BLOG TOUR: RECENSIONE – Il giudizio di Persefone di Giulia Calligola

Cari sognatori, eccoci con una nuova chiave di lettura di un grande mito classico, firmata Giulia Calligola!!!

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GENERE: romance, miti e leggende
DATA DI USCITA: 30 luglio 2020

Ebook / Cartaceo

Nata negli anni ’90, studentessa universitaria, frequentatrice assidua di umani e più bassa di due metri e quindici: Persefone ha davvero un pessimo curriculum divino. I mortali non la venerano, gli Dei non la invitano ai loro eventi mondani, e a lei tutto sommato andrebbe bene così. O almeno crede. Tutto cambia quando a una conferenza incontra Ade, Dio dei morti e gentiluomo d’altri tempi. Anche il suo è un bagaglio pesante: trecentomila anni in più sull’età, cinquanta centimetri in più sulla statura, almeno venti titoli in più sul nome. Ma è anche l’unico a capire la passione di Persefone per la giurisprudenza, nonché l’unico che sembri a disagio in mezzo agli altri Divini tanto quanto lei. Poteva forse non scattare la scintilla?I due si ritrovano a intrecciare i loro destini e a lavorare insieme per emettere una sentenza controversa, collaborando a un processo ultraterreno nel tribunale degli Inferi. E così, a metà tra ironia e serietà, tra equità e rigore, tra vita e morte, si srotola la rivisitazione (semi) moderna di un mito che non ha mai smesso di venir raccontato.

Da dove cominciare, mi chiedo… come parlarvene mi pone in dubbio, qui ora al suo termine dove mi sento in defezione di qual si voglia parola porre di fronte ad un’opera così stupefacente ed intensa che tutto sembra inadatto e minoritario ad essa.

Queste pagine sono scritte da una penna unica ed intensa, che da una “leggenda” antica quasi quanto la terra è stata in grado di riscrive i canoni della storia stessa riportando a noi ignari viandanti in un percorso non nel tempo, bensì al comprendere il Fato, quella Ruota che sempre gira, sempre sentenza e sempre a lei nulla sfugge.

Siamo ai giorni nostri, gli Dei da ben quasi vent’anni si sono rivelati reali, in carne ed ossa, indiscutibilmente nei cardini dell’universo, essi che la storia tanto ne decanta la misticità, ora sono fra noi, ponendoci in referenza e preghiere, prodighi di consigli e aiuti per questa terra che è di tutti. Ed è qui che a quello che sembra il classico congresso Divini-umani che abbiamo l’ardire di affiancarci a colei che Dea minore, La Primavera, chiamata Persefone.

Non è certo come te lo aspetteresti, infatti la si può considerare “invisibile”, un po’ per sua scelta di crescita fra gli umani come se fosse una semplice ragazza qualunque, un po’ per deflazione di quegli stessi Dei capostipiti di tutto.

Ma la Ruota gira ed il Fato parla oggi, come ieri, come domani…

Una storia estasiante, elettrizzante, intraprendente, ammaliante, esilarante a tratti, intensa oltre ogni prospettiva, dove i sentimenti sono così intensi da mozzarti il fiato, al tempo stesso il gelo e l’imperturbabilità di colui a te di fronte che ti fa smarrire, il suo sguardo ti fa congelare, inchinare al suo potere poiché sostenerlo chi mai potrebbe esserne in grado… forse…

Giulia devo dire ha fatto un’eccelsa ricerca a 360° nel contesto “divino” ponendo ai nostri occhi, ai giorni nostri queste divinità diverse culturalmente, ma al contempo “unite” in uno scopo comune, ed è proprio qui in tutto ciò che può sembrare casuale che andiamo ad inoltrarci in quello che per me sono due dei personaggi che più di sempre mi hanno affascinato negli anni: Persefone & Ade.

Ma scordatevi ciò che è storia per ciò che ora è realtà!

Persefone ci viene presentata fin dal principio come una ragazza particolare, non per i suoi Doni, bensì è l’opposto dell’opulenza ed arroganza degli Dei, ben diversa nel percorso che la dovrebbe vedere come la Dea della Primavera, in realtà è più affine a noi poveri mortali ed affascinata dal contesto di Giustizia ed Equità del nostro sistema giuridico. Infatti ben discordia dal pensiero e volontà di Demetra sua Madre, lei appunto frequenta l’università di Giurisprudenza. Questa scelta nasce dal suo “ricercare un posto nel mondo” poiché vive sotto il presupposto d’inadeguatezza e d’inferiorità, che la porta appunto ad essere timida ed incapace, di non far trasparire le proprie emozioni attraverso quei magnifici fiori che nascono, cambiano, arricchiscono la sua folta chioma, lei è al tempo stesso il riflesso stesso della Purezza, ma anche Caos.
Caos che alberga costantemente nel suo animo Empatico, infatti questo è il suo Dono Maestro, la facoltà di comprendere gli animi di chi la circonda, li legge, li decifra, li comprende facendoli al contempo suoi, minando la sua “stabilità”… ma appunto perché contiene Caos è intraprendente, impulsiva, che più volte la porterà in dubbio su ciò che sono i risvolti ineluttabili ed irrefrenabili del Fato. Tanto da dare il “via” lei stessa alla sua stessa sentenza, attraverso proprio l’empatia di uno dei personaggi più temuti da umani e Dei… l’enigmatico Ade.

Ade, come lo si potrebbe descrivere… molti sarebbero gli aggettivi, freddo, statuario, disinteressato e distaccato, lui è la Morte personificata, un’ombra oscura che temiamo di avvicinare e che al suo cospetto tremiamo per paura del suo Giudizio. Infatti ritengo che possegga uno dei Doni più “pesanti” di tutti gli Dei, la Consapevolezza che risiede lì in quegli occhi insostenibili, che una volta guardati ti legano ad essi come catene stritolanti e gelide, dandoti da un lato le risposte a quei quesiti inconsci di cui il timore ti logora dentro, ma al contempo rivela chi sei tu in tutte le tue colpe. Ade lo definisco un Dio giusto, equilibrato nella sua freddezza, volto solo alla Equità e Giudizio di chi morto attraversa lo Stige per trovarsi al suo cospetto, eppure chiuso alla stregua di un muto, i cui suoi silenzi sono carichi di significati, riflessioni ponderate e verità, egli infatti mai ti dirà seppur con parole fredde il sottolineare delle ovvietà e mai una menzogna. Appare come “un uomo” d’altri tempi, galante, legato alle etichette e tutto si svolge attraverso i suoi tempi, cosa che per un Dio immortale ed eterno sono scanditi da ponderatezza e tempo illimitato. In contemporanea lungo la lettura se ne riscopre un animo più complesso dove sotto quella maschera di imperturbabilità e freddezza, si cela in realtà un peso immane che nei secoli sempre più lo ha reso chiuso, solo e temibile agli occhi esterni.

Giulia ha creato una storia fantastica, attraverso il quale questi due personaggi porterà a scoprirli in modo profondo, empatico in un percorso tortuoso dove tutto appare come l’essere una pedina di un gioco ignoto, ponendoti dubbi continui ed inafferrabile, celato lo svolgersi degli eventi anche assoggettati da ciò che è la leggenda da cui ivi sono nati secoli addietro. Ma in realtà scordatevi ciò che pensate di sapere poiché tutto è nuovo, diverso e magnifico.
La scrittrice a mio parere ha strutturato tutto in maniera impeccabile, bilanciando appieno momenti di serietà con altri più leggeri, un equilibrio che si assimila quasi alla Bilancia di Anubi (personaggio presente all’interno del romanzo) usata per pesare il cuore dei morti. Non da meno pone tutto con i tempi scanditi dagli stessi personaggi, non accelerando o forzando la storia, infatti il contesto tempo è cardine nel romanzo, il tempo postato nel comprendere, quello per capire, quello per le scelte, quello posto alla sentenza definitiva (e la prendo alla larga per non spoilerare).

Come dicevo all’inizio trovo difficile trovare le parole adatte poiché è un romanzo a mio parere senza eguali, che dà prova di una bravura particolare, persa in questi anni, poi non da meno la complessità che deve essere stato il crearlo e strutturarlo con personaggi secondari di così particolare spicco, che al contempo sono la rappresentazione di “scalini”, step che porteranno Persefone ad una maggiore crescita e comprensione di se stessa e di ciò che tanto la pone in scacco. Non manca di certo la dolcezza, anzi essa ti avvolge per tutto il romanzo, fatta con gesti che ad occhi esterni forse non si scorgono eppure lì sotto la superficie di apparenza creano scompiglio e fanno franare anche il più alto, irraggiungibile degli Dei.

Sono per certi versi rimasta disgustata dalla opulenza degli Dei, del loro porsi sempre superiori a noi umani ma anche stupita e perplessa, persa dalla irreprensibilità di Ade, un personaggio che mi ha scatenato un milione di emozioni contrastanti, l’ho adorato e odiato in ogni sua sfaccettatura diciamo che è diventato la mia ossessione costante. Ho apprezzato tantissimo l’inserimento di Euridice & Orfeo che proprio poco tempo fa avevo adorato in un poema moderno, e che Giulia inserisce come prova, comprensione, evoluzione e cardine nel far comprendere a Persefone molte “cose”.

Concludendo… anche se avrei molto di cui parlare… l’intera lettura nasconde in sé molti significati focali che pone il lettore in discussione con se stesso su certi presupposti volti all’esistenza stessa del percorso del destino, fatto di scelte ma al contempo sembrerebbe non “deviabile”, parla di Giustizia ed Equità ma anche di Cambiamento, non solo di apparenza, ma in grado quasi di riscrivere noi stessi, dove attraverso sentimenti inaspettati e profondi crea Caos e Quiete allo stesso tempo.

Non posso se non consigliarlo assolutamente, con un entusiasmo incontenibile ed assoluta certezza che saprete apprezzarlo ed amarlo tanto quanto me, riscoprire la storia di Persefone & Ade dove nulla è certo se non la Morte… o forse nemmeno quella… 😉

Michy (Blogger Sognare).

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