REVIEW TOUR: Lux. Oltre il varco di Alexandra Rose e Livia Crowne

Cari sognatori, eccovi il nuovo romanzo scritto a quattro mani da Alexandra Rose e Livia Crowne!!!

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GENERE: fantascienza
DATA DI USCITA: 11 ottobre 2020

Ebook / Cartaceo

Parigi, 2026.
Il mondo è cambiato. Il Lux23, un nuovo elemento chimico, ha arricchito la tavola periodica. Il governo francese sostiene che il Lux23 sia il moderno petrolio, con il vantaggio di essere sicuro e poco inquinante. Ma è davvero così? Urielle, specializzanda in oncologia in un ospedale parigino, non ci crede. Cinque anni prima la sua esistenza è stata stravolta e ha tutta l’intenzione di dimostrare la pericolosità del Lux.
Finché, in una giornata come tante, apre una porta. Il vuoto la sommerge e nulla sarà più come prima.
Mosca, 2336.
In seguito alla Terza Guerra Mondiale per il possesso del Lux, il mondo è profondamente mutato in un nuovo assetto geo-politico. La Terra è spaccata da due dittature: la Nuova Unione Socialista e l’Unione Capitalista. Sergej è una biomacchina di morte della Nuova Unione Socialista. La sua vita ruota attorno al partito e al patrigno, Arkadij Bachvalov, governatore moscovita. Uno dei suoi scopi principali è quello di arrestare gli appartenenti a un’organizzazione terroristica che mira a utilizzare varchi spazio-temporali per tornare indietro nel tempo e impedire la scoperta del Lux.
Inaspettatamente, i destini di Urielle e Sergej si scontrano e si intrecciano, in una fuga da se stessi e dalle paure più profonde che albergano nei loro animi.

Impressionante, non riesco a trovare altra parola ora al termine di questa lettura per descrivere queste pagine. Qui non si parla di un connubio di due penne, di due menti, qui è un tutt’uno sublime, intrigante e lacerante che passo passo dipana la nebbia del surreale, trasportandoti in un futuro così assurdo, atterrante, agghiacciante… così vero e palpabile da lacerare le carni, sconquassare la mente, far pulsare il cuore sempre più forte in modo irrefrenabile, facendo scomparire tutto ciò è che circonda questo romanzo.

In una realtà a pochi anni dalla nostra ecco che ci incontriamo nella vita di Urielle, una ragazza il cui destino molto ha tolto, dove ora nel 2026 si ritrova in una lotta contro lo stesso stato, per il Lux 23. Ma proprio lo stesso giorno che la conosciamo accade qualcosa… lei sola negli ambienti dedicati agli uffici di ricerca medici, ma due figure nell’ombra che si muovono… il terreno trema, la curiosità spinge a vedere, il buoi la avvolge… 

Le scrittrici hanno costruito un intricato e contorto rebus, che tra ricordi passati, presente, futuro si intrecciano per creare una realtà surreale eppure per nulla effimera, qui dove il 2336 ci si palesa dirompente davanti gli occhi, dove la fredda verità ci permea passo passo, un futuro ben diverso dal nostro idealizzato. Ciò che era il buio si rivelerà in realtà un buco spazio-temporale, trovandoci come la protagonista, sommersi da informazioni troppo irreali per crederci, ma che pure alla sua reale validità, vacillare non è possibile, poiché gli eventi richiederanno il tributo di ogni tuo singolo grammo di forza e lucidità. 

Il futuro chi lo avrebbe mai immaginato così, un mondo dove la Terza Guerra Mondiale è arrivata più devastante di ciò mai immaginato, il mondo diviso in due fazioni e tutto a causa del Lux. Esso è un nuovo elemento creato anni addietro per risolvere l’impellente mancanza di petrolio, un’innovazione pulita, senza pericoli per l’uomo e l’ambiente… Ma sarà realmente così? 

Queste pagine seppur future a tratti ci portano indietro, a quella realtà dimenticata dopo la caduta del muro di Berlino, sì perché è proprio la Russia o più precisamente la Nuova Unione Socialista in cui ci ritroviamo avvolti, o meglio schiacciati da una società dove la libertà di pensiero non esiste, tutto è spiato, tutto è apparenza poiché tra le pieghe nascoste della finzione si cela un governo basato sul pugno di ferro e terrore. Una realtà dove tutto fa capo allo stato e noi vi siamo solo pedine o meglio schiavi senza diritto se non la sottomissione. Il Cremlino, Mosca, futuristiche hanno un loro fascino particolare, la loro tecnologia evoluta le fa apparire così diverse eppure tutto è fumo meglio occhi che serve a nascondere una verità infida e distruttiva. Poiché al suo interno vi si nascondono le insidie della resistenza, ribelli pronti a voler riscrivere la storia pur di migliorare il mondo ormai giusto alla insostenibilità inquinante, lì dove il progresso e il benestare della gente è surclassato dell’arroganza e l’articolo di una nazione.

Sono pagine particolari che molto insegnano sulla insensibilità umana e che pure mai manca chi vi rema contro, chi vede al di là di se stesso. I nostri due personaggi sono similari e speculari, seppur di epoche diverse essi rispecchiano una caparbietà di lotta invidiabile, anche in posizioni diverse. La loro maschera di imperturbabilità frana l’uno di fronte all’altro, minando sempre più la loro logica coerenza, lì dove i sentimenti sono stati banditi da tempo per preservare se stessi, per il costo degli stessi. Urielle è una continua evoluzione, ritrovarsi in questa nuova realtà se da prima cerca una via di ritorno, poi la verità vera del luogo in cui si trova, il destino beffardo che gioco a majong con i suoi ricordi e la sua mente, la porterà ad incontri particolari, il rivangare doloroso dei ricordi, un’analisi interiore ed evolutiva contorta. Sergej in realtà è un frutto traviato di questa “nuova società” il cui animo sembra non esistere, egli stesso vi si rispecchia in una macchina di morte, così legato al partito e di colui che gli sta a capo, ma non parliamo di un legame affettivo poiché la verità è basata tutto sul dubbio e coercizione della mente, che negli anni sono andati a creare un “fantoccio”, ma che forse il destino può palesargli di fronte e scavargli l’anima più di quanto mai pensato.

Intorno a questi due personaggi si dipana non una realtà avversa bensì un mondo malato, nell’aria quanto nell’animo corrotto, fa male pensare che tutto ciò per certi versi non possa differire in peculiarità da una nostra futura realtà, il privato, la propria identità, controllati e visibili, lì in ogni antro nascosto, dove sta la vita, dove l’indipendenza per secoli lottata e spazzata via per una manciata di innovazione… per certi versi mi ricorda Automata, dove noi siamo ormai al limite della nostra sopravvivenza e che nel tempo più traccia vi sarà della nostra specie.

Queste due scrittrici hanno saputo creare un’utopia tutta loro, non vedi la differenza, non sai dove scrive una, dove un’altra, hanno creato una gemma nera lucente dove il rosso della passione pulsa effimero ed ammaliante, che in mezzo ad una tempesta di ghiaccio e neve ti gela le ossa e riscalda il cuore. Quanto ti tiene afferrato ad esse, quanto le tue speranze, forse effimere non cedono, non decorrono mai, che pure di fronte alla realtà vera e pura la lotta imperversa. Un romanzo che non conosce fine o inizio, è come un loop temporale di cui non poi dissociarti e staccare, sono respiro e anima tua, sono agonia e dolore, sono amore e espressione, sono un’incognita incessante. E Sono!
E non esiste modo di descriverla senza dire oltre, senza sparlare, senza piangere quelle lacrime che più fatico a trattenere.. Esse Sono… lo ritengo giusto come termine poiché sta a ogni lettore definirle.. per me sono state il mio mondo nelle ore che le ho lette, nei miei sogni fatti di notte, nelle mie elucubrazioni mentali, lì a rincorrere la verità, la realtà, la certezza e il desiderio.

Non ce parte che non posso dire di aver amato, i personaggi così particolareggiati e profondi che creano il tutto, il loro animo tormentato, la lotta e riscoperta di se stessi, le scelte e le verità celata fino a quella salvezza, non salvezza, a quella scelta giusta ma non desiderata, lì dove tutto ha fine ed inizio…

Ho sempre avuto un’adorazione per Alexandra Rose lo ammetto, ma qui con il connubio di Lidia Crowne sono state in grado di creare un qualcosa di unico, due personaggi che se in parte le rispecchiano dall’altra sono unici, la magistrale creazione futuristica ambientale, sociale e politica sono state in grado non solo di scrivere un eccellente romanzo, ma di fare un vero varco a noi per inoltrarsi al suo interno, che tra dolore, lacrime, gioia viviamo tutto sulla nostra pelle colpo dopo colpo, ogni svolta ci tiene in suspense, ogni scelta scatena adrenalina, ogni maniero mozza il fiato.

Ora a malincuore devo dire addio a queste pagine divorate in un battito di ciglia e lasciarvi a voi sognatori il vostro giudizio, le vostre scelte, la vostra mente, qui dove tutto vi sconvolgerà e vi riplasmerà… con una sola domanda finale…. voi cosa avreste fatto al loro posto?

Michy (Blogger Sognare). 

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Care scrittrici se leggete le mie parole già ne sono onorata prima di tutto, ma anche un po’ arrabbiata lo ammetto, qui dove mi avete lasciato ad una fine effimera a mio parere, non che non ci sia ma al contempo mi sorge un circolo vizioso, quel fermo cardine nel tempo vincolabile che aggirare non può essere io temo, ergo come può l’ultimo atto darmi la vera fine? Se seguo il vostro ragionamento scientifico logico, mi par quasi di essere entrata in un cerchio all’infinito vincolante, se seguo il cuore molte sono le vie ma che pure a tratti si appannano…. quindi vi chiedo, qual era il vostro fine ultimo per noi poveri lettori?

calend lux


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