RECENSIONE: La mia dolce prigioniera (Captive Series) di Julia Sykes

Cari sognatori, eccoci con un nuovo e particolare romanzo di Julia Sykes, edito Grey Eagle Publications!!!

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SERIE: Captive Series
GENERE: dark romance, BDSM
DATA DI USCITA: 17 giugno 2020

Ebook / Cartaceo

Lei sussulta alla vista del mio volto sfregiato, ma il modo in cui piagnucola e trema risveglia in me un piacere perverso. Nonostante la mia attrazione, devo mantenere una distanza emotiva, se dovrò guardare il mio sadico fratello torturare la nostra prigioniera. La piccola agente dell’FBI sta cercando di smantellare il nostro impero della droga, e non possiamo permetterlo. Ci sono così tanti altri modi in cui preferirei domarla, nessuno dei quali comprende sfregiarla. Sulla sua pelle chiara rimarrebbero dei bei lividi sotto le mie più oscure forme di disciplina. Quando mio fratello decide di risparmiarla e cederla a me, mi perdo in quegli occhi azzurri. Il mio bell’ostaggio ha una vena ostinata e una mente acuta, ma il suo cervello intelligente non può competere con la mia volontà di ferro. Rivendicherò la sua innocenza, e non mi fermerò davanti a nulla pur di possedere il suo corpo vergine. Nessuno la toccherà mai più, specialmente non il mio crudele fratello. Samantha è mia, da tenere e da proteggere. Mia, per giocarci e per punirla. Tutta mia.

Nota: La Mia Dolce Prigioniera racconta gli eventi di Dolce Prigionia dal punto di vista di Andrés.

RECENSIONE: Dolce prigionia (vol.1)
RECENSIONE: Bellezza rapita (vol.2)

Spesso leggere libri pov maschili di romanzi già usciti potrebbe risultare un gioco di marketing che aggiunge poco alla storia che già si conosce. In questo caso devo dire che il personaggio di Andres mi aveva conquistata ed affascinata per le sue contraddizioni. Infatti di lui ho amato quella profonda tenerezza che mal si addice ad un pericoloso boss mafioso qual è ritenuto. Poter entrare nella sua mente, scorgere la sua sofferenza, assaporare le sue fragilità è stato devastante.

Come può un uomo spezzato, fortemente provato dalla dominazione psicologica di un aguzzino, costretto ad una vita che non gli corrisponde, privato di ogni affetto vero con una fredda spietatezza, credere che possa esistere un’altra vita, un modo diverso di gestire le cose. La sua natura dominante resa ancor più schiacciante da un fisico imponente, e da un volto sfregiato qual monito per i suoi avversari nasconde un cuore buono che nemmeno si rende conto di quanto possa amare visto che lui l’ amore non può permetterselo. Suo fratello l’ha spezzato dentro psicologicamente e ora ha solo la sua corazza fredda e spietata per poter sopravvivere.

Nel BDSM trova il suo modo per esorcizzare il suo dolore. Ama addestrare le donne per soddisfare ogni suo perverso desiderio lussuriosi. Ma profondamente le rispetta, non ha mai costretto nessuna ad avere rapporti sessuali con lui e odia profondamente il traffico di donne attraverso la droga della Bliss che attua suo fratello. È un dominatore dal profondo e disperato bisogno di appartenere a qualcuno, lo stesso bisogno che incontra in quegli occhi azzurri battaglieri di quello scricciolo dai capelli rosso fuoco che suo fratello sta torturando.

“Non ero mai stato un uomo caloroso. Ero stato freddo e isolato fin da ragazzo. Il fascino di Samantha e la sua insolenza accattivante stavano scombussolando il mio solito modo di procedere. Mi ero attaccato troppo, perché. lei era mia da tenere. Ero diventato possessivo al punto dell’ossessione, e l’avevo avuta con me soltanto per un paio di giorni.
Lei esisteva per darmi piacere. Le avrei insegnato qual era il suo posto: in ginocchio, a venerarmi.”

Quando la prende per sé finalmente ha un sua donna da rendere la sua schiava erotica per far sfogo alle sue più brutali perversioni.

“…sentii Samanta tremare sotto di me.
Ovviamente non comprendeva con cosa avesse a che fare. Credeva che fossi un uomo razionale che possedeva la capacità di immedesimarsi nella sua sventura.
Si sbagliava. Non provavo altro che una fame possessiva per lei. Non la compativo, e certamente non accarezzavo alcuna idea di liberarla, per quanto lei desiderasse così disperatamente la libertà.
“Pensi che un uomo normale vorrebbe prendere una donna innocente e trasformarla nel suo giocattolo?” continuai. “Pensi che un brav’uomo vorrebbe piegare la sua volontà e plasmarla nella sua bambola erotica obbediente.”

Anche se finora vi ho fatto fare un viaggio nell’anima di Andres, questa non è una storia cuori e fiori. Lui la tiene prigioniera per renderla una schiava erotica, ha contribuito a rapirla per farla diventare una pedina pronta a collaborare con suo fratello.

“Lei sbatté le palpebre, e il suo sguardo si focalizzò su di me. I suoi occhi scesero dal mio viso per scorrere lungo il mio petto e i miei addominali, prima di arrivare a posarsi sul rigonfiamento della mia erezione, tesa contro l’asciugamano.
“Puoi guardarmi” la invitai. “Non c’è niente di cui aver paura.”
Fece una risatina, un suono stridulo ed esasperato. “Giusto. Niente di cui aver paura. Soltanto l’enorme uomo sfregiato e spaventoso che mi ha incatenata al suo letto.”
Provai una stretta allo stomaco, e tutto il mio piacere si guastò. Quando avevo giocato con il suo bel corpo, mi ero quasi scordato del mio sfregio.
“Le mie cicatrici ti turbano così tanto?” chiesi con voce roca. “Sono così terrificante da guardare?” “

Lei è vergine, inesperta ma consapevole di avere un’indole sottomessa. Quello che accade quando un dominatore incontra la “sua” sottomessa è che scatta un meccanismo chiave-serratura, un riconoscersi profondo, intenso, in un legame simbiotico altamente erotico ed esplosivo.
L’autrice è molto brava a mostrare il passaggio da rapporto violento forzato a un concedersi volontario incondizionato.

È una storia d’amore dove i tempi ed i passaggi della crescita del rapporto sono di natura psicologica e scaturiscono man mano che ad ogni scambio erotico il bisogno l’uno dell’altro diventa viscerale. Nasce la profonda consapevolezza di volersi morbosamente appartenere e che solo l’altro può comprendere e soddisfare tale bisogno. L’emblema di questo si evidenzia nella scelta che Samantha fa di accettare il collare come donazione di sé, consapevole e fiduciosa.

” “Mia” dichiarai, tracciando la linea del collare.
“Tua” rispose con fervore.
Mi chinai e la afferrai per la vita, sollevandola e guidandola di nuovo sul letto. “Sei pronta per me?” chiesi, con voce tesa dalla voglia.
Desideravo affondare dentro il suo calore bagnato e suggellare il nostro legame, ma ero diffidente per il trauma che aveva affrontato il giorno prima.
I suoi occhi erano privi di paura o dubbio. “Sempre” promise. “Ti voglio.” “

Da grande appassionata di storie di questo tipo posso dire che questo romanzo mi ha molto colpita per la sua lealtà nel raccontare le cose e per la presa di coscienza dei protagonisti nella storia. Non è un romanzo per tutti perché è pieno di erotismo forte, di una dose di violenza e brutalità, ma se amate il dark questo libro fa per voi come tutta questa serie avvincente.

Alla prossima lettura! ❤

Rosanna S. (Recensionista Sognare).


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