui io stessa ne sono innamorata.

Quando ho letto la prefazione, mi sono immaginata di avere tra le mani un romanzo storico, che descrivesse in maniera più approfondita le vicende del passato del luogo. Invece, i cenni storici utilizzati descrivono solo in parte ciò che riguarda il castello (scelto come scenario dell’intera vicenda) e il suo passato, così come la storia dell’intera città ma pur sempre esaustivi nella maniera giusta per non rendere il libro il cosiddetto “mattone”.

Il tipo di scrittura utilizzato è molto limpido e semplice e ciò rende la lettura molto scorrevole e poco impegnativa.

Dalle prime pagine fino all’ultima, la storia è molto centrata su Bea ed Andrea ed il castello non fa altro che dare quel tocco fiabesco alle varie vicende che riguardano questi due personaggi.

Ammetto che personalmente ho trovato un po’ banale l’idea di creare una coppia del genere; ma né questo, né la trama molto intuitiva hanno reso la lettura noiosa.

Ho molto apprezzato come le due scrittrici, partendo da dati storici veritieri (mi raccomando, leggete la prefazione che vi aiuterà molto nella lettura del romanzo), siano riuscite a sviluppare una storia d’amore da “fiori d’arancio e confetti” come dice più e più volte la nostra Beatrice.

La protagonista è un personaggio che per le sue caratteristiche mi ha trasmesso poco e niente, troppo prevedibile per i miei gusti.

Nel complesso ne consiglio la lettura, soprattutto ad un pubblico femminile giovanile (se siete amanti delle storie d’amore fiabesche).

Cristal (Recensionista Sognare).


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