BLOG TOUR: Houdini. L’illusionista e il periodo storico – In fuga da Houdini di Kerri Maniscalco

Cari sognatori, dopo avervi presentato il romanzo dedicato a Houdini di Kerri Maniscalco, edito Mondadori, oggi approfondiamo questa tematica attraverso il personaggio ed il periodo storico!

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Ben ritrovati, oggi come promesso vi approfondirò questo emozionante romanzo parlando di alcuni argomenti particolari, poiché la ricerca della scrittrice è stata capillare e molto ingegnosa, andando a creare un’opera che tra realtà e fantasia crea forti emozioni e crea lei stessa un’illusione eccelsa.

In Fuga da Houdini non si basa semplicemente sul personaggio, ma bensì sulle compagnie circensi, che per teatri o tra le strade avevano lo scopo di intrattenere la gente attratta come api al miele, dove per qualche soldo potevano assistere allo spettacolo. I circhi circensi dell’800 non sono come quelli attuali, infatti tutta l’attrazione era catalizzata sui personaggi e le loro magie e non sugli animali; nel romanzo avviene lo stesso infatti fedele alla storia qui vediamo le varie caratteristiche di questi artisti e le loro particolari esecuzioni dei loro spettacoli. Gli spettacoli oltre ad ammaliare lo spettatore come è ben cardine del romanzo, vanno a spingere dove risiede il timore dello spettatore, i funamboli che ruotano ed eseguono acrobazie in aria senza una rete di protezione, la mangiatrice di fuoco che potrebbe bruciarsi, il lanciatore di coltelli che potrebbe erroneamente ferire o uccidere colui che si offre per il numero. Insomma il concetto della morte prematura e sfortunata era onnipresente, ed era questo che legava lo spettatore come un magnete alla visione del numero.
Nel libro vi è inoltre una spiegazione più logica e veritiera poiché loro non fanno altro che sfidare l’impossibile e la parte macabra è che la possibile morte fa da catalizzatore… è pur vero però che i numeri si basavano su una base scientifica, come la gravità, l’assenza di aria e anni di allenamento, ma ciò non toglie il pericolo di una fatalità.

Come viene ben spiegato in queste pagine i circensi sono persone non viste di buon occhio, e poco apprezzate nella società all’interno delle convenzioni delle loro famiglie, quindi la maggior parte erano “soggetti” in fuga ognuno con un passato, più o meno pesante sulle spalle che però all’interno di un numero e in gruppo venivano ammirati.

Ma tutto si basa su un’illusione in molti casi, vedi i tarocchi, la lettura della mano o il poter vedere il futuro, infatti qui le carte sono ben cardini, furono introdotte nel XV secolo di cui la madre di provenienza non è ben certa; queste carte sono fatte di immagini molto elaborate e colorate, con anche dei numeri, per certi versi ricordano un po’ le carte da gioco della briscola, al cui però seme e numero vi è legato un significato. La scrittrice è stata abile non solo a legarli ai soggetti degli omicidi, ma anche a ricreare la magia ed il misticismo alla loro lettura attraverso una scena in cui Audrey entra nel stanza di Andres dove sceglie cinque carte.

Di licenza storica e fantasiosa sono due importantissimi personaggi, entrambi realmente esistiti seppure in connotazioni di date diverse, ma di cui ha descritto più o meno fedelmente gli avvenimenti, variando solo alcuni dettagli come il luogo e altri piccoli punti. Uno di questi è Harry Huodini che sarebbe stato troppo giovane al tempo della storia, ma che la Maniscalco ha voluto rendergli omaggio, non solo inserendolo, ma descrivendo alcuni suoi importanti numeri, ricreando l’ansia per le sue fughe, ma anche caratterialmente in certe notizie che si ha di lui, frasi celebri e forti ideali lo rendono vero e reale.

Ma come si sa il tutto è un’illusione e questo mi porta in parallelo ad una pellicola che mi è piaciuta molto: The Illusionist. Questo film seppur nasce con il parlare di un “amore proibito”, in verità descrive la vita di questo Illusionista particolare, di forte collegamento e di come riesce a creare la magia, da notare che non spiegano tutti i suoi numeri, ma alcuni che fanno ben capire come sia tutto un fattore di mente e di dove essa ci porta. Questo si rispecchia in Mefistofele, lui è una Illusione di se stesso per certi versi, infatti come scritto nella RECENSIONE, le sue particolari doti oratorie possono trarre in inganno, i suoi modi, la sua presenza nell’ombra servono a creare soggezione ed attrazione, in pratica è come se fosse sempre sul palco. Anche in questa pellicola che vi ho citato tutto si basa sempre e comunque su una base scientifica, di cui però non essendo a conoscenza della tecnica ed avendo la nostra attenzione catalizzata su un punto preciso di cui l’illusionista ci attrae, ecco che poi avviene la magia del numero lasciandoci stupefatti. Ma l’illusione è anche il fondamento stesso della stessa indagine, poiché ricordiamoci che c’è pure giallo e thriller tra queste pagine, infatti la stessa Audrey si troverà a dover investigare in canoni ben diversi a ciò che è abituata, spingendo la sua mente in meandri mai pensati.

Molti altri punti di riferimento all’800 veri vi si trovano nel romanzo, l’uso e i costumi, le regole dei dettami sociali per le donne, la classe di appartenenza, lo stesso transatlantico con le sue descrizioni minuziose che ricordano lo sfarzo ed il lusso, ricordando un po’ il Titanic.
L’RMS Etruria è realmente esistito, la sua creazione risale al 1884 in Scozia, di cui vi era stata creata una gemella Umbria, un particolare riportato dalla scrittrice sono le particolari Vele Ausiliari, che inoltre storicamente furono questi due transatlantici gli ultimi dotati di questo dispositivo, raffinati come ho già scritto i suoi interni con intagli di legno e marmo, la storia infatti parla di questa sforzosa nave in stile vittoriano, la prima classe così pomposa, con particolari chicche come il viale da passeggio, spesso nominato ed importante nel libro, le sue sontuose sale; quella da pranzo, quella da fumo e liquori per gli uomini, la sala della musica. La sua tratta di navigazione era Liverpool-New York, queste due navi gemelle portano in sé un grande bagaglio storico per tutta la loro durata di utilizzo, diciamo che come l’Etruria e questa traversata di una settimana scritta, pure nella realtà non ha goduto di “molta fortuna”, oppure è stata impiegata in importanti momenti storici. Vi consiglio di farvi una ricerca, troverete informazioni molto interessanti.

Ci sarebbero molte espansioni ed approfondimenti che si potrebbero fare, io ne ho presi solo alcuni rimanendo marginale alla storia, non entrando nel dettaglio per non svelarvi troppo è perdervi il gusto di farvi ragionare e fuorviare voi stessi. Ma i riferimenti storici sono tantissimi, la stessa scrittrice ci fornisce prove illustrative all’interno del romanzo tra i capitoli, con le vere locandine dell’epoca, foto dedicate ai personaggi e annotazioni storiche, quindi per saperne di più non vi resta che leggerlo e appassionarvi a questo nuovo volume, mi raccomando mente lucida e occhi ben aperti!

Non posso che darvi appuntamento alla prossima tappa dove ci attende… Alla ricerca del Diavolo. .. avrete i nervi saldi per sopravvivere? 😀

Michy (Blogger Sognare).


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