REVIEW TOUR: La ragazza con la macchina da scrivere di Desy Icardi

Cari sognatori, oggi vi presentiamo il nuovo capolavoro di Desy Icardi, edito Fazi Editore!!!

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GENERE: narrativa
DATA DI USCITA: 20 febbraio 2020

Ebook / Cartaceo

Cosa ricordano le dita? Se la memoria scompare, possono gli oggetti aiutare a ritrovare i ricordi?

Sin da ragazza, Dalia ha lavorato come dattilografa, attraversando il ventesimo secolo sempre accompagnata dalla sua macchina da scrivere portatile, una Olivetti MP1 rossa.
Negli anni Novanta, ormai anziana, la donna viene colpita da un ictus che, pur non rivelandosi letale, offusca parte della sua memoria. I ricordi di Dalia tuttavia non si sono dissolti, essi sopravvivono nella memoria tattile dei suoi polpastrelli, dai quali possono essere liberati solamente nel contatto con i tasti della Olivetti rossa. Attraverso la macchina da scrivere, Dalia ripercorre così la propria esistenza: gli amori, i dispiaceri e i mille espedienti attuati per sopravvivere, soprattutto durante gli anni della guerra, riemergono dal passato restituendole un’immagine di sé viva e sorprendente, la storia di una donna capace di superare decenni difficili procedendo sempre a testa alta con dignità e buonumore. Un unico, importante ricordo, però, le sfugge, ma Dalia è decisa a ritrovarlo seguendo gli indizi che il caso, o forse il destino, ha disseminato lungo il suo percorso.
La narrazione alla ricerca del ricordo perduto si arricchisce pagina dopo pagina di sensazioni e immagini legate a curiosi oggetti vintage: la protagonista del libro ritroverà la memoria anche grazie a questo tipo di indizi, che appaiono ogni volta in luoghi inaspettati, in una specie di caccia al tesoro immaginaria, tra realtà e fantasia.

Dopo L’annusatrice di libri, sul senso dell’olfatto e la lettura, un romanzo appassionante sul tatto e la scrittura, un viaggio a ritroso nella vita di una donna sulle tracce dell’unico ricordo che valeva la pena di essere conservato.

Sono anni difficili quelli che vive Dalia, una ragazza che impara l’arte della dattilografia per riuscire a mantenere se stessa e suo padre, caduto in disgrazia in seguito al fallimento della fabbrica di cerini. E ci riesce nel migliore dei modi, grazie al duro insegnamento dell’insegnante di dattilografia: la Polissero, che molte volte la fa dattilografare anche bendata.

“…Non guardare la tastiera, Dalia!” Ti ordinava. “ Le vere dattilografe non hanno bisogno di cercare i tasti con gli occhi, le dita hanno una memoria portentosa, L’importante è consentirgli di svilupparla”. Tu cercavi di obbedire, ma i tasti lucidi e rotondi dell’Olivetti MPI erano una tentazione troppo forte per il tuo sguardo curioso di ragazzina.

Siamo a Torino e per la precisione ad Avigliana. Il periodo che ci racconta Dalia attraverso i suoi ricordi sono anni terribili, quelli in cui l’Italia è sotto il dominio di Mussolini e si prepara ad affrontare la Seconda Guerra Mondiale.

A fare un passo a ritroso nella sua vita è una Dalia degli anni ’90, andata avanti con l’età, ormai anziana che viene colpita da un ictus, quella che lei chiama “piccolo incidente”…
Uscita dall’ospedale si accorge di dimenticarsi delle cose, e un po’ alla volta si  rende conto che parte dei suoi ricordi sono stati oscurati. Ma questi ricordi non sono perduti per sempre, anzi sono ancora vivi in qualche angolo della memoria. E il posto dove  risiedono questi ricordi è all’interno dei suoi polpastrelli che quasi per magia, quando entrano a contatto con i tasti della Olivetti rossa, prendono forma per mezzo della parola che viene dattilografata.

“..ora accarezzi la tua vecchia macchina da scrivere; un lieve formicolio ti scorre lungo le dita facendoti fremere i polpastrelli. Colta da un improvviso ghiribizzo, accosti gli scuri della finestra , infili un foglio nel carrello dell’Olivetti rossa e, immersa nel buio, lasci che il formicolio ai polpastrelli svanisca al freddo contatto con i tasti. Le tue dita danzano sulla tastiera seguendo una coreografia che sfugge alla tua comprensione ma che decidi di assecondare e, senza opporre resistenza, inizi a scrivere una nuova storia.”

È così che Dalia ci racconta la sua storia, attraverso quello che lei stessa scopre mentre le sue dite scrivono, tra un alternanza della vita di oggi e quella di ieri. Ripercorrendo così la sua vita a ritroso riuscirà a ricostruire fino a quelli che sono stati gli ultimi istanti prima di sentirsi male e al tempo stesso riuscirà anche a far emergere importanti dettagli del suo passato. Insieme a lei ripercorreremo  gli anni dell’ascesa fascista con tutte le sue conseguenze, fino ad arrivare agli anni che seguono il Dopo Guerra.

La sua sarà una storia che saprà destare molta curiosità, in quanto è raccontata attraverso una scrittura nella quale la protagonista non è del tutto presente a se stessa, dove accadono fatti insoliti. Ed è questo quello che regala al romanzo una nota magica: si resta rapiti dal senso del tatto che ha sviluppato Dalia e dal modo in cui riesce a ripercorrere tutta la sua vita attraverso questo suo senso tattile.

“…è una verità universalmente riconosciuta che una donna in possesso di una lunga storia abbia bisogno di una memoria adeguata. Senza memoria ogni cosa perde di valore e di utilità…”

Il romanzo ha uno stile scorrevole e molto elegante.
Desy Icardi è stata molto brava nella descrizione dei fatti sia del presente che del passato.
E’ una storia che fa riflettere, ma che allo stesso tempo appassiona e coinvolge tenendoti incollato fino all’ultima pagina! ❤

Nancy (Recensionista Sognare).


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