REVIEW PARTY: A caccia del Diavolo di Kerri Maniscalco

Cari sognatori, eccoci nel giorno della sua uscita, a presentarvi l’ultimo romanzo di Kerri Maniscalco, edito Mondadori!!!

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GENERE: narrativa, horror
DATA DI USCITA: 10 novembre 2020

Ebook / Cartaceo

Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell sono giunti in America, una terra audace, sfrontata, brulicante di vita. Ma, proprio come la loro Londra adorata, anche la città di Chicago nasconde oscuri segreti. Quando i due si recano alla spettacolare fiera mondiale, scoprono una verità sconcertante: l’evento epocale è minacciato da denunce di persone scomparse e omicidi irrisolti. Audrey Rose e Thomas iniziano a indagare, per trovarsi faccia a faccia con un assassino come non ne hanno mai incontrati prima. Scoprire chi sia è una cosa, ben altra faccenda è catturarlo, soprattutto all’interno del famigerato Castello della Morte che ha costruito lui stesso, un covo di torture labirintico e terrificante. Riuscirà Audrey Rose, insieme al suo grande amore, a porre la parola “fine” anche a questo caso? O soccomberà, preda del più subdolo avversario che abbia mai incontrato? 

RECENSIONE: Sulle tracce di Jack Lo Squartatore
RECENSIONE: Alla ricerca del Principe Dracula
RECENSIONE: In fuga da Houdini

Eccoci giunti alla fine, lì dove il viaggio è iniziato con Jack lo Squartatore, ora il cerchio si stringe come un cappio al collo che lentamente ti soffoca, il gelo penetra all’interno delle tue membra, avvolge le tue ossa, le scuote e frattura, sgretolando tutto ciò che finora sapevi per presentarti il conto delle scelte che il tuo animo ha fatto, aprendo ora gli occhi di fronte al Diavolo vero che nell’oscurità scorgi il volto di una maschera, oppure in realtà il Diavolo stesso.

Corna ritorte, bianche ossa come l’avorio e occhi neri capaci di inghiottirti…
Siete pronti a scendere all’inferno?

“Queste gioie violente hanno fini violente.
Muoiono nel loro trionfo, come la polvere da sparo e il fuoco, che si consumano al primo bacio.”
Una rosa, pur chiamandola con altro nome, meriterebbe in ogni caso di morire.
Perché pensate sia così?
[Shakespeare]

Quanto una citazione di Shakespeare in sé, possa nascondere la verità assoluta. Qui ora in questo ultimo atto ci troviamo a fronte e ritrattare ciò finora conosciuto, lì fin dal suo primo e maledetto capitolo, dove la caccia al mostro si è rivelata invece il dolore più immane per il cuore, una crepa che lentamente si è espansa, ha scavato lì dove è il nero dell’anima, dove il mostro si annida, che lentamente ti divora, forvia la mente, richiama con soavi parole il tuo lato oscuro poiché è tempo che il cerchio si chiuda per sempre!

Avevamo lasciato i nostri protagonisti da poco approdati a New York, con l’amore nel cuore e un futuro radioso davanti, eppure nell’ombra c’è sempre chi trama per la loro disfatta, da chi più vicino, a chi è quell’incubo ricorrente che celato nelle pagine dei diari del suo lascito in vita ancora cela qualcosa di oscuro mai rivelato, Jack Lo Squartatore è tornato.

Queste pagine conducono in due filoni distinti che il destino intreccia irrimediabilmente, così legati ed uniti da amalgamarsi, creando scompiglio ed orrore; da un lato Audrey e Thomas pronti al passo successivo per il loro futuro, d’altro un omicida seriale, donne scomparse e poche prove, troppo identiche per essere una mera coincidenza con gli omicidi di Londra. Tutte queste pagine sono un risvolto inaspettato non c’è che dire… ritroviamo una Audrey diversa, maggiormente cresciuta, tutte le esperienze vissute che l’hanno forgiata finora, presentandosi ora una Donna che ormai all’alba dei suoi quasi diciotto anni ha scelto il suo futuro di nome Thomas. Ma ciò che in realtà ci aspetta sono in verità gli intrighi di potere e denaro, che non guarda l’amore bensì un mero accordo conveniente, ed ecco che il giorno più radioso della tua vita può trasformarsi in un incubo, dove l’amore non basta e “l’onore” non per te, ma per chi ti circonda frena qualsiasi mossa o passo per la tua felicità. Dall’altro troviamo un incubo ricorrente che mai ci ha realmente abbandonato, i corpi rinvenuti ed i sussurri tra la gente, le similitudini troppo vere ma che la mente, spinge a negare, ora esplodono… ed ecco che Jack non è mai morto, non è scomparso, anzi nell’ombra si è celato approdando in America. Un’ombra che sempre più sembra che li abbia seguiti, come se fossero proprio loro le sue prede predilette, oppure uno di loro!

In questo viaggio, all’interno del nuovo mondo, rincontreremo figure particolari dei precedenti volumi, ma al tempo stesso ci riporterà indietro al primo capitolo, come ho detto è un cerchio che si stringe sempre più, per la sua risoluzione oppure la tua disfatta. Ecco che l’opera di Frankenstein diventa cardine, un mostro e il suo creatore, da un lato la morte e dall’altro il voler dare la vita nuovamente, ecco che il perduto fratello di Audrey assume una connotazione nuova, riscrive se stesso attraverso quel lascito fatto di parole e disegni, celati in quei diari a lungo “nascosti” alla propria mente, non per paura vera ma per non voler soffrire ancora. Ma proprio essi celano un indizio, lì dove il Diavolo affina le sue tecniche e cancella le sue tracce, rendendo sempre più difficile la resa dei conti finale.

Il nostro Diavolo è assai furbo e lo sarà sempre poiché colpisce lì dove nessuno guarda o importa prestare attenzione e tempo, lì dove fa più male legandoti all’immobilità per mancanza di prove… vi ricorda nulla tutto ciò? Siamo sinceri qui c’è il connubio perfetto di tutto ciò che è stato vissuto, che ha forgiato la crescita della protagonista, colpo dopo colpo, ma che pure ha scatenato un tumulto in essa, una lotta tra desideri e verità, tra realtà e subconscio, lei che era una mente cinica ora si ritrova ad affrontare un demone più grande del mostro a lei di fronte, ma quello celato in se stessa che chiede vendetta e sangue!

D’altro canto c’è anche da comprendere la sua posizione, una donna che tanto ha perso, dove si ritroverà sempre più colpita nel personale con il rischio opprimente di perdere coloro a lei cari in maniera permanente. Inoltre la scrittrice ci porta all’occhio le sue difficoltà fisiche dovute al finale dell’Estrusia che l’hanno lasciata segnata indelebilmente ma che pure la sua caparbietà e volontà non accennano a frenarsi, dando comunque il meglio di sé e oltre.

In tutti i romanzi sempre più la Maniscalco ci porta tematiche particolarmente forti, intrise di verità odierne e passate. La situazione della Donna non è mai stata più cardine di ora dove approdando nell’America, ma maggiormente a Chicago, l’indipendenza femminile viene vista come un traviare diabolico, diciamo che afferma l’inizio dell’indipendenza femminile. Al contempo sottolinea la nostra fragilità, sia nel corpo che nella mente, parliamo di anni dove i pluriomicidi non erano comuni, dove tutto era un mezzo ma non per la morte, bensì economico. Ciò diciamo che porta all’occhio la parte oscura dell’animo umano che permane in tutti noi. La differenza sta nella scelta di via che si prende poiché per quanto discutibile il nostro assassino dice una verità assoluta; in ognuno di noi si nasconde un demone. Che brami il sangue, la vendetta, la rivalsa, ogni mezzo è diverso… da una violenza domestica, ad una vendetta economica, alla sete di sangue molte sono le sfumature o sfaccettature, ma siamo sempre noi a concedere potere al nostro lato oscuro attraverso una scelta, che poi dovremmo conviverci fino alla morte. Diciamo che qui affina l’intelletto, che unito a fantasia e connotazioni storiche sa fuorviarti magistralmente più di tutti gli altri volumi.

È un romanzo ben diverso da ciò che ci si aspetti, riusciamo a ripercorrere un intero percorso, farci traviare dalla mente, essere in punto al Diavolo stesso, ma pure sentirsi stritolare il cuore dal nostro Amore. Infatti la stella splendente in questo cielo terso ed infinito è proprio la passione e l’amore che in queste pagine esplodono come una supernova, la scrittrice con minuzia e purezza, sensibilità, accortezza, pudore, magnificenza sa portare a parole l’amore eterno, due anime così legate che si mettono a nudo, le parole mancano giuro per descrivere dei momenti così unici ed intensi che il cuore trabocca di sentimenti puri e gli occhi piangono copiose lacrime.

**** ATTENZIONE APPROFONDIMENTO****

Tutto ciò mi porta ad apportare dei punti di interazione, infatti all’inizio ho cominciato con una frase di Shakespeare, questo autore compare in alcuni punti particolari del romanzo. Fin dal principio infatti non manca una citazione di Romeo & Giulietta, esso a tutti gli effetti è un monito. Infatti sta ad avvertire in quanto l’amore ed il congiungere due anime destinate sia la perfezione, la realizzazione di un sogno, il paradiso fugace del momento…

Silenzio! Quale luce irrompe da quella finestra lassù?
È l’oriente, e Giulietta è il sole.
Sorgi, vivido sole, e uccidi l’invidiosa luna,
malata già e pallida di pena
perché tu, sua ancella, di tanto la superi in bellezza.
Non essere la sua ancella, poiché la luna è invidiosa.
Il suo manto di vestale è già di un verde smorto,
e soltanto i pazzi lo indossano. Gettalo via.
È la mia donna; oh, è il mio amore!
se soltanto sapesse di esserlo.
[Shakespeare]

Con l’inserimento di alcuni dei versetti di tale opera la scrittrice ci fa capire quanto a volte l’amore non basti, che questo sentimento indomito nulla può lì dove i sotterfugi di salotto e famiglie imperversano. Andando per somiglianza di personaggi, si potrebbe collegarli seppur in contesto molto diversificato alcuni. La “balia” dell’opera la si può verosimilmente vedere in due diversificazioni in queste pagine; la cugina, che pur intuendo mantiene il segreto, mai rivelato ma solo pensato, cerca di scongiurare l’irreparabile e la Nonna questa figura alquanto a tratti “eccentrica” ma anche di particolare presenza per la sua posizione è un connubio a mio parere si con la balia conoscendo i sentimenti di Audrey, ma anche l’accortezza e intelletto di una Regina, sapendo sfruttare la sua posizione e potere. Un’altra figura di connotazione opera/romanzo è lo Zio che lui per primo lì ha congiunti in questo percorso è non solo per un fattore di menti brillanti.

Audrey & Thomas sono come un essere solo fin dal principio, chi il braccio, chi la mente, andando insieme a creare un connubio complesso e complementare l’uno all’altro, portando ad una lampante, macabra realtà, che come l’opera mondiale e storica di Shakespeare non potrebbero vivere l’uno senza l’altro e al contempo neanche la morte potrebbe distruggere il loro Amore Eterno.

Un’altra opera cardine è Frankenstein di Mary Shelley, un’opera osannata dal fratello di Audrey che qui prende una connotazione cardine. Balza all’occhio fin dal principio infatti come fossero due le figure celate nell’ombra degli omicidi di Londra. Ma chi è il mostro, chi il dottore? Ecco la cosa sempre più spesso lungo la lettura si amalgama, al contempo se mi avete seguito in questo percorso citai tale opera nella tappa di approfondimento dedicata alla visione cinematografica di Alla ricerca del principe Dracula. Surreale o fortuito/premonitore che ciò che era il film citato, si sia rilevato parallelamente veritiero, attenzione ciò non toglie le colpe ma al contempo dona umanità e una certa linea di condotta più “accettabile” per coloro legati a cose, seppur non toglie la scelta oscura fatta e le colpe dettate da essa.

In verità se andiamo nel profondo della serie molte ricerche letterarie vi sono coinvolte, citate dalla stessa scrittrice, o comunque spunti presi da grandi classici che tutti conosciamo.

**** FINE APPROFONDIMENTO****

Alla fine questa opera ci fa balzare agli occhi e porta a noi una magnifica penna, accorta, maniacale, risoluta e profondamente legata a questa serie. Infatti non è in dubbio la particolare passione della scrittrice per fantasy, giallo, horror/mistery, un connubio forbito di ricerche e sue passioni personali, amalgamati insieme in queste pagine come quelli precedenti. Il tatto che usa prima per poi la spietatezza dopo, le ricerche e le verità storiche di cui ci mette a conoscenza, le differenze e gli adattamenti, i riferimenti reali date da prove scritte esistenti. Qui ci si palesa una penna con un’indiscussa ricerca, che unisce la sua passione a una realtà parallela che sa realmente rendere il lettori dipendente da esse. Sa entrare nei nostri sogni, renderli incubi, insinuare la paura nei nostri cuori, eppure spingerci alla ricerca della verità, senza sconti ne ripensamenti. Ci ha presentato due personaggi che tra verità e finzione sanno districare la matassa contorta dell’animo umano, non senza pesi per la loro anima.

Tutti i personaggi incontrati in questi quattro romanzi hanno e avranno la facoltà di farli crescere, interiormente, comprendere questa vita fatta di dettami a noi distanti dalla nostra realtà, ma che in verità erano in grado di dettare l’esistenza stessa della vita. Però pur nello stesso lettore lasciano un segno, almeno a me, essi fanno comprendere non solo le sfaccettature dell’animo umano, ma pure le priorità importanti che vanno oltre il nostro personale. Ma più di tutto seppur con variazione di date la scrittrice ci conduce a braccetto in un viaggio storico tutto da scoprire, realtà e fantasia si amalgamano creando delle opere sublimi, ci trasporta nelle sue passioni portandole onore e rispetto attraverso questa serie. Grande è stata la sua ricerca, correttezza e riferimenti che a ogni fine romanzo ci dava il punto di svolta e spiegazione per incuriosire le nostre menti e spingerci li dove i fatti veri sono documentati e non solo.

Qui non solo la connotazione storica, o gli assassini stessi, la Maniscalco scocca una lancia di verità che sta a noi scoprirla, lascia traccia, degli spunti, ci dice i riferimenti, ci invita a leggerli… perché forse vi chiederete, ma io lo so, l’ho visto pagina dopo pagina, tra il mio sapere e la mia ricerca per le tappe di approfondimento, l’ho visto in queste pagine… lei spinge sulla nostra curiosità che con me ha fatto centro, devo dire che tutto mi ha ammaliato, ha scatenato la mia succulenta sete di sapere, ma ho pure trovato timore ed intimidazione. Non da meno le molte lacrime che ho versato.

Ho avuto la fortuita opportunità di leggere La nascita del Principe Oscuro, pagine che come un diario vanno a dare un’introspezione voluta del personaggio di Thomas del suo subconscio diviso e assoggettato da un suo trascorso ereditario e al contempo il suo additare nell’ombra dei salotti londinesi. Devo dire che questa pagine hanno in parte un preludio di riscoperta di questo personaggio, che appunto troverà ampliamento emotivo e non solo in queste pagine finali.

Alla fine chiudendo questo percorso seppur non pronta ancora a dirgli addio, non posso se non consigliarlo agli amanti del giallo-storico, a tutti coloro che amano indagare seguire gli indizi fare deduzioni, ma al contempo essere affini a due anime palpitanti e sfortunate… forse… come lo saprete?… solo leggendolo!!!

«Se adesso vi conficcassi il coltello nel petto,
Miss Wadsworth,
nel vedervi morire dissanguata non proverei altro che piacere.
È una sensazione incredibile,
così contrastante nella sua essenza.
Il calore del sangue che scorre mentre il corpo si raffredda.
La fiamma della vita che viene spenta dalla morte.
Dura tutto molto poco, però.
La soddisfazione non rimane mai a lungo,
la fame è sempre dietro l’angolo.»

Michy (Blogger Sognare).

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