RECENSIONE: Sarà il nostro segreto di Maria Teresa Steri

Cari sognatori, eccovi un romanzo dalle tinte noir tutto da scoprire, nato dalla penna di Maria Teresa Steri!

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GENERE: thriller, noir
DATA DI USCITA: 1 maggio 2020

Ebook / Cartaceo

Il dubbio si insinua sottopelle. Cresce. Diventa ossessione.

È notte fonda quando Valeria viene trascinata fuori casa dal marito Filippo, senza una spiegazione. Dopo una frenetica corsa, l’auto finisce fuori strada e Filippo perde la vita. Per la polizia non ci sono dubbi: si è trattato di omicidio.
Disperata e stordita dall’accaduto, Valeria si rifugia presso la villa di famiglia del marito, che ospita una biblioteca privata dedicata alla musica. Con lo scorrere dei giorni, nella soffocante atmosfera della casa cominciano a emergere segreti collegati alla biblioteca e al fratello di Filippo, Raffaele, da sempre innamorato di Valeria.
Mentre le indagini della polizia tentano di sbrogliare il caso, Valeria deve fare i conti con l’immenso dolore per aver perso l’uomo che amava. Una sfida che si fa ancora più ardua quando si convince che per vendicare la morte di Filippo c’è una sola strada: uccidere Raffaele.

“C’era come un vetro smerigliato che separava passato e presente, e rendeva sbiaditi tutti gli eventi collocati al di là di quella maledetta notte. La notte in cui ti ho perso.”

Pagine intense, intrise di odio, vendetta, segreti, dove ti ritrovi forviato, avvinto, soggiogato da indizi inconsistenti, disgiunti che portano a lavorare la tua mente sotto il pregiudizio di ricerca di una verità di cui forse mai sarai pronto, ma al contempo così certo della soluzione da ingannare te stesso.

Sarà il nostro segreto è un viaggio nel dolore ed il franare di ogni certezza di Valeria, lei che ora è solo chiusa per la perdita di suo marito… un incidente in apparenza, ma si sa quanto questa inganni!
La scrittrice ci apre la storia attraverso un prologo intriso di odio e vendetta dove l’omicidio è una scelta ormai presa… fino a portarci agli albori dell’inizio dell’inferno dove tratti di ricordi ci appaiono da una stanza di ospedale, per poi passare al presente reale.

Valeria è una classica moglie, una ragazza il cui suo passato è permeato di assenze e solitudine, dove però tutto è collegato alla famiglia Tomei.
Fin dal principio ci si configura un personaggio rinchiuso nel dolore della perdita del marito, sottoposta ad incessanti domande della polizia volte a ricostruire quei momenti drammatici dove lei è l’unica sopravvissuta. Con l’andare della lettura però tutto cambia con i mille dubbi, informazioni mancanti, apparenze fuorvianti dove lei stessa si troverà sempre più spesso in smarrimento e dubbio, tutto è un evolversi continuo dell’indagine volta a scoprire la verità ma al contempo togliere la maschera a coloro che sono “La sua famiglia”.

Il personaggio di Valeria seppur appare fragile a tratti distante, per gradi muta ad una contrapposizione agghiacciante, arrivando ad un delirio aberrante dove la ricerca della verità ad ogni costo la pone allo stremo di umana coscienza intraprendendo una strada di fredda, calcolata vendetta. Ciò che più colpisce infatti è come in questi anni di matrimonio mai abbia messo un punto a molte cose, l’essere così “assuefatta” al marito, da non sapere o accorgersi di molte discrepanze e cambiamenti… lei stessa pecca di “ingenuità” in cui con il segno di poi, nel ripercorrere i ricordi ne sente il peso di verità taciute e scelte errate. Per certi versi viene dipinta come una “principessa” da proteggere, dovuto a ciò che è il suo passato instabile e ad un carattere insicuro, a tratti anche morboso vorrei dire nel suo dover trovare un sostegno e giustificazione a tutto. Diciamo che l’ho trovato un personaggio quasi bipolare, cosa dettata dalla scissione tra dolore e verità. A posteriori a fine romanzo direi che è la più abile dei “falsi” in questa storia, la sua abilità nel mettere una maschera, celare i veri sentimenti e prove, riuscire a proiettare un falso di se esterno ma al contempo lacunoso interno, la pone a posteriori di pensiero pericolosa, per se stessa principalmente.

L’abilità della scrittrice sta nel porre tutto sotto gli occhi della protagonista, che con lo stesso lettore si pone in dispersione di pensiero fuorviati dalle falsità da lei stessa poste, in cui man mano con la lettura la realtà “irrompe” nell’immaginario posto agli occhi ponendoti lei stessa in dubbio. Di certo i personaggi a lei vicini ammantano di ritrosia e di caratteri ambivalenti mettendo in scacco il lettore, portandolo a non fidarsi di nessuno, dove le prospettive o/e elucubrazioni mentali sono costantemente contraddette ma al contempo sibillino resta un cardine comune legato ad un solo personaggio… Ma sarà così realmente?

Non leggo spesso gialli ma qui ho trovato una scrittrice molto abile che ha saputo coinvolgermi e far lavorare la mia mente… non si dice che l’assassino è sempre il maggiordomo? E allora perché non presupporre che se tutto porta ad un collegamento ragionato, fatto di prove e verità celate non sia egli l’indiziato? Forse perché sarebbe troppo facile lo ammetto, ma al contempo se più volte il sospettato cambia, le vie si moltiplicano, ma il denominatore finale fosse lo stesso, sareste certi che non sia il colpevole?

La risposta è no a mio pensiero, ma ciò può essere in realtà un gioco meschino di chi da esterno pensa di avere la soluzione in pugno, fatto giudice e sentenza, aver posto il giudizio finale di sua mano per poi essere stato tratto in inganno?!

Beh, forse si o forse no… bisogna leggerlo per capirlo! 😁
Devo dire che è stato un romanzo “incognito”, dove la scrittrice è stata brava a giocare le carte della sua mano, tenendoti sempre nel dubbio di un possibile bluff, ma ben troppo bramosa era la volontà di confutare la mia soluzione da non accorgermi di piccole cose, “indizi” celati di innocenza, cose di poco conto di cui però al culmine della rivelazioni resti atterrito e scioccato, o forse ti dai dello stupido per non aver colto appieno i segni! 😅

Di certo è un libro che consiglio per gli amanti del giallo e thriller, a coloro che amano giocare a scacchi e ponderare le scelte, scorgere i risvolti, trovare le probabilità di fare “scacco matto” ma che comunque resta l’imprevedibilità degli eventi a stravolgere la partita. Chiudo facendo i miei complimenti alla scrittrice in cui nella mia poca esperienza in questa categoria, ritengo che abbia pienamente scritto un’opera intrigante ed in grado di burlarsi del lettore nell’ingannare la sua mente, fuorviandola abilmente!

Michy (Blogger Sognare).


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Un commento

  1. Vi ringrazio infinitamente per lo spazio dedicato al mio romanzo e per questa recensione così accurata e profonda. Ho molto apprezzato l’analisi sulla protagonista, mi ha molto colpita per l’acume con cui è stata ritratta. Grazie di cuore anche per i complimenti!

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