RECENSIONE: L’ultimo gelido inverno -parte seconda di Katiuscia Oliva

Cari sognatori, eccoci con la seconda ed ultima parte di questo intensa duologia di Katiuscia Oliva!!!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 31 maggio 2019

Ebook

Il romanzo non contiene scene erotichè nè linguaggio esplicito ed è pertanto consigliato a un pubblico di tutte le età.

“Ho scoperto quanto la vita potesse essere crudele nell’istante stesso in cui mio padre chiuse gli occhi per sempre, lasciandomi in balia di un avverso destino. Da allora non ho più una casa, non ho più una famiglia, non ho neppure l’amore. Combatto ogni giorno per sopravvivere, ma non è facile senza qualcuno accanto, senza due braccia forti che mi stringano a sé per infondermi il coraggio di cui sento un disperato bisogno. Sognavo di diventare uno dei ricercatori più stimati di tutta la Scozia, invece sono finita a fare la cameriera in una ricca famiglia di armatori. In quell’immensa villa di tre piani trascorro le giornate a pulire e riordinare, sopportando in silenzio le angherie della figlia più giovane e l’inspiegata crudeltà di quello maggiore. Ogni volta che incontro i suoi occhi di ghiaccio sento il mio corpo rabbrividire: com’è possibile che un uomo mai visto prima provi tutto quell’odio senza che io gli abbia mai fatto nulla? Solo il mio vicino di casa Patrick riesce a farmi sentire serena nonostante tutto. La vita è dura anche per lui, ma ci facciamo forza a vicenda. Ci scaldiamo con un sorriso in questo gelido inverno. Ed entrambi confidiamo in un futuro migliore.”

L’ultimo gelido inverno racconta una struggente storia d’amore che insegna a non perdere mai la speranza e a credere in se stessi anche quando tutto sembra ormai perduto.

>>>ATTENZIONE<<<
Trattandosi della conclusione di questa duologia potrebbero esserci presenti involontariamente degli spoiler. Vi chiediamo pertanto di avere almeno una conoscenza della prima parte attraverso la nostra recensione del primo volume…
L’ultimo gelido inverno – parte prima

Quanto ho atteso queste pagine, quanto ho sognato di potermi affiancare nuovamente a questi due personaggi che con il cuore in gola e terrore crescente li avevo lasciati in un incubo senza fine, un tunnel senza luce che sempre più opprimeva il loro amore.
Purtroppo ho dovuto aspettare tanto per poterne parlare oggi poiché le “scadenze” erano molte, nonostante ogni volta vedessi la sua copertina invocare il mio nome…

In questo romanzo viviamo l’atto finale di questo Amore osteggiato da tutto e tutti, di come questo dolce sentimento che ha colpito i nostri due personaggi così diversi eppure al tempo stesso legati nell’anima.

Se nella prima parte ero rimasta sconvolta ed attonita contro la famiglia Mckallister, persone vuote, snob, ricche di portafoglio ma aride nel cuore, dove tutto deve girare intorno a loro e se non sei dalla loro “levatura”, sei solo un insulso insetto da schiacciare, vezzeggiare; subire le loro angherie per Alexis ed io nel leggerle mi ha spezzato non solo il cuore, mi ha dilaniato la mente con questo incubo incessante fatto di parole ed azioni abominevoli.

Eppure ecco che il più impensabile di quei personaggi, colui che più ho odiato fin dal principio avvicinandosi pian piano riesce a portare un calore nuovo ed inaspettato che sempre più fa sciogliere quel gelo che mi era penetrato nelle ossa con una morsa così ferrea che non credevo ci fosse via di scampo.

Arthur per me è stata una rivelazione, dove sotto quella maschera di arcigno, freddo, snob, menefreghista si nasconde invece un cuore cosi puro e pulsante di sentimenti assoluti che è stato in grado non solo di rimettermi in discussione, ma soprattutto abbattere tutte le maldicenze che finora lo avevano coinvolto.

Eppure nonostante il suo cuore immenso e questo grande Amore che li coinvolge e avvince fin dal primo sguardo, dietro le quinte le “vipere” sono pronte a colpire, pronte a tutto pur di farli separare, di far crollare ciò che con amore e sentimenti indomiti loro stanno creando.

Non sapevo cosa aspettarmi ma fin dalle prime battute sono stata catturata da un crescendo di emozioni dove le pieghe del destino e degli eventi oltraggiano e imperversano contro di loro, dove la distanza già è pesante ma l’odio non conosce fine, ancor meno quello di una donna… e se si rivelassero ben tre donne in combutta contro di te? Come sopravvivere a tutto ciò è lottare per il tuo amore?

Come nel primo anche qui ho divorato le pagine con ansia, terrore puro per le trame di un ordito piano di disfatta che sempre più cresceva ed aizzava la rabbia cieca, procurava dolore assoluto… ti schiaccia togliendoti qualsiasi possibilità di rivalsa o movimento, lasciandoti lì in bilico su un burrone aspettando che ti ingoi per far cessare questo dolore straziante senza fine.

Se nel primo l’orrore era stato per l’intera famiglia, qui invece c’è una scissione evidente e senza possibilità di riconciliazione poiché troppo è la mente chiusa e “traviata” da cardini tutti propri dove non si riesce ad accettare qualcosa di diverso da ciò che si desidera, anzi il suo volere diventa legge portando a non cogliere i segnali evidenti di errore, a gesti così inumani ed abietti che nulla fa redimere… O forse no…

Che dire se non che il titolo stesso è il cardine del romanzo stesso?
Dove il gelo dell’inverno può uccidere lentamente ed inesorabilmente, ma che forse il destino potrebbe avere in serbo per noi una svolta diversa…

Destino…ah che bel personaggio! Che poi io stessa a volte vorrei farci quattro chiacchiere con questo “ciarlatano” dispensatore di sogni e negazioni strazianti, creatore di eventi così atterranti dove impossibile sembra sopravvivere ad essi… eppure…

Eppure assurdo a dirsi o a scriverlo forse… ma essi sono un insegnamento, un portare ad evolversi dell’anima e come persona cogliendo dal “tetro” la spinta spronante per migliorarsi, poiché poche sono le alternative… o migliori o soccombi.

Seppur marginalmente essendo tutto incentrato attraverso la visione di questi due personaggi, Katiuscia tocca temi particolari molto presenti nella società del giorno d’oggi… forse non si direbbe eppure è avvezzo ancora oggi la distinzione netta di “classi sociali”, dello snob dettato dai soldi, e chiusura mentale nell’essere superiore agli altri, non da meno tocca il tema dei debiti asfissianti, delle banche che “succhia sangue” sono lì pronte a banchettare con i tuoi resti peggio dei corvi, ma anche della grande forza che nasce “dalla disperazione”; il problema della disoccupazione, di quanto si è disposti a sopportare pur di non perdere il posto di lavoro tocca la famiglia divisa o unita, fatta di veti ed imposizioni oppure di supporto e aiuto, gli amici e la loro importanza… molto altro ancora, ma soprattutto il sentimento dell’amore e l’incontro della nostra metà della mela.

Si dice che tutti noi siamo una mela a metà alla ricerca disperata della nostra parte mancante esatta, essa non si presenta subito e non sempre se si ha la fortuna di trovarla l’unione è semplice, anzi io direi per esperienza personale che per averla al proprio fianco bisogna lottare con le unghie e con i denti e se ancora nulla sembra bastare, mai demordere pur di farla propria per l’eternità.

Insomma tra queste pagine che possono sembrare una favola si è invece introdotti in un viaggio all’inferno che come il “Pellegrino Dante” lo si percorre passo passo con il desiderio dell’Eden ricolmo di luce e calore per l’eternità. Diciamo che associo molto questi due personaggi a “questo pellegrinaggio” poiché nulla è detto fino alla fine e perché no, siete sicuri dell’esito?

Beh… io non ve lo posso dire però vi dirò che lo scorrere delle pagine sempre più ha smorzato il mio desiderio di un lieto fine, dove le scelte ed i fatti erano così duri e dolorosi che…

Katiuscia avrà forse per alcuni scritto qualcosa di “scontato” o tipo una soap esempio Beautiful, dico per dire… non lo so per certo ciò che pensano gli altri, ma so cosa ho provato e vissuto io e per me sono pagine da non lasciarsi sfuggire, da vivere nel brivido del momento attimo per attimo, da odiare ed amare, piangere e struggersi, sperare e sognare, e… ❤

Michy (Blogger Sognare).


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