REVIEW TOUR: Il gioco della vita (La saga di Jalna, vol.2) di Mazo de la Roche

Cari sognatori, ritorniamo nel delicato mondo di Mazo de la Roche, edito Fazi Editore!!!

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SERIE: La saga di Jalna, vol.2
GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 28 maggio 2020

Ebook / Cartaceo

È trascorso un anno da quando abbiamo lasciato la turbolenta Jalna. Eden è scomparso e non si hanno più notizie di lui, Alayne è tornata a New York, Pheasant ha avuto un figlio da Piers e lo ha chiamato Maurice, come suo padre. Ritroviamo la famiglia riunita attorno al tavolo davanti a un invitante soufflé al formaggio e una bottiglia di rum di quelle buone per gli uomini. Manca solo Adeline. La nonna ormai passa la maggior parte del tempo a letto: quello stesso letto che è stato testimone di concepimenti, nascite e addii, e che ora sembra attendere un commiato. Difficile credere che la complicata trama tessuta da Adeline nelle stanze di Jalna possa squarciarsi. Ma una preoccupazione domina su tutte: a chi andrà l’eredità? Per tenere tutti in pugno, la furbissima nonna ha dichiarato che sarà destinata a una sola persona. Così, fra gelosie e sospetti reciproci, scatta la rincorsa all’ingente patrimonio: finirà forse nelle mani di Renny, per cui tutte le donne, nonna compresa, perdono la testa? O il fortunato sarà Nicholas, il più anziano, il figlio preferito? O l’adorabile piccolo Wakefield? Nel frattempo, il giovane Finch ha ben altro a cui pensare e coltiva in gran segreto la sua passione per le arti nell’attesa di entrare finalmente a far parte del gruppo degli uomini Whiteoak, mentre Renny non riesce a dimenticare l’affascinante Alayne, che tornerà a rimescolare le carte.

Il gioco della vita è il secondo capitolo della saga di Jalna: una saga familiare amatissima che, a partire dagli anni Venti, conquistò generazioni di lettori, con undici milioni di copie vendute e centinaia di edizioni in tutto il mondo, seconda solo a Via col vento fra i bestseller all’epoca della prima uscita.

RECENSIONE: Jalna (vol.1)

Rieccoci con la famiglia dei Whiteoak.

Nel primo capitolo della saga c’era stata presentata la casa con tutta la sua bizzarra famiglia. Con questo secondo capitolo li ritroviamo tutti un anno dopo.
Quei ragazzi che nel crescere, diventavano sempre più difficili da gestire, con le innumerevoli differenze che hanno ognuno di loro… soprattutto tra i fratelli minori, i quali nonostante discendono dallo stesso progenitore e quindi consanguinei, hanno una differenza abissale.

“Da un lato Wakefield, il più piccolo: sensibile, affettuoso e intelligente, dall’altro Finch, l’adolescente refrattario a qualsiasi monito a studiare di più e a qualsiasi incoraggiamento a fare sport, sempre a ciondolare in giro con quell’atteggiamento impacciato. Ultimamente sembrava più vecchio e apatico del solito… E poi c’era Piers. Tutta un’altra storia. Un giovane uomo robusto, amante dei cavalli, amante della terra …Infine Eden. Da quando era scomparso, dopo la relazione con Pheasant – quasi un anno e mezzo prima – non aveva più dato sue notizie. Ecco cosa succedeva a voler fare il poeta: si finiva per  smarrire ogni senso morale e per rovinare la vita a una ragazza come Alayne”.

Ecco che i componenti di Jalna conoscevano solo le doti di chi lavorava la terra e gli animali mentre le arti come la musica, il teatro e lo scrivere poesie veniva considerata una perdita di tempo. Anche la stessa nonna Adelina attribuiva questa loro inclinazione  alla loro madre, non perdendo mai il tempo per rimproverarglielo.

Oramai la nonna Adelina era arrivata all’età di 101 anni e passava gran parte del tempo a letto. A tutta la famiglia sembrava che lei alternasse ai suoi momenti di lucidità molti altri in cui sembrava non ragionasse più e, mentre il tempo passava, più pesava l’idea tra il resto della famiglia il famoso testamento che oramai nell’ultimo tempo la nonna sembrava cambiare di continuo.

Il tempo passa, siamo sempre negli anni Venti e in quella casa dal nome Jalna la vita trascorre molto lentamente, sembra quasi trovarci in un mondo in cui il tempo pare fermarsi e dove nulla sembra essere reale tranne che la loro casa.

Il libro, come quello precedente, è scritto con una grande fluidità tanto da renderlo un grande capolavoro. Le pagine più belle e delicate sembrano essere proprio quelle in cui viene descritto l’ambiente che avvolge la loro casa.

Pensò a Jalna, al vento d’aprile che saliva come un canto dal burrone facendo vibrare i rami delle betulle, delle querce, dei pioppi. Ricordò il profumo che si sprigionava dalla terra dove le radici si intrecciavano, l’odore della natura che si risvegliava e al tempo stesso si decomponeva. L’inizio e la fine della vita coesistevano. Vide i grandi abeti del balsamo che stavano a guardia del viale d’accesso e che si ammassavano oscuri al limitare del prato a proteggere la casa, e innalzavano una cupa barriera tra Jalna e il mondo.”

Pagina dopo pagina continueremo a vivere la vita insieme a loro, con le vicissitudini, i continui intrecci amorosi e le gelosie. Di una grande tenerezza sono le pagine in cui la nonna Adelina incomincia ad avere degli incontri notturni nella sua camera da letto con il nipote Finch poco prima della sua morte. Da questi incontri impareranno a conoscersi ed a creare un legame speciale… sono pagine che ci faranno riscoprire ricordi della nostra memoria d’infanzia velandoci anche un po’ di una dolce melanconia.

“Adeline passò in rassegna gli oggetti nella stanza. «Senti cosa ti regalo. Ti darò la statuetta di porcellana di Kuan Yin, la dea cinese. Ottimo. Perfetta per te. Lei non ha paura della vita, lascia che le scorra addosso. Tu non sei un guerriero, sei un musicista: lascia che la vita scorra, non devi combatterla ma non devi nemmeno averne paura… Portami la statuina. Attento a non farla cadere”.

È una  lettura consigliata a tutti coloro che amano l’idea di rivivere gli anni ormai passati, riscoprendo gli usi e costumi degli anni venti, ma anche per chi voglia fare un viaggio virtuale tra le terre canadesi così ben descritte, a tal punto che anche a fine lettura abbiamo come la sensazione di continuare ad immaginarci la famiglia Whiteoak seguitare a trascorrerci le loro giornate! 🙂

Nancy (Recensionista Sognare).


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