RECENSIONE: Le trame di Bea – La santella di Mara Bozzolan e Annalisa Nozza

Cari sognatori, dopo aver recensito il primo volume, eccoci con il seguito delle avventure di Bea scritto da Mara Bozzolan e Annalisa Nozza!

41pGKH2CWiLGENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 7 marzo 2018

Ebook / Cartaceo

Dopo aver affrontato l’appassionante ricerca storica legata al dipinto nella stanza degli amori infelici, per Beatrice è tempo di rituffarsi in una nuova trama. Lo spunto arriva da una svolta importante, ovvero la decisione di lasciare la Facoltà di Economia per studiare Giornalismo. L’incarico di scrivere un reportage sulle santelle, le edicole votive ben diffuse nel Bergamasco, consente a Bea – dopo qualche perplessità iniziale – di tornare sulle tracce di storie antiche e quasi dimenticate. Le immagini sacre hanno molto da svelare; un dettaglio e una sensazione innescano una moltitudine di elementi che la ragazza dovrà individuare e ordinare per riportare alla luce segreti incredibili che legano i miti della sua terra. Non mancheranno sviluppi, a volte amari e a volte dolci, riguardo le figure più importanti della vita di Bea, a partire dal “suo” principe Andrea e quel castello che rimarrà un punto di riferimento imprescindibile. Prefazione di Gabriele Medolago.

Nel primo libro della collana, Il dipinto di Bea, avevamo lasciato la nostra protagonista alle prese con gli studi universitari di economia, l’incontro con Andrea, critico d’arte e nipote del proprietario del castello di Cavernago, il quale le chiede se vuole aiutarlo nelle ricerche su un quadro ritrovato nel castello e la gelosia di Paolo nei confronti di questo ragazzo che lo vede come un rivale in amore.

Ora la ritroviamo nelle vesti di giornalista, alle prese con uno stage che la impegna in mansioni inutili in quanto ciò che vorrebbe fare è andare a caccia di storie perdute.

Inoltre il direttore del giornale non è da meno a rendere la vita degli stagisti impossibile tanto da affidare compiti noiosi solo per la soddisfazione di criticare il lavoro di chi pensa che fare giornalismo significa avere una penna tra le mani. Anche Bea non può essere esonerata da questo trattamento e alla fine riceve anche lei il suo primo incarico (ammazzastagisti come lo definiscono i suoi colleghi) di redigere un articolo sulle santelle del posto.

In un primo momento risulta noiosa questa ricerca ma grazie al sostegno di Andrea, la neo-giornalista non demorde e si rimbocca le maniche. Ne frattempo il ragazzo decide che è arrivato il momento di presentarla ai suoi genitori e ciò mette in crisi Bea in quanto non si sente pronta all’incontro.

Tra l’ansia del pranzo con i genitori di Andrea (che tanto vorrebbe saltare) e la visita alle santelle per iniziare a raccogliere materiale per l’articolo, Bea nota qualcosa di strano nel suo amico Paolo, diventato taciturno e pensieroso rispetto al ragazzo solare che è di solito.

Ma Bea non fa molto caso a questo particolare finché, poco prima del pranzo con i genitori di Andrea, riceve una telefonata dalla mamma di Paolo, sconvolta.

A questo punto salta il pranzo per soccorrere l’amico, ma ciò non viene visto di buon occhio da Andrea che si arrabbia e decide che per un periodo preferirebbe stare da solo.

Tra la preoccupazione per Paolo e la lontananza di Andrea, la ragazza decide di concentrarsi sull’articolo.

Tutto sembra andare nel verso sbagliato quando, trovandosi davanti ad una santella nei pressi del castello di Malpaga, ha una strana sensazione. Osservando attentamente la santella scopre un particolare importante, il dipinto è stato firmato da Aldobrando, il sarto legato al quadro ritrovato nel castello dello zio di Andrea, il Principe Edgar.

Non potendo chiedere aiuto al ragazzo, Bea decide di coinvolgere lo zio in questa spedizione “storica” che la porterà su una strada in cui si accennerà di templari e reliquie sacre.

Ho avuto la possibilità di leggere i primi due libri della collana “Le trame di Bea” e devo dire che ho trovato una netta differenza tra loro.

Se la trama del primo si evolve quasi ed esclusivamente intorno alla storia d’amore tra Bea e il critico d’arte allontanandosi dall’idea delle autrici di descrivere, tramite dei racconti, la bellezza storica di Bergamo, il secondo risalta maggiormente questo intento, presentandosi con elementi storici di una certa importanza che possono essere visti dal lettore come una sorta di vademecum.

L’idea di utilizzare una santella come elemento principale della trama e cercare di tirarne fuori una storia avvincente non è così semplice come a farsi. Secondo me ci dovrebbe essere un giusto equilibrio tra ciò che è veritiero (cenni storici del posto e ciò che ne riguarda) e ciò che è fantasia (Bea che incontra il Papa) ma ammetto che le due autrici sono riuscite bene in questo.

Quindi confesso che è stata una lettura molto piacevole e dinamica, forse perché si avvicina un po’ di più al mio genere.

La narrazione è inoltre stimolata da alcuni avvenimenti che rendono ancora più coinvolgente la lettura; il problema che preoccupa Paolo e la gelosia ingiustificata di Andrea scaturita dal niente (in questo caso forse è stato un bene che almeno ce lo leviamo dai piedi per un bel po’ di pagine) accompagnati da una Bea più intraprendente e con un po’ meno paranoie rispetto al primo libro.

Cari lettori a voi la guida! ❤

Cristal (Recensionista Sognare).


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