RECENSIONE: Dimmi chi sei di Giacomo Assennato

Cari sognatori, eccovi il delicato romanzo di Giacomo Assennato!!!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 10 giugno 2019

Ebook / Cartaceo

Antonio è anziano e ha bisogno di liberarsi dal grande problema che ha in casa e che gli rende deprimente la vita; per questo, con molte titubanze, decide di recarsi in un centro di ascolto e lì, dopo vari tentennamenti, inizia a raccontare la sua storia.
Con le sue parole gli anni scorrono, seduta dopo seduta, a partire dal 1961 fino a raggiungere il presente. Il libro è articolato in piani temporali diversi; le vicende così fondamentali nella vita di Antonio non sono quindi raccontate, ma i vari momenti sono vissuti in diretta, in un altro “presente”.
Conosciamo quindi nuovamente Antonio, con il candore e l’innocenza dei suoi sedici anni, assistiamo al suo fondamentale incontro con Pietro, un diciottenne spavaldo e pronto alla vita, e alla nascita della sua bella amicizia con Filippo, un ragazzo di oggi che con la sua sincera vicinanza contribuirà a far conquistare equilibrio e una certa serenità ad Antonio.
È il racconto di una vita vissuta tra momenti bui e tanta luce che si concluderà ai giorni nostri, con un evento atteso da sempre, qualcosa che è sempre sembrato irraggiungibile ma che alla fine si realizzerà e coronerà una storia d’amore unica.

Ci sono dei romanzi che parlano d’amore anche se in realtà lì di amore, nel senso più nobile del termine, ce n’è ben poco. Nelle storie di Giacomo Assennato il concetto vero dell’amore assume delle connotazioni sublimi, come in quest’ultimo romanzo…

Per tutta la vita per Antonio e Pietro non esiste altro amore se non quello che unisce indissolubilmente i loro cuori. Quel per sempre che tutti sognano per entrambi è una realtà vissuta per cui hanno lottato, rischiato giorno dopo giorno da quando da ragazzini si sono innamorati.

Ma cosa accade quando per tutta la vita ti sei nutrito di quell’amore e ad un certo punto subentra una malattia ignobile che fa dimenticare chi sei all’uomo che ami?

“Mi chiedo se sappia veramente cosa lui sia per me, o se le tenerezze siano proprio tutte finite in quel posto in cui non sa più frugare.”

Giorno per giorno dopo una vita vissuta respirando lo stesso respiro non resta che raccontarsi e ricordare per non perdere la coscienza di chi sei e di cosa è stato quell’amore per entrambi.

Antonio grazie all’amicizia con il giovane Filippo inizia a raccontare il suo amore con Pietro vincendo la sua ritrosia ed il suo senso di solitudine che vive da quando Pietro si è ammalato.

L’amore tra i due è come quello che ti raccontano i nonni che hanno vissuto 50 anni insieme e che tutti noi cerchiamo… Quell’amore unico, indissolubile per cui non esiste nessun altro perché consapevole che nessun’altro è lui… che avendo lui hai tutto quello di cui hai bisogno.

E’ un modo poco moderno di raccontare l’amore quello dell’autore perché oggi siamo tutti degli adolescenti alla ricerca della perfetta anima gemella che sfugge al primo problema, e via al prossimo amore che sicuramente esiste da qualche parte.

Antonio e Pietro si sono innamorati in anni dove il solo fatto di amarsi era una perversione mentre come dice lui stesso, loro si amavano e basta non facendo male a nessuno.

“La gente è cattiva. Quanto male facevamo io e Pietro, e a chi? È la domanda che ho sempre in testa e non riesco a scacciarla. Ma sul serio… A chi davamo noia? Seguivamo soltanto quello che ci diceva il cuore e ce ne stavamo in disparte, senza dare scandalo; perché ci hanno fatto questa sconcezza? Adesso è tornato tutto a posto in paese: le strade sono ripulite dal disonore, dopo che ci hanno pestato e magari passeggiano orgogliosi, vantandosene. Certo, i due obbrobri hanno avuto la lezione che si meritavano e ci penseranno bene prima di rialzare la cresta. Viziosi, degenerati, pervertiti, corrotti, difetti di natura. Io e Pietro questo siamo. Impossibile pensare che ci sia qualcosa di dolce tra quelli come noi: siamo solo carne che si struscia. È questo che fa male, non i lividi.”

Per loro stare insieme era “difficile ma non impossibile” come amano dire, ma sempre nascosti scappando da chi non avrebbe mai capito.

Questo romanzo bellissimo, struggente, toccante, emozionante, vero è proprio un inno all’educazione sentimentale. L’autore è un poeta dell’amore che te lo fa vivere intensamente e con una sorta di pudore che trovo delicatissimo. Descrive un sentimento forte come una roccia che resiste alle intemperie della vita, alla bruttura di chi vorrebbe che non fosse mai esistito e ad una malattia subdola che giorno dopo giorno strappa via un pezzo di vita in chi ami, fino a non riuscire a ricordarsi più di chi sei. Un amore a cui affidarsi e che non ti abbandona continuando a prendersi cura l’uno dell’altro.

“È questo il vero amore fisico: in questo momento io sono dentro di lui, dappertutto; posso respirare nei suoi polmoni, prendergli in mano il cuore e accarezzarlo, scorrere nelle sue vene insieme al sangue. Ma come faccio a dirglielo? E, esattamente come l’amore fisico, mi sfinisce, mi sfibra. Io non so se tutti provano una cosa così, posso dire solo che ho la certezza di essere nato per questo.”

Il confronto generazionale tra Filippo e Antonio è bellissimo ed intenso perché non esiste età per incontrarsi e sviluppare belle amicizie.

Ringrazio l’autore per aver condiviso con noi una storia tanto bella e per aver aiutato me stessa ancora una volta a mettermi dalla parte giusta del cuore. Perché l’amore se è come quello di Pietro e Antonio è puro, bellissimo da voler sperare per se stessi.

Alla prossima lettura! ❤

Rosanna S. (Recensionista Sognare).


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3 commenti

  1. Le tue storie raccontano pezzi di cuore, di anima e di vita in cui ognuno di noi può riconoscersi. Questa è la vera magia che crea un legame indissolubile tra lettore e autore. E la normalità smette di apparire banale ma schiude il senso profondo del vivere. Per questo e per tanto altro non potrei mai essere delusa dalla tua penna-

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  2. Le tue storie raccontano pezzi di cuore, di anima e di vita in cui ognuno di noi può riconoscersi. Questa è la vera magia che crea un legame indissolubile tra lettore e autore. E la normalità smette di apparire banale ma schiude il senso profondo del vivere. Per questo e per tanto altro non potrei mai essere delusa dalla tua penna-

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  3. Rosanna, hai sempre parole straordinarie per me, ma la cosa più fantastica è come tu riesca a impadronirti dei miei personaggi e delle mie storie. Antonio, Pietro, Luca, Matteo, Martino, Federico… li hai amati tutti. Grazie, spero di non deluderti mai.

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