REVIEW PARTY: Il custode dell’etere di Davide Di Lonardo

Cari sognatori, scopriamo il romanzo di esordio, primo della trilogia di Davide Di Leonardo!

78851188_531571114357197_6944031956564705280_n.jpgGENERE: fantasy, storico
DATA DI USCITA: 27 settembre 2019

Disponibile solo in libreria.

Il male è sempre pronto ad infiltrarsi nel nostro mondo. Forze oscure minacciano di trasformare Parigi, un tempo meravigliosa, in un barbaro regno del terrore. ll tiranno Lorcàn , spinto dall’odio e dalla corruzione e l’ipocrisia della società in cui vive, è alla ricerca di alcuni antichi e misteriosi manufatti, le Pietre dell’Etere, gemme leggendarie, capaci di un potere inestimabile. E mentre Lorcàn si fa portavoce di un nuovo, seducente  messaggio per l’intera umanità, seminando discordia nei cuori più temerari, persuadendo le volontà più ferree, fomentando la più grande rivoluzione popolare che il mondo abbia mai conosciuto, qualcuno è pronto ad ostacolare la sua ricerca e il suo cammino verso la gloria. Due fratelli, Will e Danny, cresciuti nei bassifondi malfamati di Parigi e venuti a conoscenza della strana e gloriosa verità sulle proprie origini si uniscono alla guerra contro il tiranno che li ha resi orfani di padre e madre. Spinti da un’irrefrenabile desiderio di vendetta, dovranno superare misteriosi ostacoli e indicibili minacce, in una missione mortale fatta di coraggio, amore e ambizione.Pericolosi intrighi, oscuri segreti e cospirazioni vengono a galla, a poco a poco, e persino la linea che separa gli amici dai nemici diviene a tal punto sottile da risultare quasi invisibile. Tutto ciò segnerà la nascita di un nuovo eroe, capace di riunire dentro di sé tutto il potere dell’Etere, un vero e proprio custode dell’umanità.

Davide Di Lonardo nasce il 24 aprile 1999 nasce in un paesino in provincia di Napoli. Amante degli studi classici scrive brevi racconti dall’età di nove anni. Frequenta la facoltà di Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli e, ormai da alcuni anni lavora alla trilogia de Il custode dell’Etere, la sua prima serie di romanzi storico fantasy.

Ci troviamo in Francia, fine 1700, governata dal re a dalla regina e abitata da un popolo che, giorno dopo giorno, accresce il proprio disgusto e rabbia verso una nobiltà sempre più attaccata al benessere materiale piuttosto che al benessere della società.
Non bastando questo punto che potrebbe dar sfogo ad una vera e propria rivolta nel paese, un altro problema è pronto a insorgere ed a peggiorare la situazione.
Un uomo malvagio, a capo della cosiddetta “Setta nera”, che qualche anno prima ha fatto tremare il genere umano, è pronto a ritornare più forte che mai per distruggere il sistema e prendere il potere assoluto. Per far sì che ciò accada, Lorcan, denominato l’Oscuro Signore, ha bisogno di entrare in possesso di alcuni manufatti magici, le cosiddette pietre di Eterio, che trasferiscono a chi le possiede un potere inestimabile.
Ma a far capolinea e fermare questo possibile disastro c’è la Resistenza, un gruppo di uomini valorosi capitanata da Valtar, uomo saggio e valoroso, ma soprattutto, temuto da Lorcan.

Non ci sarà solo la Resistenza che combatterà per fermare le cattive intenzioni dell’uomo, ma anche due ragazzini, Will e Danny che, già in tenere fasce, dovranno affrontare dure prove che la vita gli metterà in conto, partendo dal fatto che perdono i genitori uccisi da Lorcan, e per difenderli e tenerli al riparo fino al momento giusto, verranno mandati in orfanotrofio.

Il tempo passa e i ragazzi crescono. La situazione in orfanotrofio non è delle migliori così Will e Danny decidono di fuggire.
Sembra che la situazione stia per migliorare per i ragazzi soprattutto per Will; ma l’impressione dura poco e così i nostri ragazzi finiscono nella Corte dei Miracoli, posto di mendicanti e ladri guidati da Monet, uomo viscido e doppiogiochista.
Passa altro tempo nel quale Will nota qualcosa di strano, qualcuno continua a seguirli e osservarli… Fino a quando un ragazzo non si presenta alla corte dei miracoli per portali via.

I ragazzi decidono di fuggire insieme a quest’ultimo venendo a conoscenza di un sacco di cose, soprattutto delle loro origini, di chi erano i loro genitori e quale sia veramente il cammino che dovranno seguire. Inizierà così per Will e Danny un lungo cammino alla scoperta di se stessi e della verità che grava sulle loro spalle.
Sicuramente non sarà tutto grigio, ma i nostri ragazzi dovranno essere sempre pronti a fare la scelta giusta per far sì che il male non regni sovrano nel mondo.

Questa volta devo dire che ho avuto difficoltà nel godermi la lettura dall’inizio alla fine.
Un po’ perché, man mano che leggevo, vedevo tante riprese della saga del maghetto di Hogwarts che tutti noi conosciamo. Per carità, sono una grande amante di Harry Potter, ma mi sembra quasi una sua rivisitazione, ma proseguiamo con le impressioni…

Sicuramente sul tipo di scrittura utilizzato non posso dire nulla in quanto il libro è scritto con un linguaggio semplice e chiaro, senza troppi fronzoli, però l’ho trovato troppo, troppo descrittivo.
Ogni cosa, ogni momento e ogni situazione decantata fin troppo in alcuni casi.
Però ammetto che ciò non ha creato dei problemi nella comprensione del testo. Io che sono un’estimatrice del linguaggio arcaico, forbito, qui ho trovato alcune chicche che sicuramente mi capiterà di utilizzarle nella vita.
Forse il primo centinaio di pagine sono andate un po’ a rilento, ma poi è arrivato Ryan (amato da subito per la descrizione attribuitagli: il tipico irlandese, se così posso dire) alla Corte dei Miracoli a salvare i due ragazzi e da questo punto in poi la storia ha iniziato ad essere un po’ più accesa sia nel contenuto che nella forma. Mi è dispiaciuto molto che la trama si sviluppi quasi solo attorno alla figura di Will.

Tutto sommato sono in due ad avere la stessa importanza per lo svolgimento della storia, eppure l’aver lasciato la maggior parte del tempo Danny in secondo piano mi ha recato un po’ di tristezza.
Alla fine si conosce bene Will e poco Danny e, dal momento che il primo non può fare a meno del secondo io, se fossi in Danny direi “Siccome sei tu il fenomeno, fai tu la storia”.
Poi con Will, la trama non riesce mai ad avere un risvolto roseo (e qui mi viene da dire “Figlio mio vai a Lourdes”). Ma se Will non fosse stato così, la trama sarebbe stata veramente piatta.
Forse avrei aggiunto un po’ più di discorsi diretti tra i personaggi, un po’ di interazione attiva che passiva, ma queste sono scelte che spettano allo scrittore.
A noi lettori rimane il piacere di leggere!

Tutto sommato l’ho travato un buon romanzo e quindi consiglierei la lettura, soprattutto per quella parte di pubblico che ha amato, e ama ancora oggi come la sottoscritta, la saga Potteriana.

Buona lettura!

Cristal (Recensionista Sognare).

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