RECENSIONE: La chiave dei ricordi di Kathryn Hughes

Cari sognatori, oggi vi parliamo dell’ultimo romanzo di Kathryn Hughes che come sempre con la sua penna è in grado di parlarci e rapirci con situazioni vere ed indimenticabili nella memoria di chi le ha vissute…

41clhl9j4gL._SX328_BO1,204,203,200_GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 14 febbraio 2019

Ebook / Cartaceo

Il segreto di una donna segnerà il destino di un’altra…

Da dove si ricomincia, quando si ha perso tutto? Sarah non ha ancora una risposta. A trentotto anni, dopo un divorzio difficile, è tornata a casa dei genitori, convinta di non avere più un futuro. Per distrarsi dai suoi problemi, decide di scrivere un libro su Ambergate, l’ospedale psichiatrico in cui aveva lavorato il padre, ormai chiuso da anni e che verrà presto demolito. Girovagando tra i corridoi di quell’enorme edificio in rovina, Sarah s’imbatte in una vecchia, polverosa valigia, abbandonata lì chissà quando da una paziente. Dentro c’è un biglietto su cui sono scritte poche righe che, sorprendente, la riguardano molto da vicino…
Rintracciare quella paziente diventa allora una missione. Spinta da una forza che credeva di aver perduto, Sarah insegue i labili indizi lasciati da quella donna, ricostruendo la storia di un dolore così grande da essere scambiato per follia, di un amore capace di rischiarare anche le tenebre più buie, di un segreto rimasto sepolto troppo a lungo. Un segreto che potrebbe cambiare anche la vita di Sarah.

Una storia alla scoperta della verità nascosta dietro le mura ormai fatiscenti dell’Istituto di Ambergate.

Sarà proprio la ritrosità del padre a parlare di quel luogo a lui conosciuto e per alcuni anni vissuto, a spingere Sarah ad investigare al suo interno.

Timore e curiosità si mischiano nel percorrere i corridoi deserti e decadenti dell’Istituto fino ad arrivare in soffitta dove una pila di valige resta l’unico memore della storia di quel luogo e di cui una di esse nasconde un biglietto misterioso che ci trasporta indietro nel tempo alla scoperta di…

Una valigia… una chiave di ottone che aprirà il vaso di pandora… un passato a lungo nascosto ma mai dimenticato che vive nei ricordi di tutti coloro che lo hanno vissuto ed incontrato…

Due donne… pari di età ma impari di posizione…

Una è un’infermiera alle prime armi, l’altra è una paziente…. tra le fila dei primi del ‘900 ecco che ci si apre una realtà particolare ed al tempo stesso terrorizzante, ma anche arricchita da personaggi di contorno che saranno cardini e non degli eventi ad esse legate.

Le descrizioni rendono la storia così vivida e reale da essere inglobato all’interno come spettatore impotente degli orrori nascosti fra quelle mura.

Sebbene sia un romanzo, esso riporta la verità e la realtà dei trattamenti psichiatrici barbari dell’epoca come pure la vita vissuta dai pazienti all’interno di quelle strutture in cui per entrare non era necessario essere malati mentalmente.

Ciò che più atterrisce è la boriosità di medici ed infermieri, le suore che all’epoca erano coloro che lavoravano in quelle strutture e le loro maniere immorali e discutibilmente orripilanti.

Quando si entrava dentro quelle strutture, impossibile era uscirci… esse si trasformavano in prigioni che toglievano la speranza di vita di una persona imbottendola di pastiglie e senza mai soffermarsi sul vero reale problema del paziente, senza curarsi di un sistema di reinserimento nella società.

Non parliamo poi della dubbia morale dietro cui si nascondevano e dell’apparenza che costruivano per il mondo esterno.

Solo pochi erano di anima pura e con una coscienza che cercavano di “migliorare” come potevano questo Orrore ma che poi venivano trattati da “saccenti” e derisi da tutti gli altri.

Impossibile rimanere distaccati dalle storie che hanno condotto i pazienti a vivere in questa “prigione” che attraverso queste due ragazze si viene a scoprire.

La storia mano a mano che si sviluppa ci viene presentata passo passo da tutti i personaggi principali cardini che la scrittrice intreccia abilmente senza far mancare nulla… mai un’ombra di smarrimento.

Nonostante parli di argomenti forti e duri, la lettura non risulta mai pesante anzi essa ti spinge a prestare maggior attenzione ai dettagli ed a voler scoprire l’evolversi degli eventi portandoti a ragionamenti e percorsi interiori, profondi.

Sinceramente è complicato parlarne senza rischiare di rivelare qualcosa; i personaggi di spessore e valore che si conoscono, le vicende che li coinvolgono… vite sofferte in cui veramente arrivi al punto che oltre a perdere tutto, perdi anche te stesso e come un’anima in pena vivi come un’ombra smarrita nella nebbia…

Dopo tutto ciò, esisterà un domani?
Vivere o lasciarsi cadere nel baratro?
Resistere e lottare o lasciarsi trasportare dalla corrente dell’acqua come una foglia caduta in autunno?

Un romanzo così profondo e “sofferto” che per capire ed apprezzarlo bisogna leggerlo, immergersi in queste acque torbide e tortuose, essere al loro fianco e scoprire la verità che cela, comprendere le scelte fatte, comprendere le reazioni ed il vissuto di tutti loro e poi tirare le somme con la vostra testa.

A me credo che alla fine sia rimasta l’amarezza per questo sistema difettoso e menefreghista che molte persone hanno subìto… trattati come nient’altro che un numero, un posto letto, un’incombenza che con il passare degli anni vengono dimenticati ma che come fantasmi ritornano da chi li ha visti e vissuti.

Nonostante raramente approcci questo genere di libri, l’ho trovato stupendo nel suo orrore che fin dal prologo ci fa gelare ma che anche ripercorre le vite di ognuno di loro senza mai lasciare nulla al caso… anzi ti fa avvicinare sempre di più a loro rendendoli parte dei propri ricordi, indimenticabili dalla nostra mente.

Non posso che congratularmi con la scrittrice per questo romanzo di spessore che tutti dovrebbero a mio modesto parere leggere e togliere dagli occhi il velo “delle cose celate” posto dalla storia su questa realtà.

Michy (Blogger Sognare).


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