RECENSIONE: Accad(d)e di Maria Fonte Fucci

Cari sognatori, vi presentiamo il forte romanzo di Maria Fonte Fucci, edito Collana Policromia!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 10 febbraio 2020

Ebook / Cartaceo

Per Giacomo è una serata come le altre.
Sa già che, una volta oltrepassata la porta della sua casa, un muro di ostilità gli si parerà innanzi.
Come ormai succede da tanto tempo. Da troppo.
Le responsabilità che gravano sulla sua schiena sono più forti di qualsiasi altra cosa, più forti anche della pensione che ha raggiunto dopo anni di sacrifici.
Traguardo che passerà, come sempre, sotto una crudele indifferenza.
Eppure la visita inattesa di Manuel, il vicino, dà una piega diversa a una serata buia come l’appartamento di Giacomo.
Perché Manuel non è solo: con lui, una ragazza timida, quasi timorosa.
Una ragazza che, dopo poche ore, tornerà a bussare alla porta di Giacomo, ma questa volta ad aprire sarà Marisa, sua moglie, una donna squassata da un dolore troppo grande da poterlo descrivere.
Basta uno sguardo, e Marisa capisce tutto.
Un altro mostro ha messo piede nel loro caseggiato.
Un mostro dalle fattezze di angelo.
Come colui che, molti anni prima, stravolse la loro famiglia.
Accadde.
Accade.

Può una donna sola e indifesa salvare se stessa e chi le sta intorno?

Giacomo, stimato primario, si ritrova a festeggiare con tutti i suoi colleghi la sua meritata pensione. Ma sa bene che da quel giorno in poi la sua vita sarà una prigione, chiusa tra le mura della sua casa: un appartamento all’ottavo piano al centro di Milano.
La sua è una vita ormai triste e piena di sensi di colpa. Colpe che sua moglie Marisa e suo figlio Marco lo addossano ormai da molto tempo… lo accusano di essere sempre assente e di non essere stato in grado di proteggere la famiglia.
Qualcosa molti anni prima è accaduto, tanto da alterare gli equilibri familiari e con il passare del tempo ha lasciato ad ognuno di loro le sue cicatrici.

Marisa, bellissima donna in gioventù, attraente e piena di vita, finisce per invecchiarsi e la sua vita si riduce a divano letto, imbottita di psicofarmaci e piena di fissazioni.

“… una Marisa che ormai aveva lasciato il posto a una donna piena di rabbia e rancore. Una Marisa con occhi spenti e grigi. Una Marisa cupa, triste per ciò che la vita le aveva riservato poco alla volta, giorno dopo giorno…”

Marco è l’unico che quel giorno ha assistito alla scena, e oramai quella stessa scena gli si ripresenta continuamente davanti agli occhi compromettendo anche il suo matrimonio.

Giacomo a tutti si presenta il più forte ma in realtà il suo dolore non lo ascolta più nessuno e allora si limita a subire i pesi degli altri…

“…Ma a lui chi ci pensava? Anche lui aveva voglia di sfogarsi, anche lui aveva voglia di urlare, di scrollarsi di dosso quelle colpe… per non essere stato attento e per non aver protetto la sua famiglia”.

Le cose prendono una piega diversa quando nello stesso giorno ricevono una visita in attesa di Manuel, il vicino di casa. Insieme a lui c’è una ragazza che mantiene sempre lo sguardo basso ma che ha degli occhi di un azzurro penetrante, occhi che ricordano a loro qualcosa di familiare. Di lì accadranno situazioni che li porterà a rivivere quel passato tanto doloroso e che non sono riusciti a superare. È come se “un altro mostro” avesse messo piede nella loro casa.
“Come colui che, molti anni prima, stravolse la loro famiglia”.

Questo romanzo di Maria Fonte Fucci, a causa del numero delle pagine può essere visto come breve ma in realtà è molto fitto nei contenuti. Nel momento in cui iniziamo a leggere le prime pagine, sentiamo il desiderio di scoprire quale sia il dramma vissuto dalla famiglia.

Il testo è scritto con uno stile morbido ma riesce a rendere bene l’idea del dramma o anche quella dell’atmosfera che si avverte in una casa dove ormai si è vissuto tanto dolore e resta solo il vuoto. La parte in cui il romanzo tocca le note più alte, poiché sono piene di verità, è quella in cui la ragazza parla alla famiglia e racconta la “sua” di verità…

“…perdonami mamma. Perdonatemi tutti per aver nascosto, per averlo protetto…”

È qui che si mette a nudo una triste realtà: quella del femminicidio e della violenza sulle donne.

Cosa si può fare per evitarlo? Cosa possono fare le persone attorno?
Molte volte presi dalla vita di tutti i giorni si trascurano quei piccoli messaggi che forse potrebbero far capire.
Questo penso sia il messaggio che vuole trasmettere questo romanzo. Capire la psicosi che c’è dietro, il cosiddetto amore malato.

Accad(d)e è un libro che ogni donna dovrebbe avere la forza di leggere, per imparare a conoscere un tantino in più il “mostro” e per avere il coraggio di ribellarsi.

“…Aveva avuto una vita difficile, era comprensibilissimo che ne portasse ancora gli strascichi, ma… mi amava.
Credo sia questa la frase che hanno detto almeno una volta nella loro vita altre donne morte per la voglia di salvare il proprio uomo. Per la voglia di credergli ancora. Per la voglia di dire frasi come -stavolta sarà diverso –… In effetti lo era, diverso. Ma sempre peggioˮ.

Nancy (Recensionista Sognare).


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