REVIEW PARTY: Ahia! di Riccardo Zanotti

Cari sognatori, oggi vi presentiamo il romanzo d’esordio di Riccardo Zanotti, frontman dei Pinguini tattici nucleari, edito Mondadori!!!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 3 novembre 2020

Ebook / Cartaceo

L’intricata stradina di montagna si svelava lentamente, curva dopo curva, senza mai mostrarsi nella sua interezza. La gente del posto diceva che quella era una valle ferita ma discreta. D’improvviso la villa apparve nella sera. Il ragazzo fermò l’auto e osservò il suo riflesso nello specchietto. Gli tremavano le mani. Era il momento della verità. Quel complesso meccanismo di leve, molle e insicurezze chiamato Giovanni Cerioni si fece coraggio e si diresse verso il cancello.

Ci sono istanti capaci di rivoluzionarti la vita, perché ti disarcionano dalla sobria routine a cui sei abituato e ti scaraventano in luoghi in cui non saresti mai andato (e che stranamente ti parlano più di quelli che ti hanno visto crescere). Per Giovanni, ingegnere ventisettenne alto e curvo abituato a tenere sempre lo sguardo basso per controllare che i piedi siano ben ancorati al terreno – perché si sa che la più grande paura degli ingegneri è quella di volare via -, uno di quegli istanti è quando l’esuberante madre Milly, poco prima di spirare, gli regala l’ultimo grande dramma: il nome di suo padre. Un altro, altrettanto fondamentale, è quando lui decide di andare a cercarlo, quel padre che non ha mai conosciuto, per esaudire l’ultimo desiderio (o ordine?) della mamma: “Chiedi a quello stronzo di venire al funerale”.
Ma ancora Giovanni non lo sa, mentre il suo dito inciampa sul campanello della villa dell’uomo, che, una volta varcato quel cancello, nulla per lui sarà più come prima. Perché mettendo piede nella casa – e nella vita – del padre, una vecchia gloria in cerca di oblio, entrerà anche nel suo mondo, fatto di sensi di colpa e segreti incartapecoriti, mezze verità, spacciatori improbabili, musica, animali impagliati, preti facili al vizio, bestemmie, nasi che raccontano di destini perfetti, gatti che ogni tanto si credono leoni, e nebbia. Una nebbia per alcuni invadente e pericolosa in cui è facile perdersi, ma che per chi, come Giovanni, ha puntellato la propria esistenza di tranquille certezze, diventa ossigeno che sa di libertà…

Mi sono approcciata a questo romanzo dopo essermi alquanto incuriosita per questa trama particolare ed in più, conoscendo l’autore del romanzo in altre vesti, mi stuzzicava l’idea di poter scoprire un lato differente della sua personalità. Mai mi sarei aspettata un viaggio nelle emozioni così intimo in uno scenario quasi surreale alla scoperta di istanti che come ben dice la trama possono stravolgere la vita per sempre.

Al centro di questo romanzo c’è il senso di colpa con le sue conseguenze e vi spiego il perché. Certe volte siamo così presi da un certo modo di vedere noi stessi da essere incapaci di scendere dal piedistallo su cui ci ergiamo a giudici di una vita di cui a nessuno dobbiamo rendere conto. Poco importa del mondo che si muove in torno a noi come pedine di una scacchiera impazzita, poco importa di schiacciare sentimenti, speranze, aspettative altrui. Quando l’ego spropositato supera la capacità di accogliere gli altri non ci rendiamo quasi conto di quel che ci circonda  fino a quando  accade qualcosa che bruscamente ci fa tornare con i piedi per per terra ma al tempo stesso è tardi per poter riparare. E allora resta il vuoto, resta la compagnia di piaceri effimeri che obnubilano la mente dai sensi di colpa che attanagliano la coscienza.

Giovanni cresce senza un padre, sopravvivendo ad una madre eterna adolescente eccentrica con i suoi abitini sexy e le labbra rosse che lo ha amato come poteva garantendogli comunque l’occasione per studiare e laurearsi.

“Gli affetti troppo intensi lo intimorivano e lo mettevano a disagio e di recente, all’alba dei ventisette anni, aveva deciso di lasciar perdere le donne, almeno per un po’. In compenso si era comprato un pesce rosso, con il quale condivideva una spiccata propensione al mutismo: Giovanni non parlava spesso, per non dire quasi mai.”

In contrappasso all’esuberanza materna, Giovanni ama stare per i fatti suoi nel suo mondo di calcoli e misure, ingombrante e un po’ impacciato dal suo metro e ’90 con una certa paura di vivere le proprie emozioni.

In punto di morte la mamma le rivela il nome di suo padre e inizia a cercarlo per adempiere ad una promessa…

“Crescere senza padre è come avere un arto fantasma: si vive con la costante sensazione di essere custodi di un vuoto che dovrebbe essere riempito, ma rimane incolmabile. Giovanni aveva imparato presto a ignorare quel vuoto, ed era riuscito persino a segregarlo nell’antro più remoto e scuro del suo cuore, a incatenarlo e liquidarlo. Fino a quel momento.”

Scenario di questo viaggio nell’anima e nei sentimenti come si rivelerà essere è un paesino di montagna che mi ricordava una serie che vedevo da ragazza “I segreti di Twin Peaks” dove ogni persona che si avvicina a te nasconde qualcosa, dove la natura spietata e misteriosa mostra il suo volto più inquietante, dove strani animali impagliati mostrano uno sguardo ferino da cui difendersi.

“Nessuno, a Soterio, è mai stato in cerca di orizzonti. In paese si risponde a una sola e grande legge, quella dell’osmosi: tutto si diffonde in tutto, e tutto può compromettersi o migliorare nel giro di pochi giorni.”

Arrivare nel cuore della notte durante un temporale non aiuta ad una visione lucida delle cose e solo la tenera ironia delle squallide battute di Giovanni a cui ride solo lui smorza questa sensazione.

“Santi era felice di aver trovato un nuovo interlocutore arguto, che gli sapesse tenere testa. E anche Giovanni realizzò che dentro suo padre c’era una sorta di scintilla. Il problema era che, per deformazione professionale, era portato a pensare che una scintilla all’interno di un apparato fosse sempre il presagio di un incendio.”

Santi è un uomo che nella sua vita ha vissuto e raccontato ogni emozione attraverso le note delle sue canzoni divenendo molto famoso, ma ora di quell’uomo quasi nascosto al mondo in quella villa di campagna non resta altro che il vuoto e piaceri effimeri. Incontrare quel giovane uomo vuol dire specchiarsi in un passato che credeva di non dover rivedere più, ma per cui si strugge da sempre per gli strascichi che ha lasciato nella sua vita e in quelle di chi ancora nonostante tutto gli vuol bene.

Per Giovanni fondamentale nel suo viaggio sarà anche l’incontro con l’affascinante Rachele, giovane donna nata e vissuta su quelle montagne di cui rispetta ogni sfaccettatura. Possiede uno spirito indipendente, orgoglioso, di una generosità immensa.

Ricucire il tempo perso non si può, troppa acqua è passata sotto i ponti e le verità nascoste che fino all’ultima pagina vengono svelate rendono il tutto molto complesso. Ma, nonostante tutto c’è sempre una mano buona che guarda oltre i nostri limiti facendoci superare barriere che sembrano insormontabili.
In questa storia non posso non citare Eiffel e Tie due personaggi che scoprirete solo leggendo, che sono stati in grado di donare istanti spensierati alla lettura.

Lo stile narrativo è di facile approccio con un linguaggio un pelino forbito ma che non distoglie l’attenzione dalla trama. È un viaggio anche di conoscenza, di curiosità che si dipana in questo romanzo seppur breve ma intenso.
Che dire… se come me siete stati incuriositi dall’autore e dalla sua personalità spiccata, amerete leggerlo in questa nuova veste.

Alla prossima lettura! ❤

Rosanna S. (Recensionista Sognare).

rp ahia


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