RECENSIONE: Tutto come (Im) previsto. La scatola delle ex di Henry Kolt

Cari sognatori, eccovi un romanzo intenso ed introspettivo, firmato Henry Kolt!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 1 dicembre 2019

Ebook / Cartaceo

Nel fare le pulizie in cantina, il protagonista ritrova una vecchia scatola contenente le lettere ricevute dalle sue antiche fiamme nell’arco degli anni Settanta e, decidendo di metterle in ordine cronologico, inizia a leggerle.
Ma è grazie all’incontro con Alice, la sua indimenticabile ex, a quarant’anni dalla fine della loro relazione, che gli eventi del passato gli ritornano alla memoria.
Questa combinazione imprevista fornisce al protagonista l’occasione di ripercorrere tappe importanti della sua vita: dalle difficoltà scolastiche e relazionali con l’altro sesso, all’amore per Viola, la ragazza che per prima lo aveva fatto innamorare, fino a giungere – appunto – ad Alice, un amore importante, che lo porterà a un’evoluzione profonda e a una maggiore fiducia in sé stesso.
L’intero libro ripercorre, attraverso le lettere delle due donne e di altre amiche, inframezzate con i sogni del protagonista, molte vicende dimenticate.
Alla narrazione, collocata attorno alla città metropolitana di Milano, fanno da sottofondo i principali eventi degli anni Settanta, da Piazza Fontana al post sessantotto, al rapimento Moro, all’anno dei tre papi.
Al centro dell’interesse di tutto il libro sta l’introspezione affettiva e l’evoluzione sentimentale del protagonista il quale si domanda come sarebbe stata la sua esistenza se, alcune delle cose successe, fossero andate in maniera diversa, raccontandoci dei suoi viaggi, delle sue esperienze, delle sue percezioni e portandoci, pian piano, all’epilogo delle sue avventure amorose con l’incontro della donna della sua vita.

Un romanzo il cui ciò che può apparire breve per la quantità di pagine in realtà è un viaggio intenso, a tratti (forse) scoordinato, ma che nasconde in sé un vissuto forte, un memorandum di vita dove i ricordi e le parole scritte celate in una (vecchia) scatola sono un’introspezione profonda in ciò che è l’animo dello scrittore e al tempo stesso cardini nella nostra storia.

In un epoca come la nostra dove tutto viene racchiuso dentro uno schermo luminoso dove io stessa ora sto scrivendo queste parole, si è persa l’interazione vera tra le persone… tempo addietro (non nel Medioevo intendiamoci, preciso per i giovanissimi 😅 ) esisteva la carta, la penna e le parole vere del nostro essere, i telefoni erano apparecchi fissi in casa dove chiamavi l’amico, l’amica, la fidanzata, ecc per accordarsi e vedersi a tal posto, oppure urgenze familiari, forse vi sembrerà surreale ma il telefono non era un oggetto in tasca, tanto meno un mezzo di interazione. Come dicevo queste pagine ci fanno apprezzare la vita vera, io per prima stando in un’epoca di mezzo avendo vissuto i famosi anni ’90, boom della tecnologia, a volte sovente mi sembrava di essere nel parallelo opposto a ciò che ho conosciuto.

Partendo dal 2018 dove una scatola di lettere delle ex viene riportata alla luce comincia il nostro viaggio a ritroso del tempo dove negli anni ’60 un giovane bambino intraprenderà la sua entrata nella società attraverso la scuola primaria, lì dove l’istruzione è gestita dagli ecclesiastici, dove le regole rigide fin da subito mettono una netta suddivisione tra maschi e femmine… infatti i primi quattro anni con le suore è determinata da una separazione tra i due “sessi”, tanto vigeva in classe quanto nella ricreazione per poi passare ai preti dove vigeva la misoginia verso l’altro sesso. Questo denota già dal principio la forte influenza ecclesiastica nell’epoca tanto a mio parere da assoggettare in maniera “pesante” quelle personalità più chiuse, rendendo per certi versi ciò che dovrebbero essere i naturali approcci più problematici e assoggettati da un interno giudizio determinante.

Ciò prosegue con gli anni verso la “pubertà” in cui lo scrittore descrive il suo approcciarsi alle “ragazzine” ma che denota un’insofferenza ad esso per poi passare a ciò che è il vero viaggio scolastico verso la formazione di se stessi assoggettato da ciò che sono i primi “interessi” verso “soggetti” e lo trovo infelice come termine credetemi di particolare specularità esterna, assoggettate tutte da una caratterizzazione particolare, che pone lo stesso scrittore a vivere momenti felici e non attraverso ciò che sono ricordi ora rimembrati, che al tempo stesso recano un retrogusto dolce amaro dal lettore. Anni in cui la posizione socio-politica-sociale interagisce e determina l’animo studentesco, non solo il contesto cattolico, ma anche liberale, di sinistra oppure radicale. Cosa in cui il nostro Cicerone vi si trova a scontrare ma apparentemente mai prende posizione poiché ciò non è prettamente corretto, ciò che è il suo vissuto in quegli anni lo porta a includersi in certi determinati parametri, ma mai in maniera completa. Infatti (e direi gli fa onore) non si lascia “forviare” da ciò che sono le letture dei testi/libri socialmente politici volti a plasmare le giovani menti, restando bensì cardine e fedele se così si può dire ai suoi ideali seppur confusionari vista la giovane età ed il periodo.

Non da meno tocca con mano del suo vissuto ciò che noi conosciamo solo per il raccontato, ciò comporta ad avvicinarsi alle manifestazioni studentesche, le Brigate Rosse, Aldo Moro, il papato pontificio ed il suo avvicendarsi in breve periodo di ben due papi, gli anni di Piombo, la disoccupazione giovanile…. Tutto vive amalgamato nella storia di questo suo vissuto portando a volte una determinazione particolare affiancata a ciò che è l’amore vero, non parliamo delle storie romanzate bensì un’interazione, un conoscersi, un evolversi o non degli incontri che lasciano il loro “segno” nel renderti ciò che sei. Il contesto amoroso è trattato in maniera particolare, forse per certi versi aliena per ciò che sono i tempi nostri dove non era il contatto predominante, ma la conoscenza profonda, il creare a piccoli passi un rapporto mentale, di amicizia, fiducia per poi evolversi oppure ahimè, anche portare alle pene di tutto ciò.

Devo dire che La scatola delle ex è un titolo ben azzeccato e non a tratti poiché due effettivamente sono le figure cardini che determinano la sua vita ma che al tempo stesso ne troviamo di coloro che sono un fulgido apparire del suo interesse, che come lo stesso scrittore denota i dettagli gli sfuggono non essendo poi così determinanti nell’impatto di ciò che è la sua vita ma al tempo stesso renderci partecipi di ciò che portano nel suo percorso evolutivo.

È un romanzo assai particolare che inizialmente o comunque a tratti ne ho trovato complicato il seguirlo per quanto mi riguarda, ma che tutto è venuto poi chiaro e limpido in ciò che è la sua conclusione dove si comprende appieno la sua evoluzione ed il suo fine ultimo. Apprezzato non da meno il suo mettere in introspezione ciò che era una volta al confronto ad ora portandoti una maggiore comprensione ed interazione con quello che si va a leggere. Devo dire e lo dico con il sorriso in volto che ho trovato per certi versi similitudine con il mio compagno (un po’ più grande di me) in ciò che è il concetto del viaggiare del non prenotare ma bensì partire pur con poche risorse e vivere il momento, l’apprezzamento dell’attimo, della cultura che ci circonda, delle semplici interazioni di un incontro.

È un romanzo di particolare impatto culturale e sociale a mio parere, che trasporta a noi l’esperienza di primo acchito psicologica e anche a posteriori col trascorrere degli anni da ieri a oggi, trovo coraggioso lo scrittore mettersi così a “nudo” e sotto il giudizio altrui di ciò che è il suo trascorso, che a mio giudizio nulla mi trovo sovente dire poiché le scelte ed i percorsi intrapresi mai mi sognerei di esprimere un giudizio. In fine chi di noi mai non si è ritrovato a viaggiare nel viale dei ricordi, a sognarli di notte e ricordare cose forse perdute, io per prima l’ho fatto e ben comprendo tutto ciò.

Questo libro lo consiglio ad una mente culturalmente cresciuta, increscioso mettere questa prerogativa ma io credo che per apprezzare tutte le sue sfaccettature bisogna essere dediti ad apprezzare le autobiografie, non da meno ciò che è il contesto socio politico sociale, apprezzare la tematica di amore platonico o il crescere del sentimento per gradi, essere in grado più di tutto di comprendere una cultura diversa dai nostri tempi e saperne apprezzare pregi e difetti.

Caro scrittore ora mi rivolgo a te attraverso ciò che non è una lettera vera e propria ma di cui devo dire mi piacerebbe scrivertela a mano. Non posso che ringraziarti per questo tue pagine, devo essere sincera che come ho scritto ho trovato non facile av olte seguirle ma non per la loro scrittura bensì per il contesto politico-sociale a me sconosciuto ergo di “difficile” comprensione di cui però spieghi tutto molto dettagliatamente. Devo in oltre confessare che per il contesto religioso mi ha aiutato la mia amica Rosanna di cui non posso che ringraziarla, siete molto similari per certi parametri 😊
Concludo dicendoti che sono rimasta non poco sorpresa dei tuoi pensieri che super giovane d’età sono riuscita a ricrearmi il film in testa della tua storia come quelle vecchie pellicole che ho visto a volte in tv, film in “disuso” ma di grande impatto di un’epoca passata, di per certi versi una cultura e società perduta. Il saper riassaporare le interazioni vere, il conoscersi realmente e non attraverso un social o ad un “aggeggio impersonale” come il cellulare, pc,  ecc… certo nulla toglie alla loro utilità eppure abbiamo perso molto a mio parere. Beh, è giunto il tempo di salutarti e devo dire che mi dispiace, non mi resta che ringraziarti nuovamente per ciò che ho potuto conoscere, imparare, apprezzare, crescere culturalmente attraverso le tue pagine.

Michy (Blogger Sognare).


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