RECENSIONE: Il risveglio del lupo (Il Ciclo dei Guerrieri del Sole, vol.1) di Barbara Repetto

Cari sognatori, viaggiamo indietro nel tempo e viviamo la medievale magia nel romanzo di Barbara Repetto!

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GENERE: fantasy
DATA DI USCITA: 27 novembre 2019 

Ebook / Cartaceo

La Terra del Vespro è in guerra da anni, e la guerra non risparmia nessuno. Cederik, un ragazzo di nobili origini, dopo il massacro della famiglia verrà venduto come schiavo a un misterioso cavaliere errante, ser Nemo, che lo condurrà in un lungo viaggio attraverso boschi e foreste. Sulle prime, il giovane faticherà a sottomettersi e il nuovo padrone si vedrà costretto a imporgli l’obbedienza con severità e rigide punizioni. Ma ser Nemo è un uomo, oltre che di impareggiabile talento e coraggio, anche di buon cuore e, malgrado l’iniziale rifiuto, accetterà infine di esaudire il più grande desiderio di Cederik: diventare un guerriero. Avrà quindi inizio un rigoroso addestramento fisico e mentale, che metterà la volontà del ragazzo a dura prova. Soltanto risvegliando il lupo sopito in lui, egli potrà riscuotersi dalla propria condizione e forgiare un nuovo destino.

Stiamo assistendo alla compravendita di schiavi pressoché fanciulli, dall’aspetto malandato e dagli occhi languidi di chi gli è stato strappato via ogni briciolo di speranza.
Tra questi c’è Cederik, un ragazzo di origini nobili che ha perso tutto in un’unica rappresaglia presso il suo villaggio, diventando oltre che orfano anche merce di vendita per uno schiavista.
La folla si accalca per fare offerte e accaparrarsi lo schiavo messo meglio quando ad un certo punto viene zittita dall’arrivo di un cavaliere.
Proprio in quell’istante la vita del ragazzo sta per cambiare dal momento che il cavaliere misterioso decide di portarsi via lui.

La speranza sembra rifiorire, ma non per molto dal momento che, essendo stato comprato come schiavo, non ha più nessuna libertà.
Se da una parte Cederik ne è afflitto tanto da vivere il tutto con una visione pessimistica, dall’altra invece, man mano che passano i giorni con il cavaliere Ser Nemo, capisce quanta fortuna ha avuto ad incontrarlo sulla sua strada. Non solo, oltre a crearsi un forte legame tra di loro, il ragazzo capisce che dal cavaliere può imparare molto.
Inizierà a capire cosa significa essere umili, altruisti verso i più bisognosi, avere l’animo nobile, insomma, si presume che abbia trovato una guida perfetta che lo aiuterà a intraprendere il suo destino.

Nonostante questo incontro mistico però, Cederik continuerà a portarsi dentro il dolore di aver perso, senza motivo apparente, le persone che più amava senza averli potuti aiutare. Da qui scaturirà un profondo odio e sete di vendetta nei confronti dei colpevoli; non credo che ci sarà da preoccuparsi se il nostro ragazzo farà ammenda agli insegnamenti di Ser Nemo.

Ragazzi, come potevo non accettare una lettura così?
Ho sempre amato le storie di cavalieri, eroiche gesta, audaci imprese fin da quando ero una bambina. Fin da quando alle elementari ho incontrato l’epica cavalleresca (si, giuro, poca roba ma che è stato d’aiuto per farmi amare il periodo del medioevo).
Quindi, ogni volta che mi capita tra le mani un libro di questo genere, spero sempre mi tocchi qualcosa nell’animo e mi lasci qualcosa.

Sicuramente la figura di Ser Nemo e di Cederik danno molto da pensare. Se da una parte abbiamo un cavaliere che può benissimo vantarsi del suo titolo e delle sue ricchezze ma preferisce essere umile e di buon cuore, dall’altra abbiamo un ragazzo troppo sfacciato nel continuare a rimuginare su un titolo nobiliare ormai perso, dal carattere presuntuoso e viziato.
Sono sempre stata del parere che solo tre cose rendono una persona di valore: rispetto, umiltà ed educazione.

Il linguaggio lo trovo adeguato al tempo, la lettura è molto piacevole e, a tratti, ci si fanno anche delle grosse risate solo ad immaginare la scena, la situazione e l’espressione dei personaggi.
Ho provato un po’ di emozioni mentre leggevo, soprattutto nel punto in cui il cavaliere, vedendo il ragazzo distrutto per la perdita dei genitori, gli fa il dono di portarlo alle Colline di Pietra, un luogo sacro costruito dagli uomini per onorare le persone cadute durante la Grande Guerra. Ecco, qui ho avuto un attimo in cui ho sentito pizzicarmi gli occhi; ho sentito per un istante quella “magia” che solo quel tempo sapeva dare.
E poi ci sono tanti altri punti in cui la scrittrice mi ha trasmesso qualcosa che non posso raccontarveli sennò sarebbero spiacevoli spoiler!

Non essendo un mattone, la lettura potrei consigliarla ad un vasto pubblico, soprattutto quello giovane.

Lascio a voi la parola! 😉

Cristal (Recensionista Sognare).


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