RECENSIONE: Il bambino della porta accanto di Shalini Boland

Cari sognatori, eccovi l’accattivante romanzo di Shalini Boland, edito Hope Edizioni!!!

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GENERE: thriller, psicologico
DATA DI USCITA: 14 luglio 2020

Ebook / Cartaceo

Kirstie Rawlings si sveglia sentendo il pianto di un bambino.  
Pochi istanti dopo, una voce sconosciuta proveniente dal baby monitor dice: «Prendiamo il bambino e andiamo» facendola così piombare nel peggior incubo per qualsiasi genitore. 
Qualcuno sta forse cercando di rapire Daisy, la sua bambina? 
In realtà sua figlia dorme al sicuro nel suo lettino. La voce potrebbe essere giunta da una casa vicina? Non ci sono però altri bambini di pochi mesi che vivono nella sua tranquilla strada di campagna… 
La polizia non le crede. E nemmeno suo marito.
Kirstie sa che c’è qualcosa che non va. Pensava di potersi fidare dei vicini, ma ora non ne è più così sicura. Mentre Kirstie scopre i segreti dei suoi vicini, la sua vita perfetta inizia a crollare. 
Qualcuno nasconde un terribile segreto e farà di tutto per impedire a Kirstie di scoprire la verità. E, forse, il pericolo è più vicino di quanto Kirstie si aspetti…

Un thriller psicologico che vi farà accapponare la pelle!

“Prendiamo il bambino e andiamo via.”

Chi è che ha pronunciato queste parole?
Chi sarà il bambino in pericolo?

Una sera d’estate, mentre suo marito Dominic è fuori a correre, Kirstie sente queste parole provenire dal baby monitor di sua figlia Daisy e da quel momento tutte le sue certezze vacillano…
Un pericolo incombe nella piccola cittadina di Wimborne Monster…
Kirstie non può fidarsi di nessuno, lei dovrà scoprire la verità ma a quale prezzo?

Ho sempre amato questo genere e devo dire che la nostra Shalini ha centrato il punto.
Una storia che ti prende dall’inizio alla fine, che ti lascia addosso una sorta di adrenalina che fa fatica ad andare via, che ti emoziona a tal punto che non riesci a smettere di leggere e rimani incollato fino alla fine.

L’autrice lavora molto sul fattore psicologico dei personaggi, sulle loro paure, soprattutto quella di Kirstie, sulle loro emozioni, perplessità verso il prossimo.
Non è facile scrivere un genere così, anche perché bisogna studiare molto per parlare della psicologia, di come ragiona una persona quando ha paura e devo dire che la scrittrice ha fatto un ottimo lavoro, e questo non è da tutti.

Lo stile di scrittura è chiaro e la struttura del romanzo è impeccabile.
Ogni personaggio ha una sua introspezione, ogni dettaglio è curato e questo mi ha fatto apprezzare ancora di più la storia.

La vostra…

Arianna (Recensionista Sognare).


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