REVIEW PARTY: A un millimetro di cuore di Massimo Bisotti

Cari sognatori, eccovi il nuovo romanzo di Massimo Bisotti, edito Mondadori!!!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 1 settembre 2020

Ebook / Cartaceo

Si può aver paura della solitudine e al tempo stesso aver paura di essere amati? Se lo sta chiedendo Meg, sola in una casa ormai vuota. Demian, lo scrittore e l’uomo con cui ha vissuto gli ultimi due anni se n’è andato senza darle nessuna spiegazione: solo i suoi scritti a parlare per lui. Da tempo la loro storia aveva iniziato a logorarsi, fra abitudine, noia e disillusione, eppure Meg non era preparata a un distacco. Per una vita era stata lei ad andarsene, incapace di cedere del tutto ai sentimenti e convinta che ognuno dovesse farcela da solo, e ora si trovava a fare i conti con l’abbandono. Meg aveva conosciuto Demian mentre lui era in coma, in seguito a un drammatico incidente. Al risveglio, lui era riuscito a liberarla da un sentimento che era diventato un chiodo fisso, quello per George Cabot, un uomo immaginario che aveva conosciuto solo in sogno. Si era fissata con l’idea di poterlo incontrare nella sua realtà, innamorata dell’amore perfetto e utopistico, ma si era poi disillusa. George Cabot altro non era che il personaggio di un libro di Demian. Con pazienza e cura, Demian l’aveva strappata a quell’illusione e le aveva regalato una storia vera, concreta, tacendole tuttavia molti dettagli del suo passato. Ora che è sparito Meg è frastornata e non sa cosa fare. È il momento di pensare a se stessa o di alimentare la speranza che Demian ritorni? E se per una serie di strane coincidenze si accorgesse della reale esistenza di George Cabot? Cosa cambierebbe nel suo instabile cuore?

La cosa più difficile nella vita è proprio lasciarsi amare, lasciare andare alle proprie paure, stravolgere la propria zona confort per dare spazio ad un altro che s’insinua.
Spesso quando la vita è complicata, quando si è di indole introversa e sognatrice ci si rifugia in un mondo tutto nostro, popolato da chi non potrebbe mai farci del male ma che ci conosce nel profondo e diventa perfetto per noi. Chi di noi da bambino non ha fantasticato perdendosi in mondi incantati, dove riusciamo ad essere la versione migliore di noi, dove ogni sogno d’amore riesce a prender forma, e il protagonista dei nostri sogni è perfetto ci comprende come nessuno mai, sa amarci come nella realtà non permetteremmo a nessuno, soprattutto perché non ci giudica.

“Da bambina avevo davvero tanta paura della solitudine. Ero terrorizzata dal fatto che nessuno potesse amarmi e sapevo che io stessa non avrei potuto amare in modo perfetto. Col passare degli anni, le mie preoccupazioni sono mutate. Giunta alla conclusione che tutti amiamo in modo imperfetto, che ognuno porta il suo amore nell’amore di un altro, temevo la mia incapacità di intrattenere una qualsiasi relazione duratura, sapevo di non essere in grado di gestire la mia intimità. Sapevo di non poterne fare dono a nessuno.”

Meg è una donna che vive con il cuore ingabbiato convinta che nessuno possa capirla per davvero, che nessuno possa amarla per quel che è,  ricca di contraddizioni, chiusa in un mondo tutto suo dove non riusciva a lasciarvi entrare sentimenti per lei ingestibili.

“Non ho mai voluto dare potere ai maschi. Li trattavo con aria di sufficienza. Se sentivo un vuoto lo riempivo con altro, perché tanto già sapevo che la mia vita non sarebbe mai dipesa da nessuno. Non volevo perdere il mio tempo a stare male per qualcuno, anche se questa era una risposta inconscia alle mie paure, non ne ero del tutto consapevole. Mi sono accorta di avere scelto George per questo.”

Per Meg, George rappresenta il suo sogno, l’uomo ideale che popola le sue fantasie quando chiudendo gli occhi riesce a tagliare il mondo fuori in cui si rifugia. Un sogno ad occhi aperti che vive solo per lei e da cui gli altri sono esclusi. Immaginate quando scopre che quell’uomo nato dalla sua fantasia vive attraverso le pagine di un romanzo di uno scrittore che deve conoscere a tutti i costi.

“E lei sognava due che si addormentano vicini, due che hanno un’anima in comune, dove finisce l’anima di uno inizia l’anima dell’altro, condividono i sogni, e lì dentro non si può mentire, c’è l’inconscio, la parte più vera di noi. Lì fanno l’amore senza che una voglia sia considerata sconveniente e si dimenticano che anche in ogni orgasmo c’è una punta di dolore. Ma poi aveva così tanta paura di desiderare qualcosa di reale – perché più desiderava più temeva di perdere – da cercare in tutti i modi di smorzare la sua urgenza di volere. Esiste un mondo dove c’è tutto quel che vuoi. Ora su, coraggio, addormentati e fai sogni felici, così il drago si spaventa e non ritorna più.”

Damien lo incontra mentre è in coma e alla sua ripresa i due si innamorano e vanno a convivere per due anni.
In questo tempo due fragilità si incontrano e si supportano. Ma l’amore non basta se all’interno di un rapporto si vive come sdoppiandosi: da un lato c’è la parte di noi che gli altri si aspettano e dall’altra c’è il nostro mondo interiore in cui chiudersi a chiave per non permettere nessuna possibilità di entrarvi. Quello che accade è che man mano ci si estranea l’uno all’altro, non ci si conosce mai per davvero. Al risveglio dal coma Damien aveva rimosso alcuni passaggi della sua vita e l’amore di Meg ha riempito quel vuoto dandogli l’opportunità di una nuova vita. Ma lui non è il suo personaggio George come Meg vorrebbe e a lui non basta più essere ai margini, “A un millimetro di cuore” di Meg,

“Purtroppo non possiamo sceglierlo noi il momento in cui si rompono le cose, e nemmeno ripararle più. Qualcosa impazzisce, come una crema per dolci. Bastano piccoli errori accumulati, anno dopo anno. Atti mancati, parole non dette, silenzi pesanti, lacrime regalate a fogli di quaderno. Ecco, in mezzo alle piccole cose che non dimentico, la mia confusione si fa così chiara, sono piccole cose ma più grandi di tutto. Devo averlo letto in qualche suo libro, già… è sempre per le piccole cose che ci si perde.”

Ma da vigliacco lui che vive di parole, stavolta non ne ha e con un biglietto la lascia scappando via da ciò che non sa gestire e contenere. Per Meg inizia un viaggio alla ricostruzione di se stessa perché per poter davvero amare bisogna lasciare agli altri quello spazio vitale, e per farlo occorre lasciarsi travolgere dalla vita.

“La tua assenza mi mette in ginocchio gli occhi. Sai cosa fa l’amore? Capisce quello che ti manca, te lo dà e poi te ne priva rendendoti schiavo per sempre. Dev’essere per questo che ho imparato a non dare il mio cuore, a prestarlo solo ogni tanto. D’altronde siamo tutti in prestito, a questo mondo. Vorrei tornare a essere la luna che ho spento. A liberarmi di quest’indifferenza in polvere, servita a colazione. Oh, certo, conservo ancora la capacità di girare mondi paralleli dove potremmo trovarci insieme, adesso. Potrei sforzarmi di incontrarti in sogno, ma a cosa servirebbe? La mia vita nasconde la tua vita fra le linee della mia mano. Tutte le strade che non abbiamo preso sono all’interno del nostro pugno chiuso. Ma io adesso stringo il vuoto e mi riempio di tutto quello che di te amo e che non dimentico. Forse è un amore troppo pensato e poco vissuto ma io sono sempre stata questa: una che ha paura di vivere e allora sogna, sogna e non fa altro che sognare assurdità. Invece la vera assurdità è farsi sfuggire dalle mani le cose belle perché siamo troppo impegnati a fare altro piuttosto che a difenderle.”

Mai come questa volta vi ho fatto assaporare un assaggio del mondo introspettivo e riflessivo in cui quest’autore ci conduce con maestria, perché ci sa davvero fare con le parole, affabulare il lettore nei voli pindarici di un’anima. Alterna tempi narrativi, rende la storia un connubio di istanti che fissa nella mente del lettore in cui la vita fluisce e tu devi rincorrerla.
Non è una lettura per tutti perché devi avere una spiccata sensibilità ad addentrarti nel girovagare della mente, nel perderti nei pensieri in istanti onirici dove tu sei dentro una stanza con la tua copertina buffa, fuori diluvia e la cioccolata calda riscalda il cuore.

Personalmente non ho provato molta empatia con questa storia perché io sono più un’anima razionale che ama addentrarsi nei pensieri, scorgere il linguaggio non verbale di occhi che trapassano l’anima o la tenerezza di piccoli gesti d’amore scorti nella quotidianità.
Da questo romanzo sottolineerete un’infinità di citazioni perché questa penna si sublima nelle frasi ad affetto da dedicare ad amici o sotto i post di instagram, ma questo stile di narrazione se è volutamente esasperato rischia di essere un vorticare senza mai raggiungere un fine che potrebbe distogliere dalla trama e rallentare la lettura al lettore non predisposto.

Questa storia mi ha lasciato ancor di più il desiderio di abbuffarmi di vita, di lanciarmi sempre più ad esprimere emozioni, a lasciarmi travolgere dalle cose invece di restare ancorata alle mie certezze così effimere! ❤

“…abbandona quei frantumi d’orgoglio fuori dalle stanze del nostro sentimento. Accadrà che di tanto in tanto ci dimenticheremo delle cose davvero importanti. Faremo noi la parte dei cattivi e odoreremo d’incertezza. E capiremo che le cose rotte a volte non si aggiustano né si riparano, sono schegge che incastrate nei nostri errori prendono una forma diversa. Saremo tutti giostre in mezzo al vento che un po’ rincorreranno e un po’ si lasceranno rincorrere. Perché la felicità rimarrà sempre un ottovolante ∞ dal quale ogni tanto è necessario scendere, per riprendere fiato.”

Rosanna S. (Recensionista Sognare).


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