RECENSIONE: Demone Ardente (Cronache di Resurrezione, vol.1) di M.J.Haag e Becca Vincenza

Cari sognatori, la Hope Edizioni fa la sua entrata nel paranormal e non solo… con il romanzo di M.J.Haag e Becca Vincenza!!!

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Serie: Cronache di Resurrezione, vol.1
Genere:
paranormal, distopico, un po’ horror, un po’ romance
Data di uscita: 28 aprile 2020

Ebook

Il mondo di Mya sta crollando. Dopo una serie di terremoti, alcuni animali letali, dagli ardenti occhi rossi, iniziano ad attaccare le persone e a diffondere un’epidemia, capace di creare una specie di zombie.
Mya tenta di tornare a casa sua, ma sentirsi al sicuro è oramai un ricordo e, quando una creatura diversa dalle altre attacca le persone che la stanno aiutando a raggiungere Oklahoma City, la ragazza capisce che non rivedrà mai la luce di un nuovo giorno.
Nonostante i suoi inquietanti occhi gialli e i denti affilatissimi, la creatura dalla pelle grigia è molto più intelligente e simile a un umano di come non sia apparsa all’inizio. Lui è intenzionato a tenere Mya al suo fianco e a proteggerla dai pericoli di quel nuovo mondo. Quando il percorso che la creatura intraprende inizia a condurre Mya lontano da casa, lei dovrà scegliere tra l’incolumità e la sua famiglia.

La creatura tornò a fissarmi, ma stavolta la sua immobilità mi dette coraggio perché in fondo, lui era il cacciatore e io la preda, dovevo fuggire.
Restare lì a crepare non era un’opzione.

Un paranormal apocalittico con una esplosione di stile, pagine che tra brivido dell’orrore, ansia crescente ed indiscussi, controversi sentimenti ti tengono incollato!

Una vita come tante, un giorno come un’altro per Mya che al college è ormai prossima agli esami… Vive nel campus con la sua amica e altre coinquiline, ma mai avrebbe pensato che quella mattina come tante si potesse rivelare l’inizio dell’apocalisse del mondo!

Pagine che sanno scioccare fin dal primo impatto in cui un semplice movimento delle zolle è invece l’avvio di ciò che è una pandemia catastrofica al limite dell’imitare Resindent Evil ma qui c’è un virus, non un falla in un laboratorio… bensì il muoversi di creature nella notte, animali a noi cari il cui semmai avessi la sfortuna di esser morso, ti infetterebbe per poi renderti privo di anima, un fantoccio volto solo ad uccidere…

Ma com’è nato tutto ciò realmente?

Le scrittrici riescono a gelare il sangue del lettore!
Ti ritrovi catapultato nel più surreale dei film dove il tuo miglior “alleato” può essere il più pericoloso dei nemici. I personaggi partono da un’interazione basica, ma con lo scorrere dei capitoli notiamo un crescendo di un apprendimento linguistico e mentale scioccante ed altalenante, situazioni ed eventi che si susseguono andando a creare dinamiche assurde ma al contempo palpabili, vere ed intrise di ansia, paura, eppure legate…

«Prima di venire qui facevo una vita solitaria, ma non capivo la mia solitudine perché non conoscevo altro che quello.
Ora la capisco e non la voglio più.
Quando troveremo la tua famiglia e arriverà il tempo di lasciarti andare, lo farò.
Ma fino ad allora, vorrei la tua compagnia.»

Un connubio forte di più generi di cui certe dinamiche non nego che mi hanno scatenato a tratti ilarità per non cadere vittima di paura e sconcerto; non mancano momenti di imbarazzo, ma che neppure tutto ciò faceva desistere la mia persistente curiosità per questa figura “misteriosa”, un paladino se così lo vogliamo definire… un essere che vi si è ritrovato in mezzo, con una mente eccelsa seppur “ignorante” di ciò che è la nostra vita, i nostri usi, costumi, parole… man mano che ne approfondivo la conoscenza ha scatenato la mia “reverenza” nei sui confronti, diciamo quasi al limite della venerazione… 😀

Il romanzo è come uno “spin-off” per la sua brevità ma in realtà è solo l’inizio di un viaggio altro che “sollazzante”… di cui i pericoli incombono ad ogni angolo, ma ancor di più l’instaurare di una sorta di fiducia reciproca, un “mero accordo” tra vittima e carnefice se così vi fa comodo credere… ma che a mio parere è invece un vincolo di sopravvivenza, conveniente da un lato ed ignoto da un’altro. Non nego che ad un certo punto non ho più pensato all’istinto di sopravvivenza, ma bensì alla perdita di colui che per certi versi appare come un bambino propenso ad imparare… ciò non toglie a mio occhio la veridicità delle sensazioni provate, un connubio “elementare” di privazioni, sensazioni, emozioni che vanno a fortificare ciò che è un “incontro di fortuna”.

Non da meno dal punto di vista di questo Essere “per quanto è dato capire” ci si apre come un viaggio interattivo di apprendimento e scoperta di cui però ciò non toglie l’oscurità di domande senza risposta, lacune a cui tutt’ora ancora non ci è dato riscontro, che pongono il lettore a più elucubrazioni senza capo né coda… insomma si brancola nel buio e le poche informazioni pervenute si trasformano in un’ancora di salvezza… lui lo diventa con la sua presenza, la sua fisicità…

Direi che si è ben capito ciò che penso, ma in caso non vi fosse chiaro, lo scandisco… l’ho bevuto come una assetata nel deserto, seguito come una profuga in cerca di salvezza, rinnegato, terrorizzata come la protagonista, assoggettata dalla stessa e da una traversia di eventi ed emozioni… fino al finale in cui nulla è ciò che ci si aspetta e che ora smanio per il suo seguito, come una drogata in cerca di… DRAV!

Drav, l’essere più strano dell’universo ma di cui dipenderà la tua vita, la tua salvezza, la tua esistenza!
Chi lo sa per quanto, ma ogni attimo della sua presenza sarà tutto ciò che importerà!

Sentii il sangue imbrattarmi il viso ma non mi importava.
I suoi occhi verdi erano così confortanti che, piano piano, mi calmai.
Era lì.
Era vivo.
Io ero viva.
Stavamo bene.
Feci un respiro, poi un altro.
Gli stringevo il braccio mentre inspiravo a fatica.

Michy (Blogger Sognare).


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