RECENSIONE: Prigioniera di Skye Warren e Annika Martin

Cari sognatori, eccovi il forte romanzo di Skye Warren e Annika Martin, edito Grey Eagle Publications!!!

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GENERE: dark romance
DATA DI USCITA: 4 settembre 2020

Ebook / Cartaceo

La prima volta che lo vedo, mi sembra la personificazione del potere: minaccia allo stato puro e muscoli frementi, nonostante le manette ai polsi. È pericoloso. È selvaggio. Ma è anche l’uomo più bello che io abbia mai visto.
Quindi, mi nascondo dietro ai miei occhiali e al mio libro come faccio sempre, perché anch’io ho dei segreti. Poi, però, decide di partecipare al corso di scrittura che tengo all’interno della prigione, e mi conquista con la sua onestà. Nelle storie che scrive, mi racconta i suoi segreti e diventa sempre più difficile nascondere il mio. Quando si avvicina troppo, rabbrividisco. Solo le manette, le sbarre e le guardie lo trattengono. Di notte, non riesco a smettere di pensare a lui, da solo nella sua cella.
Ma è proprio quello il problema, con un animale in gabbia: non si può mai sapere quando morderà. Potrebbe usarti per scappare. Potrebbe persino trascinarti in una foresta e metterti una mano sulla bocca, per impedirti di chiamare la polizia. Potrebbe farti raggiungere l’estasi con tale intensità da annebbiarti la mente, impedendoti di pensare.
E tu potresti arrivare a desiderarlo più del tuo prossimo respiro.

Sono ancora elettrizzata per le emozioni che questo romanzo mi ha lasciato addosso come un brivido gelido ed agghiacciante che s’insinua sottopelle, dove bene e male non esistono più, ma si confondono, dove giusto e sbagliato non sono altro che flebili facce che il destino si diverte a sfumare.

Quando la vita di toglie tutto per colpa di un passato atroce non resta che armarti e sopravvivere, regna la legge del più forte. Non esistono regole che non possano essere infrante, valori che non possano esser messi in discussione… Quando subisci una profonda infamia per una colpa non tua per cui finisci in carcere, ti nutri solo di vendetta, di voglia di fuggire per colpire chi ti ha rinchiuso.

“Due lunghi anni senza essere toccato da una donna. Qualsiasi donna andrebbe bene, pur di soddisfare la mia lussuria. Cerco di convincermi che non sono attirato in particolare da questa ragazza, con i suoi libri, gli occhiali e la pettinatura ordinata, che si sforza di guidare in modo naturale anche se sta tremando.”

Ma ci sono altre prigioni che incastrano e sono quelle dei sensi di colpa per cose che pensiamo di aver fatto o per colpe che non abbiamo espiato. Ti chiudi tra le pagine dei libri, ti nascondi dietro occhiali che ti danno un ruolo ma dentro sei talmente vulnerabile che tutto ti sfiora e ti trafigge come lame affilate fino all’anima.

“I suoi profondi occhi castani non incontrano mai i miei, ma ho la sensazione che incomba su di me mentre passa, come un albero con un fitto fogliame. Continua a camminare, novanta chili di pericolo estremamente virile avvolti in una tale bellezza. Nonostante le catene, sembra vivace, selvaggio e libero: una forza della natura. Mi fa sentire come se fossi io quella in prigione. Inoffensiva, piccola, attentamente rinchiusa. Come sarebbe sentirsi così libera?”

Questi sono i presupposti per cui due anime perse s’incontrano in un carcere, si annusano, si respingono ma si bramano ossessivamente come un peccato che nascondi alla tua coscienza ma che aneli come un disperato. Due anime scaltre, dotate di profonda intelligenza e furbizia, due potenti calamite che si riconoscono e si attraggono potentemente. Si studiano come dei giocatori di scacchi all’inizio del romanzo, come in un tango sensuale che li avvinghia, come una spirale lussuriosa in cui si perdono anche solo sfiorandosi in sguardi letali.

“Sono io che comando. Sono l’insegnante, anche se si tratta solo di un progetto necessario per proseguire gli studi. Le mie pulsazioni impazziscono e le mani si ricoprono di sudore. Non è colpa sua se i suoi occhi sono come diamanti scuri, duri e profondi. Non è colpa sua se è talmente alto da superare Dixon di tutta la testa, né se il suo collo è spesso come un tronco d’albero. Non è colpa sua se è terrificante, ma al contempo stranamente affascinante. È talmente bello che è difficile non guardarlo. Offensivamente bello.”

Greyson è fuoco puro, talmente bello da far male ma al tempo stesso incarna tutti i pericoli che puoi immaginare. E’ in carcere per una colpa non sua, medita vendetta da sempre e poi arriva l’occasione per caso… Basta uno sguardo con lei, basta un’opportunità e si accende una speranza. Un articolo per un giornalino online del carcere può essere foriero della libertà agognata, ma stare vicino a lei è pericoloso, bruciante, ossessivo. Lei all’apparenza tanto diversa da lui… lei che si maschera dietro un distacco, ha negli occhi e sulla pelle il suo stesso bruciante desiderio, la stessa oscurità di chi cela lati di sé.

“Vorrei farle male, ma al contempo proteggerla. Spezzarla e rimettere insieme i cocci.”

Abigail è travolta dalla potente attrazione proibita verso colui che in un attimo potrebbe mettere in pericolo la sua vita stessa. Ma al contempo inizia a sentirlo nel profondo, a percepire la sua anima tormentata, a condividere il suo bisogno carnale di averlo ad ogni costo.

“A quel punto, il mio corpo si stringe intorno al suo, con un movimento improvviso e selvaggio, e non riesco a respirare. Non importa, potrei morire all’istante, sentendomi calda e bagnata, protetta come mai prima d’ora. Il sale delle mie lacrime si posa sulle sue labbra, mentre si china in avanti e mi bacia la guancia. E adesso so perché sto piangendo: perché ho perso, proprio come ha detto che sarebbe accaduto. Perché voglio essere nella sua prigione, racchiusa da lui. Voglio essere l’oggetto della sua profonda attenzione e so che è sbagliato. Non è una cosa che dovrebbe piacermi.”

Non cercano scusanti, non hanno morali da redimere, restano a modo loro entrambi due personaggi che si perdono, si raccontano, si rincorrono, imparano a lottare stando fianco a fianco in una guerra senza esclusione di colpi di scena.

Le autrici ci aiutano a comprendere come siano arrivati a quel punto della storia, ci fanno sentire il loro dolore, le loro paure le loro fragilità e quest’amore così inaspettato potente, letale, bollente, che li travolge. Ma ci sono azioni che non possono essere giustificate e non devono, ma chi ama e legge dark non cerca santi in paradiso, bensì solo passioni brucianti e proibite di sexy, bad boys.

Mi ha emozionata, travolta, desiderosa di leggere senza fermarmi mai per non smettere di sentirmi bruciare dentro. Sono certa che anche il secondo volume saprà regalare emozioni altrettanto forti perché queste due penne insieme sono un mix esplosivo che mi attrae da paura.

Alla prossima lettura! ❤

Rosanna S. (Recensionista Sognare).


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