REVIEW TOUR: L’EPOCA VITTORIANA – Le disavventure di Amos Barton di George Eliot

Cari sognatori, oggi attraverso questo evento dedicato al romanzo classico di George Eliot edito Fazi Editore, facciamo un passo indietro nel tempo parlandovi dell’epoca vittoriana!

516+f-FJ1cLGENERE: narrativa, classico
DATA DI USCITA: 21 novembre 2019

Ebook / Cartaceo

Amos Barton è il nuovo parroco della chiesa di Shepperton, una cittadina della provincia inglese. Il reverendo è un uomo mite che cerca in ogni modo di far rispettare i dettami della Chiesa anglicana ai membri della sua comunità, ma il suo carisma inesistente, unito a una certa goffaggine, fa sì che non sia molto amato dai suoi concittadini. Inoltre la parrocchia di cui si occupa non è sufficiente al mantenimento della sua famiglia, che può tirare avanti solo grazie al caritatevole prodigarsi di qualche parrocchiano e all’instancabile Milly, la moglie del curato, che ha totalmente immolato la sua vita al bene del marito e dei sei figli. La situazione si complica ulteriormente quando la contessa Caroline Czerlaski si installa a casa Barton, portando con sé mille pretese e neppure un centesimo, suscitando disappunto in Milly e una morbosa curiosità in tutta la comunità di Shepperton. L’intera vita di Amos Barton trascorre fra continue cadute e momentanee risalite, fino all’arrivo della notizia peggiore di tutte, che lo farà precipitare nello sconforto, ma vedrà finalmente i parrocchiani stringersi intorno a lui, nonostante incarni «la quintessenza concentrata della mediocrità».

Primo dei tre romanzi brevi che compongono Scene di vita clericale, raccolta che ha fatto da modello alla letteratura realista inglese, Le disavventure di Amos Barton è una vivida raffigurazione della vita rurale inglese del Novecento, che racconta gli effetti della riforma religiosa attraverso lo sguardo ingenuo di un reverendo di provincia. Opera prima di una delle più importanti scrittrici britanniche, alla sua uscita ebbe un grande successo, generando l’interesse per l’identità dell’autore e portando così allo scoperto la scrittrice Mary Anne Evans.

«Tutti i parrocchiani erano dispiaciuti per la sua partenza; non che qualcuno di loro considerasse straordinarie le sue doti spirituali, o avvertisse che il suo ministero fosse molto edificante. Ma le sue recenti traversie avevano ispirato i loro migliori sentimenti, il che è sempre una fonte d’amore. Amos non era riuscito a far scattare la molla della bontà con i propri sermoni, ma ci era riuscito concretamente con il proprio dolore; e ora c’era un legame vero tra lui e il suo gregge».

L’Epoca Vittoriana

L’epoca vittoriana va dal 1837 al 1901, ovvero il periodo della reggenza della regina Vittoria, da cuoi prende il nome l’epoca stessa.
Definita anche da molti “l’età dell’oro” perché proprio in questo periodo l’Inghilterra si presenta come la prima potenza economica mondiale grazie alla scoperta dell’uso del carbone e alla nascita delle grandi industrie e grandi scoperte.

Possiamo prendere atto della vittoria della borghesia che va a sovrastare la nobiltà con l’ideale del “self made man” (l’uomo che si è fatto da sé), seguendo l’obiettivo di cambiare le leggi, ma non lo Stato e puntando sul lavoro e sul denaro.

Era un periodo in certi versi di rinascita e di desiderio di libertà anche se tutto questo andava a scontrarsi con l’altra faccia della medaglia. Nelle grandi città continuava a riversarsi tanta povertà e prostituzione proprio per la mal distribuzione del denaro stesso tra le varie classi sociali. Inoltre, anche la mente maschile più aperta e moderna continuava a reputare l’essere femminile con l’ideale della “danna angelo”, cioè un essere puro e pulito che non doveva avere nessun diritto, tantomeno esercitare una professione o votare. La donna doveva solo procreare e badare alla casa.

Si viveva in un contesto dove si dava importanza alla famiglia, ma al tempo stesso in una società impregnata di moralismo bigotto, con regole rigide dal punto di vista sia morale che etico.

Grazie al grande sviluppo industriale nacquero molte metropoli, ma al tempo stesso come già detto, le classi più povere e disagiate vivevano nel degrado più totale ed in condizioni sanitarie difficili.
La continua lotta tra la borghesia ed il proletariato, con la perdita di quest’ultimo, portava a continui intensi ma brevi scontri da non intaccare il cuore pulsante dello Stato.

Ma ora entriamo nel romanzo che ci racconta le traversie del sacerdote Mr Barton, un clerico molto oltraggiato per le sue opere pie e non della sua comunità. Un uomo che è affine in tutto e per tutto ad un classico, nulla di eccelso anzi più inetto che altro secondo la narrazione. L’epoca vittoriana viene affine a tutto ciò poiché lo scrittore “in realtà scrittrice” lo compone e pubblica proprio in quell’epoca, dove sotto pseudonimo punta alla luce il divario tra le classi sociali legate alla chiesa anglicana.

In questa fascia temporale la sezione letteraria ha un particolare stile narrativo, infatti alcuni romanzi dell’epoca hanno delle caratteristiche comuni a questo medesimo, cioè una narrazione fatta da un “personaggio”esterno che con il suo racconto interagisce anche con il lettore stesso attraverso domande ed opinioni e narra la storia. Tecnicamente definito narratore onnisciente e giudicante.

Il fulcro morale di quest’epoca è molto influenzato dalla religione protestante di stampo anglicano, che tendeva a vedere il destino come qualcosa di immutabile e quindi di giustificare la distinzione di classi sociali. Infatti proprio attraverso queste pagine si evince come Mr Barton sia criticato dietro ai salotti nel suo operato, cioè non solo dettare messa alla domenica in chiesa ma anche prodigarsi nel diffondere la parola del Signore tra lavoratori e abietti avvalendosi anche di luoghi non ecclesiastici.

Fin da subito veniamo a conoscenza delle sue carenze finanziarie poiché nonostante la sua “professione”, si trova a combattere con le ristrettezze economiche e non da meno mantenere la sua consorte e i loro sei figli.

L’epoca vittoriana è caratterizzata dai poveri cattolici protestanti che per sopravvivere passavano al sacerdozio. La chiesa chiedeva obbedienza a Dio e sottomissione il che rendeva naturalmente le persone più malleabili nei confronti del volere della chiesa stessa e questo la poneva subito in netta contrapposizione con la borghesia. Non ci volle molto infatti per accusare la chiesa di connivenza con la volontà dell’élite inglese e di occuparsi in realtà molto poco delle classi più basse, tra le quali per risposta iniziarono a diffondersi religioni alternative.

Per concludere l’epoca vittoriana tutto sommato è stato un grande periodo storico fatto di grandi cambiamenti soprattutto grazie alla regina Vittoria stessa che ha governato per ben 64 anni, il periodo regnante più lungo, portando a nuove scoperte e dando importanza ai valori e agli ideali!

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