INTERVIEW TOUR: The Shining di Stanley Kubrick. Analisi del film di Eleonora Della Gatta

Cari sognatori, dopo avervi parlato di questo interessante saggio, oggi nel nostro salottino virtuale abbiamo l’onore di ospitare l’autrice Eleonora Della Gatta!!!

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GENERE: saggio, guida, cinema
DATA DI USCITA: 2 luglio 2020

Ebook / Cartaceo

Cosa lega la pellicola The Shining di Stanley Kubrick a uno dei più noti saggi freudiani sul perturbante?
Può un film, superficialmente catalogabile come di “genere”, essere invece un contenitore di significati ben più complessi e articolati, che spaziano dalla tecnica registica pura ai risvolti psicologici più nascosti e complessi?
In questo testo si cerca di affrontare con metodo un’analisi completa di un film iconico, abbracciando un ventaglio di ipotesi e teorie che ci mostrano The Shining come una delle produzioni più complesse e ricche di retroscena della storia del cinema.

LA NOSTRA RECENSIONE

Ciao Eleonora com’è nata l’idea di scrivere questo saggio; quanta ricerca ha richiesto la sua creazione?

Tutto nasce dai miei studi universitari uniti alla mia grande passione per il cinema (e la regia di qualità). La mia laurea prevedeva un percorso con vari Curriculum, io scelsi Letterature Europee Moderne e tra i vari esami ce ne furono due particolarmente affascinanti: Storia del Cinema e Analisi del film. Avere la possibilità di studiare i termini precisi, di conoscere a fondo le tecniche registiche succedutesi negli anni tra Europa, USA e Asia, capire come poter analizzare un film guardando “oltre”, mi ha regalato tanto materiale su cui lavorare. Dopo la laurea, infatti, per pura passione personale ho cominciato a leggere volumi di storia del cinema, approfondimenti su registi che ho amato (Kubrick, Hitchcock, Spielberg, Burton, Fellini, Demme ecc.), saggi sui film più belli di sempre e le mie due passioni: cinema e letteratura, si sono unite, creando in me la voglia di dire la mia su uno dei miei film (ma anche libri) preferiti.
A questo punto ho risposto in automatico alla seconda domanda: il lavoro di ricerca è stato laborioso, dopo ogni saggio prendevo appunti per tirare le mie conclusioni. Non è facile aggiungere la propria voce quando dei veri ed esperti critici cinematografici si sono espressi prima di te. La mia è pura passione e amore per questa forma d’arte, spesso sottovalutata, come il cinema. Anzi, ci terrei a precisare: il cinema d’autore.

Attraverso la lettura ci affianchi a più fonti di opinioni soprattutto su Freud, ma anche ad altri film/documentari legati a Shining. Una cosa che mi è balzata agli occhi è l’assenza di citazione della miniserie fatta di tre puntate che affronta l’intera opera di Stephen King più approfonditamente, come mai?

Se si considera tutto il materiale disponibile sullo shiningverso, si può capire perché io abbia deciso di escludere tantissime produzioni (di film, documentari, libri ecc.) in merito, tra cui appunto la mini-serie adattata da King. Ciò su cui mi sono voluta focalizzare è stato l’aspetto più tecnico di un colosso come Kubrick, le dietrologie psicologiche (quindi il perturbante freudiano oppure le teorie complottiste del documentario Room 237) di cui si può essere servito il regista per scegliere un certo tipo di direzione artistica, quello che lo ha portato a decidere di stravolgere alcuni punti del romanzo, causando poi le ire di King, per rendere Shining un suo prodotto personalissimo. Andarmi a inoltrare sulla mini-serie, che poi è stata diretta da un altro regista e aveva tutto un altro significato rispetto al discorso che ho voluto intavolare, avrebbe avuto l’effetto di mettere troppa carne al fuoco e di far perdere il nodo principale della “questione”.

Quando all’inizio del film si parla del cimitero indiano e poi in Doctor Sleep abbiamo la gatta che sa esattamente chi sta per morire, non vi è nessuno che ha fatto l’analogia di collegamento con Pet Sematary pubblicato nell’83?

Anche in Pet Sematary abbiamo la presenza di un cimitero indiano, è vero. In questo caso, però, sopra di esso non ci è stato costruito un albergo come l’Overlook, ma è un luogo di sepoltura per piccoli animali domestici. E se nel libro di King tutto comincia con la morte e la resurrezione di un gatto, nello Shining di Kubrick non è tanto il tornare dall’aldilà “sbagliati” il nodo centrale della questione, quanto un viaggio negli abissi della psiche, tra la follia di Jack, l’impotenza di Wendy e la grande forza oppositiva di Danny. Per quanto riguarda il gatto veggente in Doctor Sleep, se tu mi parli di confrontarlo con i due romanzi di King, posso dirti che lo scrittore ama autocitarsi (vedi uno dei suoi ultimi libri, L’Istituto, in cui dice: “le due gemelle che ricordano un film pauroso”, è una chiara autocitazione delle gemelle di Shining); se però dovessi mettere in correlazione i due film con il libro che mi hai nominato, farei già più fatica e forse mi perderei qualche passaggio.

Riguardo a Doctor Sleep (che ho visionato prima di intraprendere il punto in cui lo nomini) nonostante come hai detto tu si cerchi di ricalcare l’onda di Kubrick non riuscendoci, poi c’è una analogia però comune… i suoni, infatti il battito del cuore viene ripreso a più mandate nel film. Tu che opinione hai in merito?

Probabilmente il regista, Mike Flanagan, ha voluto comunque provare a ricreare le atmosfere originali servendosi almeno della traccia audio. Se si ha come predecessore un nome come Kubrick, l’unica via percorribile è quella dell’omaggio. Di conseguenza c’è tutta l’ultima fase del film che è una riproduzione (quasi) fedele di quello che fu il viaggio in macchina di Jack Torrance con la sua famiglia, prima di giungere all’Overlook Hotel, ricreato questa volta per Danny e Abra. Quindi abbiamo le stesse inquadrature, la stessa musica, gli stessi suoni. Chiaramente Flanagan, conscio del fatto che Doctor Sleep fosse un sequel, ha provato a servirsi di una specifica “grammatica” musicale che gli permettesse di far presa sullo spettatore, ricreando almeno con i suoni – come dici tu il battito cardiaco è uno di questi – quell’atmosfera tipica e inconfondibile di The Shining.

Per concludere tu poni al lettore svariate opinioni di figure eccelse o meno, poi con Room 237 arriviamo alla sfera complottista. Ma tu, per fare un compendio ai nostri lettori, cosa ne pensi di Shining, che opinione ti sei fatta in merito dopo tutte queste ricerche?

La matrice di stampo complottista ha il suo fascino, soprattutto se pensiamo che si è arrivati a ipotizzare che Kubrick, all’interno del film, abbia inserito un’autoaccusa/confessione riguardo allo sbarco sulla luna, che pare fosse stato girato dallo stesso regista. Le ipotesi e teorie sono davvero molte, ne ho citate alcune, le più eclatanti e forse verosimili. Ma escludendo tutta questa affascinante e contorta dietrologia, rimane sempre e comunque uno dei film più inquietanti e ben riusciti della storia del cinema. Le atmosfere kubrickiane (create con un mix di suoni, musica, riprese, scenografia, fotografia, luci ecc.), l’interpretazione magistrale degli attori, l’impatto visivo e la presa psicologica hanno fatto di The Shining un film di cui si parla ancora oggi e che ancora oggi è studiato da chi vuole intraprendere la carriera registica.

Ringraziamo di vero cuore Eleonora Della Gatta per averci fatto compagnia e risposto alle nostre, ma anche sicuramente vostre curiosità! 🙂


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