RECENSIONE: La mattina dopo di Mario Calabresi

Cari sognatori, oggi tocchiamo delle storie profonde narrate nel romanzo di Mario Calabresi!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 17 settembre 2019

Ebook / Cartaceo

«Sono anni che mi interrogo sul giorno dopo. Sappiamo tutti di cosa si tratta, di quel risveglio che per un istante è normale, ma subito dopo viene aggredito dal dolore.» Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c’è sempre una mattina dopo. Un senso di vuoto, una vertigine. Che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da anni, e pensavamo avremmo avuto per sempre, improvvisamente non c’è più. Perché dopo una perdita o un cambiamento arriva sempre il momento in cui capiamo che la vita va avanti, sì, ma niente è più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Un risveglio che è inevitabilmente un nuovo inizio. Una cesura dal passato, un da oggi in poi.

A questo momento, delicato e cruciale, Mario Calabresi dedica il suo nuovo libro, partendo dal proprio vissuto per poi aprirsi alle esperienze altrui. E racconta così prospettive e vite diverse, che hanno tutte in comune la lotta per ricominciare, a partire dalla mattina dopo. Per Daniela è dopo l’incidente in cui ha perso l’uso delle gambe, per Damiano è dopo il disastro aereo a cui è sopravvissuto, per Gemma è dopo la perdita del marito. Ma è anche un viaggio nel passato familiare, con la storia di Carlo e del suo rifiuto di prendere la tessera del fascismo, che gli costò il posto di lavoro ma gli aprì una nuova vita felice.

Storie di resilienza, di coraggio, di cambiamento, storie di persone che hanno trovato la forza di guardare oltre il dolore dell’oggi, per ricostruirsi un domani. Perché, realizza Calabresi, «il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti magari è molto diverso da quello che avevi immaginato».

Mario Calabresi è stato un grande direttore di testate giornalistiche italiane di grande livello. Poi un giorno, qualcuno sopra di lui a livello manageriale decide che di lui, come direttore, non hanno più bisogno…
Inizia così ‘La Mattina Dopo’ con la descrizione del suo dolore di disoccupato e del suo tanto tempo libero ora da occupare!

“I primi giorni sono come una corrente a cui non si riesce a sfuggire: non fai che pensare a quello che hai perso.
Come un fiume in piena che ti trascina, ogni tanto incontri una roccia o un ramo e per un attimo rallenti, metti la testa fuori, fai un respiro profondo.
Per un momento t’illudi di aver razionalizzato, di aver trovato una spiegazione convincente capace di mettere da parte la sofferenza o di contenerla, ma l’istante dopo l’hai già dimenticata e sei tornato in balia della corrente.
Le cose peggiori sono il silenzio e la fine di un tempo scandito da riti e abitudini. Ogni volta che me ne rendo conto sento quel vuoto allo stomaco che si prova quando ci si tuffa dall’alto.”

Poi ‘La mattina dopo’ si articola in molte altre storie.
Chi parla della guerra, chi parla del Fascismo, chi di un amore perso, chi invece ha perso l’uso delle gambe.
Chi ha perso anche un genitore, un fratello, un parente stretto, tutte storie che parlano del giorno dopo, quando nella tua solitudine assorbi tutto il tuo dolore e devi decidere se farti assorbire dai fatti e lasciarti andare o raccogliere tutte le tue forze e riemergere dal grande dolore che hai dentro.

‘Il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti magari è molto diverso da quello che avevi immaginato.’

Qualche anno fa lessi che “anche il giorno più brutto ha fine!” e purtroppo con gli anni e con le intemperie della vita, sulla mia pelle ho scoperto che è veramente così!

Una bellissima raccolta di storie, che spesso mi ha portato indietro alle mie ‘mattine dopo’ perché tutti abbiamo avuto dolori, più o meno grandi!
L’importante è metabolizzare il dolore, spesso serve affrontarlo nella propria solitudine ed altre volte occorre condividerlo per poterlo accettare meglio!

Un bellissimo libro carico di sofferenza dignitosa, che riesce a riemergere dal proprio dolore e che consiglio veramente a tutti… ❤

Maria (Recensionista Sognare).


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