REVIEW TIME: L’ultimo Dorcha di Arianna Colomba

Cari sognatori, venite a scoprire il fantasy più dark nel romanzo di Arianna Colomba!

l'ultimo dorcha

TITOLO: L’Ultimo Dorcha
AUTORE: Arianna Colomba
GENERE: dark fantasy
DATA DI USCITA: 4 gennaio 2020

Ebook / Cartaceo

“«Io, Robert Karth, stipulo questo contratto con il Dorcha, affinché porti fuori dalla prigione, sana e salva, questa ragazza. Dovrà prendersi cura di lei fin quando gli sarà permesso e fin tanto che non la riterrà al sicuro. La tratterà con rispetto e farà in modo che né lui, né altri, possano farle del male. In cambio, in anticipo, offro il pagamento di tre notti di riposo nella mia dimora, abiti puliti e le cure necessarie per la giovane.» L’uomo alzò il volto. Era chiaro il fatto che temesse di aver osato troppo e adesso si stava chiedendo se il Dorcha avrebbe accettato i termini del contratto o gettato la pergamena.
Gareth fissò un’ultima volta la giovane distesa sul tavolo. Passarono lunghi attimi e infine, a un tratto, si chinò sulla pergamena macchiata di sangue e soffiò.”

In un’epoca sull’orlo dell’apocalisse, i Dorcha rappresentano l’equilibrio tra Uomini e Oltremondo. Sono l’ago della bilancia che mantiene in vita ogni creatura, nel corso dei secoli.
Ma qualcosa sembra essere cambiato. La pioggia continua a cadere da svariati mesi e gli Uomini hanno iniziato la caccia ai propri simili, incolpando di stregoneria chiunque ritengano sospetto.
È proprio in questo clima di follia che Gareth, un Dorcha, viene legato da un contratto a una strana ragazza, accusata di essere una strega.

«Per l’Oscurità e la Luce.
Per la polvere e il ricordo.
Per l’Equilibrio che tutto quanto mantiene.
Io, Gareth il Dorcha, combatterò fino al mio ultimo respiro, vegliando su questo mondo.
Avanzerò tra le tenebre e non farò distinzione tra giusti e ingiusti, ma veglierò sulla Legge che regola entrambi.»

Preparatevi a vagare per terre desolate e disperate dei secoli bui…
Un tempo molto lontano ove cattiveria, follia, superstizione, atrocità e sangue erano incontrollati, macchiavano indelebilmente terra e animi corrompendo le menti. Oggi vi accompagno in una storia fatta di oscurità e creature dell’oltretomba dove l’ultimo Dorcha ne è involontariamente legato…

Gareth, una creatura ad occhio umana ma che nasconde molto di più… un essere vincolato dal sangue dei contratti che stipula, nulla può fare di più di ciò accordato, anche solo il portar giustizia gli è precluso dalla sua natura… ma ogni contratto è un arma a doppio taglio perché se mai ne venisse meno, esso richiederebbe il pagamento della sua vita.

Il passato è storia, il presente è ora, il futuro è ignoto… ne siamo certi?

Una lettura assai particolare che pone agli occhi del lettore una realtà oscura e “passata”, una visione di ciò che erano i secoli bui dove ogni qual segno di squilibrio dell’esistenza della vita era additato e giudicato, ove una pioggia incessante e perenne può essere solo per mano di una strega!

Ogni suo passo, li avvicinava alla fine eterna. Lui era boia e giustiziere.

È qui che comincia il delirio, il pregiudizio, la mentalità ristretta delle anime umane dove tutto annebbia la loro razionalità ponendoli l’uno contro l’altro perennemente portando morte e aridità, paura, rabbia, vendetta e orrore che dilagano come l’oscurità che sempre più adombra ogni cosa.

Qui risiede l’inizio di ciò che si rivelerà una corsa contro il tempo, una lotta per l’equilibrio del mondo, l’aprire gli occhi ad una verità antica quanto l’esistenza stessa del mondo… una nuova guerra volge alle porte in grado di ribaltare le sorti del destino di tutti loro e solo due anime diverse e uniche ad esserne i detentori.

L’ultimo Dorcha parla di Gareth, un ibrido mezzo umano e mezzo demone cresciuto vincolato da delle regole ferree; un uomo chiuso, solo, freddo che tutto ciò che può fare è guardare le aberranti azioni umane esulandosi di esse, lui che per contratto può essere giudice e boia, senza di esso può solo voltare lo sguardo altrove… la sua ragione? Per mantenere l’equilibrio.

Ma cos’è l’Equilibrio? Beh, è come una bilancia che deve rimanere a pari livello, una deflazione da un piatto o dall’altro porterebbe scompiglio, infausti avvenimenti fino a portare alla morte di tutto e tutti indistintamente. 

Il sangue iniziò a pulsargli nelle vene, divenne rovente, combattendo contro la natura umana, in una guerra d’equilibrio che da anni aveva perduto.

Devo dire che ho trovato questo personaggio affascinante nella sua complessità; la sua natura così particolare che spesso battaglia nel suo intimo, una lotta interna fra sangue demoniaco e umano, seguire uno porterebbe alla fine dell’altro o viceversa. Un uomo che la sua condizione gli è una condanna quanto al tempo stesso una gratificazione, dove l’unico cosa che lo lega a qualcuno sono questi contratti fatti di sangue che instaurano una sorta di filo di collegamento fino all’espletamento di esso.

Le sue facoltà demoniache che danno a questa “branchia” di esseri facoltà particolari sono in grado di irritare la mente umana, sanno vedere il passato ed il tuo avvenire… il solo loro tocco può trasformare la persona come un libro aperto, il loro sguardo con quegli occhi che mutano attingendo forza dall’oltremondo sanno carpire l’animo umano, sapere le sue intenzioni, leggerne i colori ed ultima chicca sanno per esattezza quando, come e perché morirai.

Da brivido! Eppure la scrittrice ha avuto una maestria nel creare questo personaggio complesso come un rebus, arrogante, forte, un lupo solitario ma anche umano dotato di forti emozioni e sensazioni che portano il lettore a soffrire e piangere con lui, a sciogliersi come neve al sole per le sue parole, a trovare un’empatia e legame tale da restarne assoggettati e vincolati anima, mente e cuore.

Ma tutto ciò mai sarebbe cominciato se non grazie a lei, Sive… una ragazza particolare, dolce e debole, fragile ma pure forte, un personaggio che sa portare luce nell’ombra, sa scaldare gli animi; lei è come la primavera che porta un nuovo inizio dopo un gelido inverno, un animo sconfinato su cui però sulle sue spalle grava il peso di un destino che come un pesante fardello giorno dopo giorno la schiaccia e la indebolisce… è la sua natura che lo richiede, è ciò che è che richiede questo tributo, eppure nulla toglie alla sua volontà di combattere per la salvezza della Madre Terra, neanche un destino già definito.

In quell’attimo, il filo che li univa s’ispessì e mutò di colore.
Lo scarlatto divenne più intenso, fuso adesso a venature dorate, e fu proprio allora che Gareth comprese la verità:
Sive non era umana.

La scrittrice attraverso l’incontro ed il legame vincolante di un contratto è andata a creare una storia sublime con il connubio di questi due personaggi l’uno l’opposto dell’altro, esseri complementari a vicenda ma al tempo stesso anche il nervo scoperto che se colpito sarebbe come il tallone di Achille che porterebbe alla morte.
Esilaranti a volte i loro “battibecchi”, non da meno dolci amari; un unione “contrattuale” che va a creare un legame se più via deperibile, un filo di collegamento pulsante e vivo ma che sempre più si assottiglia con lo scorrere dei mesi e delle stagioni, portando agli occhi una verità scomoda e desolante al quale non si può più fingere che non esista.

Sono pagine intense dove il lettore vive il tumulto degli eventi con il cuore in gola attraverso una realtà che tutto è fuorché ciò che appare; la scrittrice ci fuorvia e getta fumo negli occhi da gran maestra portandoci spesso ad un’impasse ove tu non sai proprio che fare, dove le tue certezze si sgretolano nel ricostruire la verità nascosta dalla coltre di bugie che va a riscrivere l’essenza stessa del romanzo a più mandate non permettendoti mai un attimo di respiro o ripensamento.

I suoni gli arrivarono ovattati, contrastati dall’odore agrumato della loro pelle.
Fu in quel momento che Gareth affondò gli occhi in quelli di Sive e lì si smarrì.
Sentì la leggerezza dei loro respiri che si fondevano e prima ancora che la ragione potesse avere il sopravvento sull’istinto, si chinò sulle sue labbra.
Si ritrovò perso, sazio del sapore di un bacio rubato, mentre continuava a stringere contro al petto la cosa più preziosa che avesse.
Quando riaprì gli occhi, allontanandosi da lei, non riuscì che a provare terrore.
Fu consapevole di avere di fronte a sé la sua unica debolezza e nel momento in cui Sive gli sorrise, ebbe la certezza che niente al mondo l’avrebbe potuta portare via da lui.

Quasi quattrocento pagine bevute come un sorso d’acqua, che come un assetato nel deserto ne dipendevano la mia vita ma che mai bastavano a dissetarmi.
Arianna Colomba non può che essere elogiata per aver creato questa storia fatta di luce, ombra, sangue e amore… un connubio perfetto, eccentrico, sublime e succulento, pagine che rapiscono e affrontano argomenti particolari volti dalla storia, dal fantasy, dal distopico e dal dark tutto amalgamato insieme ed in maniera stupefacente che non si può non restarne colpiti e travolti.

Questo libro rientra nella casistica che non smetterei mai di parlare della sua particolarità, della perspicacia e audacia della scrittrice nel formare questo insieme di più generi senza cadere nel cliché o nell’ordinario, creando un qualcosa di unico e tutto suo… non mento che essendo amante della filologia fantasy e della distopia ho trovato alcuni collegamenti, diciamo similitudini lontane che mi hanno permesso di crearmi tutto un mio film in testa, una successione di immagini ed eventi travolgenti e forti portandomi spesso a piangere e ad inveire contro i personaggi. La logica è nulla contro certe emozioni e quindi ove invocavo gli dei, ove mi accanivo sui personaggi, il mio cuore, le lacrime ed i miei strilli ne facevano da padrone… non da meno ammetto pure di aver “maledetto” la scrittrice ad un certo punto 😅.

Comunque tornando a noi sognatori e bypassando le mie divagazioni, non posso che consigliarvi a pieni voti questo romanzo ed a farvi catturare dalle sue pagine… ne resterete ampiamente soddisfatti, l’unica nota amara è che giunti alla fine del viaggio dovrete dire addio a tutti i loro personaggi… sì perché oltre ai nostri due impavidi cardini Gareth e Sive, al loro fianco conosceremo altri assai particolari e tutti legati fra loro nell’antichità di un contratto maestro e vi dirò di più, personaggi così particolari ed antichi da rimescolare le carte del gioco del destino fatto di probabilità, scelte e parti ove schierarsi.

«Spero di morire domani. Lo spero con tutto il cuore.»
«Perché non riuscirei a dirti addio.»

Michy (Blogger Sognare).


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