RECENSIONE: Catena Alimentare di Stefano Tevini

Cari sognatori, eccovi il particolare romanzo di Stefano Tevini!

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GENERE: distopico
DATA DI USCITA: 1 luglio 2020

Cartaceo

Nel mondo di domani, i governi hanno chiuso i battenti e la legge ha dichiarato fallimento. Le uniche regole sono vendere e comprare, e il valore della vita umana si misura in potere contrattuale. Prospera il più forte e nulla è proibito. In questo clima Gootchi, vittima perenne di mobbing e ignorato dal sesso femminile, incontrerà Goo Roo, il dio dei corsi di automiglioramento. Ma la strada che va da impiegatuccio a star di reality violenti è lastricata di soldi e di cadaveri.

Questo è un romanzo abbastanza particolare che pone al lettore un realtà estrema ed agghiacciate basata sul presupposto che il predatore più forte vince..

Proprio il titolo è la descrizione esatta del contesto, in questa realtà distopica futuristica, dove la struttura politica che tutti noi conosciamo fatta di leggi e obblighi non esiste più, scomparsa a fronte di coloro più potenti, società basate a far soldi sulla vita stessa delle persone. Ed ecco che un contratto di lavoro diventa un vincolo di sopravvivenza e sottomissione di coloro più deboli, gli “sfigati” senza indole o amor proprio.

Diciamo che è un romanzo che inizialmente ho trovato difficoltà a comprendere, poiché mi sentivo come catapultata in una pellicola al fianco dell’attore “supereroe” di turno, sotto scacco dal suo antagonista, in realtà nasconde un percorso di vita e di rinascita per il nostro protagonista che decide di voler prendere in mano la sua vita. Un po’ per scherzo, un po’ per desiderio inconscio si rivolge ad un life coach con cui comincia un percorso di rinforzo mentale e fisico di se stesso. Sembrerebbe normale forse per voi, ma la realtà è ben diversa…

Dimenticate il conosciuto di oggi ed entrate in un mondo dove la Catena Alimentare è il cardine della società,  dove il più debole viene schiacciato, picchiato, ucciso da colui che si erge a predatore più pericoloso. Attraverso gli eventi e scelte di Gootchi vivremo in un limbo fatto di sangue, rivalsa, smoderatezza e pazzia, fino al volgere finale contraddittorio e controverso.

Sono pagine che danno un parallelismo con la società attuale per certi versi, seppur all’estremo. Qui come in queste pagine è il potente che detta legge, quindi il “governo” si basa su entrate e uscite, solo che se nella nostra realtà tutto gira intorno a tasse, lavoro e vita normale, nel romanzo troviamo un business diverso ed aberrante, sono la Morte in diretta a far lucro, talk show basati su telecamere h24 su quartieri malfamati dove il “barbone” è pronto a tutto pur di avere il suo premio, un “Grande Fratello” trasformato in Obitorio, torna vincitore o torna cadavere, in cui il vincitore è chi resta vivo ma anche occasioni di svago o vacanze trasformate in assalti con bombe e mitragliatori a stanare i poveracci dalle loro abitazioni di fortuna ed ucciderli… uno sgombero in pratica.

Credo che attraverso questo personaggio si denoti quanto l’uomo alla fine è il peggior predatore di se stesso, arrivista e vorace, nulla lo ferma dal suo intento di notorietà e visibilità, schiaccia chi gli sta attorno per avere più like e followers possibili e questo fa balzare all’occhio quanto siano più importanti le piattaforme social della vita stessa.

L’ho trovato un libro di “violenza sanguinaria gratuita” come guardare un film di Tarantino strutturato sulla trama de Il giorno del giudizio esteso a 360°, discutibile forse eppure a mente fredda si denota una possibile evoluzione della nostra società. Un contesto particolare che viene posto a scene come una pellicola dando al lettore sempre più la visione di un film vero e proprio dove alla fine lo stesso scrittore ne spiega il suo “perché”. Trovo difficile dargli una votazione lo ammetto, poiché seppur intrigante nella sua brutalità e freddezza sanguinaria con questa scaldata della Catena Alimentare, che sembra quasi di trovarsi in un gioco di guerriglia urbana, al contempo al termine resti perplesso e dubbioso come se fossi rimasto con un pugno di mosche. Diciamo che il finale ha più interpretazioni a mio parere e sta a chi legge tirare le somme.

Concludo consigliandolo a chi ama l’horror/fantascienza sanguinaria, reale, senza appigli a remore o subconscio, bensì che è in grado di comprendere ed accettare la parte estrema e nera dell’animo umano.

Michy (Blogger Sognare).


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