REVIEW PARTY: La stessa rabbia negli occhi di Manuela Chiarottino

Cari sognatori, torna Manuela Chiarottino con un nuovo e toccante romanzo dalle note “arcobaleno”!

512ZIhaCVSL

GENERE: contemporary romance
DATA DI USCITA: 20 luglio 2020

Ebook / Cartaceo

Quando Luna si imbatte per la prima volta in Alex, in piedi davanti ai binari della stazione, ha subito la sensazione che loro due condividano la stessa rabbia e lo stesso livore per la vita. Certo, lei non conosce nulla del passato del nuovo arrivato in città, ma è proprio la percezione che ha di lui a spingerla ad accettare, man mano, la sua vicinanza. Fino a quel momento, il mondo di Luna è stato Raffaele, il suo migliore e unico amico, con cui condivide le sofferenze di una famiglia allo sbando e una vita scolastica infernale. Se Raf ha un padre inesistente e dei bulli che lo tiranneggiano per la sua omosessualità, Luna si sente bloccata in un dolore che non sa superare. Ma Alex è diverso, con lui Luna si sente finalmente amata, capita, addirittura bella. Pronta a dimenticare l’ombra della sorella perfetta dietro cui ha sempre vissuto. Tutto sembra volgere per il meglio, ma il destino ha ancora in serbo delle carte da giocare e una reazione a catena di eventi scoperchierà i segreti del passato. Riusciranno l’amore e l’amicizia a fare la differenza? Perché forse la perfezione non esiste per davvero: bisogna solo amarsi per quello che si è.

Il mio corpo piano piano si sta trasformando in un diario di cicatrici, i segni sono parole che descrivono quello che provo e non so spiegare, quello che vorrei dimenticare e quello che invece non vorrei scordare.

Sono pagine che una volta terminate senti i brividi pervaderti, con un nodo in gola che ti toglie la parola e lacrime che a stento trattieni.
Manuela come sempre non bada a spese nel coinvolgere il lettore in storie intense e ricche di emozioni, io compresa, anzi come sempre mi lascia scioccata da pagine così reali, palpabili, vive e ricche di significato che sanno farti fare un tuo percorso psicologico così intenso da non saperti quasi scindere da chi è il protagonista e chi il lettore.

La sofferenza toglie spazio, la tristezza lo risucchia, ma il cuore si dilata nel petto e ci possono stare un sacco di cose.
Anche un sentimento che nasce per caso, quando non volevi o non pensavi di volerlo.

Stavolta il contesto è più oscuro e “macabro”, tocca corde molto sensibili che sanno di perdita e solitudine, abbandono e distruzione di ciò che fin poco prima era stato il tuo presente, gettandoti nell’incertezza assoluta e la perdita di te stesso.
Tutto ha inizio in una giornata tranquilla, una stazione dei treni dove la gente va e viene, eppure fin dalle prime battute il nostro Cicerone trasuda parole ricche di dolore, dove lì nello sguardo di due occhi verdi e profondi vi si ritrova il medesimo smarrimento e solo una domanda a porvi dubbio…. si butterà sotto il treno?

Nella nostra enigmatica Torino ecco che ci troviamo di fronte ad un bivio esistenziale di un’adolescente la cui vita è stata stravolta da un incidente, con la conseguente perdita di perno stabile di tutto ciò che la circonda, ma al contempo un ragazzo estraneo appena arrivato rispecchia ciò che è il suo animo tormentato e da un semplice “voler evitare la tragedia” ecco che ci si apre un mondo fatto di anime in lotta, pesi nel cuore, segreti taciuti e la malvagità di chi ti circonda o ben più la debolezza e la gabbia di ignoranza in cui loro stessi vivono.

Anche loro hanno combattuto e forse lo stanno facendo ancora, credo anche che si amino ancora, ma il vuoto li ha divisi, li ha spinti via l’uno dall’altro.
Nel dolore c’è chi cerca un abbraccio e chi, nonostante ce l’abbia, si sente solo. La disperazione crea dei muri difficile da abbattere.

Manuela attraverso i suoi personaggi ci pone argomenti chiave della vita, dove la perdita di qualcuno a noi caro scava una ferita costantemente aperta, ma al contempo ci pone ciò che comporta la perdita, sia sul piano psicologico che “materiale”. Non sempre la frase “la vita va avanti” è valida… chi ci riesce dopo una tragedia significa che ha una forza interiore grande abbastanza da riuscire ad aggrapparsi alle piccole cose, ma al contempo c’è chi non ci riesce e ciò comporta ad una chiusura in se stessi sistematica, allontanando tutti e tutto, ma anche spargendo colpe, additando chi cerca di sopravvivere a questo dolore riversandogli addosso ciò che è la rabbia celata nel cuore, dove la colpa deve essere di qualcuno solo per poter respirare un’attimo ancora.  Ciò pone allo stesso livello chi in realtà dovrebbe essere la guida della tua vita, non è una cosa volontaria, eppure si “scordano” chi ancora resta e si chiudono in se stessi, se poi poni tutto in un contesto adolescenziale, beh… la reazione è esplosiva e deleteria.

Vecchi tagli percorrono le mie braccia, altri li sorpassano.
Non posso più nasconderli.
Lui mostra i suoi tatuaggi; anche lui ha le stesse ferite, ma sono mimetizzate.
Accarezzo un cuore avvolto dalle fiamme sul petto, bellissimo e terribile, così vivo e pulsante, straziato in quel rogo di un rosso acceso.
Sembra davvero che la sua pelle stia andando a fuoco e d’istinto vi poso le mie labbra per lenire quell’incendio.

Infatti la nostra protagonista è una adolescente di diciassette anni, in cui non solo è in un loop autodistruttivo, ma anche assente di figure cardini di aiuto.
Manuela pone uno introspettivo profondo di Luna fatto di ferite, ombre, autolesionismo, ma più di tutto un senso di paragone minoritario e controverso di se stessa. Lei, così diversa dalle ragazze che la circondano, spettegolata tra i corridoi di scuola ma anche assoggettata dalla perfezione di chi non c’è più sentendosi sbagliata, ciò comporta gravi problemi a livello psicologico, isolamento, rabbia, trascuratezza di se stessa ed insicurezza. Una ragazza che seppur giovane in parte mi ci sono rispecchiata, tante similitudini mi hanno allacciato al suo animo che il comprenderla ed il capirla è stato immediato… forse a tratti ho proprio rivisto me stessa… ma al contempo più forte, ciò che è accaduto l’ha spinta a crescere in fretta, per quanto “disperata” e rabbiosa non ha perso la voglia di vivere, inizialmente le motivazioni sono sbagliate ma poi con l’andare delle pagine comprenderà…. Tutto grazie ad Alex, lo specchio del suo stesso dolore, un ragazzo segnato lui stesso da orrori eppure pronto a vedere la bellezza celata sotto una maschera fatta di anonimato e silenzio, un aiuto che potrebbe essere reciproco se si dà voce agli incubi e verità nascoste nell’anima.

Vorremmo essere amati come noi amiamo.
Forse di più.
Vorremmo che gli altri si confidassero con noi, ma noi per primi non ci riusciamo.

Come avrete capito essendo un contesto adolescenziale parla del bullismo e dell’isolamento, ma più pesante l’omofobia, dove questi “ragazzi” si credono “uomini vissuti”, rivelando invece tutta la loro demenza mentale ed immaturità sistematica, un’ignoranza al limite della coerenza. Tanto da non comprendere quanto delle azioni di derisione possano spingere un semplice e dolce ragazzo gay dichiarato, in un baratro senza più ritorno, non riescono a capire la paura e la forza che serve per rivelarsi al mondo che ti circonda; siamo nel ventunesimo secolo eppure ancora persiste una sorta di bigottismo assurdo, a volte proprio da chi è sangue del tuo sangue, oppure e forse è peggio, un far finta di niente, un tacito silenzio senza capire la reale situazione. Resto sempre affranta e spezzata da questo argomento poiché non comprenderò mai la paura di ciò che è diverso. Diverso in senso positivo, tutti noi siamo unici, ma perché non riusciamo ad accettare gli altri per quello che sono? Ho avuto amici gay o lesbiche dichiarate e sono persone dell’animo d’oro, migliori di noi stessi a volte, con una forza combattiva di accettazione invidiabile.

Nella notte ci sto bene.
Sì, forse sono una chiocciola.
C’è chi ne ha paura, teme mostri sconosciuti che si aggirano per aggredirci,
io invece mi muovo disinvolta perché il buio è una coperta che mi avvolge e mi ripara.

Credo che queste pagine siano l’urlo dei “silenzi” di coloro che vivono il dolore, la perdita e la solitudine, di comprendere l’animo umano oltre il pregiudizio e le apparenze, il riconoscersi tra “simili” e avere la forza nuovamente di ridare fiducia e amore anche a fronte di una perdita o imprevedibilità del destino, la forza celata nell’aprirsi e il farsi aiutare, sia in maniera professionale che di chi ti circonda. Essere in grado di fare un passo avanti, uno per volta anche se in modo lento, ma farlo poiché la vita è come un oceano dove le onde si scontrano con l’orizzonte, potrebbe arrivare una tempesta quando meno te lo aspetti eppure la vita è un bene speciale, che tra nubi e sole si intervalla, toglie il respiro, ti può piegare ma poi se tu vorrai e lotterai il sereno tornerà… basta volerlo!

Pone anche in dubbio la figura genitoriale ed il loro regredire quasi ad adolescenti oppure l’isolarsi divenendo dipendenti di ciò che invece potrebbe aiutarli, ispirandosi in se stessi e scontando le loro responsabilità. Insomma è la difficoltà della vita che grava con il suo peso indifferente dall’età, sesso, o scelte, tutto si basa su un destino non giusto, non equo forse, ma che tiene in piedi anche un messaggio importante che tutti noi dovremmo fare nostro…

…non preoccuparti degli altri, cerca solo un modo per essere felice.
Che altro ci rimane se non essere noi stessi?

Michy (Blogger Sognare).


Ciao! Lo sai che siamo affiliati Amazon?! Se ti piace il nostro blog e vuoi acquistare un libro clicca su i nostri link! Tu non spendi un soldo in più, ma aiuti noi a crescere e a migliorare! Grazie! 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...