REVIEW PARTY: L’Imperatrice che sfidò gli Dei. Il destino di Iulia Domna di Santiago Posteguillo

Cari sognatori, entriamo nella storia romana attraverso l’affascinante romanzo di Santiago Posteguillo, edito Piemme!!! 

GENERE: narrativa, storico
DATA DI USCITA: 3 novembre 2020

Ebook / Cartaceo

217 d.C.

Iulia Domna, imperatrice filosofa, sposa di Settimio Severo e madre di Geta e Antonino – il futuro imperatore Caracalla -, è al culmine del potere. Ha finalmente raggiunto il suo grande obiettivo: creare una dinastia e consolidarla. Eppure, nonostante sia riuscita a sconfiggere i nemici che si opponevano alla sua ascesa al potere, Iulia deve affrontare ancora molti ostacoli.
Nell’Olimpo non tutti la amano. Per porre fine alla disputa che divide gli dei nei confronti dell’imperatrice, Giove decide che Iulia dovrà superare cinque prove. Tra tutte, la più dura per lei è il brutale confronto tra i figli Antonino e Geta, che minaccia l’unione familiare e conduce la dinastia di Iulia al collasso.
Ma c’è anche il dolore fisico, un dolore lacerante. La diagnosi del medico Galeno non lascia scampo: l’imperatrice soffre di una malattia gravissima, il suo corpo è aggredito da un nemico implacabile. Nessuno, neanche gli dei dell’Olimpo, può immaginare che Iulia Domna saprà trovare la forza per superare tutte le prove e salvare la sua dinastia.
In questo secondo e ultimo volume della saga di Iulia Domna, che ha conquistato quattro milioni di lettori in tutto il mondo, Santiago Posteguillo completa il ritratto di una donna forte e intelligente, che si dedica alla politica senza perdere la propria femminilità e che ha il coraggio non solo di sfidare gli uomini più potenti del mondo ma anche gli dei.

Oggi vi porterò un un luogo lontano, indietro nel tempo, dove i secoli solo i documenti storici ne detengono le prove… lì dove la gloria era presa a fil di lama, il sangue tributo di guerra, ma gli intrighi per il potere assoluto di ciò che è stato l’impero più grande del mondo mai cessano, neanche con la morte!

Santiago Posteguillo porta a noi non un romanzo, ma una verità storica, che attraverso il tempo ora ci si presenta in queste pagine dove tra romanzo e realtà ci troviamo al fianco di un’Imperatrice, una Augusta le cui scelte e destino hanno tenuto in vita L’impero Romano per uno dei più longevi periodi di “vita serena”, lustra, ricca ed indelebile.

In un tempo in cui gli Dei erano cardini della società, una tripartita Divina era in atto, Giove a giudice dove le fazioni divine son divise in due fronti avversi con a capo, da un lato la sua sposa Vesta, dall’altro la figlia Minerva. Una nuova guerra divina imperversa sull’Olimpo la cui “vittima” vi è Augusta Iulia; Iulia Domna.

Lei è una straniera, che con il marito Settimio Severo, dopo lunghe lotte di potere per arrivare al trono supremo, si trova all’apice della sua figura, con finalmente una dinastia stabile che possa governare per sempre su Roma, ma ciò che è stato compiuto per arrivare a ciò richiede prima o più il suo tributo ed è proprio Vesta, madre degli Dei e uomini, a non accettare essa… ecco che Giove si trova di fronte all’inevitabilità per sedare la lotta divina a sottoporre Iulia a cinque prove divine per poterla far cadere e cancellare il suo nome dalla storia.

In queste pagine ci si scorda del contesto divino e anzi, si viene avvinti sempre più dalla storia, dove una dinastia Severina si trova ad affrontare prove immani per mantenere il suo controllo su Roma. Augusta Julia è realmente esistita, di origine siriana sposò Settimio, che con il consorte affrontò non poche sfide per diventare Augusta, fatti narrati in Julia storia di un’imperatrice (romanzo che ha ottenuto Premio Pianeta 2018). Qui affrontiamo i suoi ultimi anni di vita dove i fatti che vi si avvicendano lungo il cammino, li pone a prove divine per la di lei caduta, ma Julia non è una semplice donna.

Augusta Julia poiché l’onore di tale encomia tutto se lo è meritato, è una donna astuta e scaltra, pragmatica ma pure dotata di un intelletto sopraffino, volto a sotterfugi, inganni e rivalsa politica. Infatti il Senato non appoggiava la famiglia imperiale e questo portò fin dal principio ad una presa di posizione di questi ultimi, che attraverso astute mosse figurate andarono a ingraziarsi la plebe, ben maggiori sull’impero. Il nome dell’imperatore era osannato in ogni dove, accompagnato sempre dai suoi figli e da Augusta Julia nelle sue campagne militari a protezione dell’impero che si estendeva, dall’impero nord della Britannia e le sue miniere d’oro fino al profondo sud padrone dell’Egitto e Siria, fino a spingerlo alla lotta con i Patria. Ma questo era quando Augusto Settimio era in vita, infatti ciò che queste pagine approntano è proprio la brama di potere interna, proprio da chi gli è più vicino, fino ad arrivare al lascito ai figli in morte, Gaeta e Antonino, la cui speranza è un impero governato insieme l’uno a sostegno dell’altro…

Lo scrittore pone l’intelletto di Augusta al centro focale di tutto, un’Imperatrice, madre, monarca, cui la sua astuzia e arrivismo erano immensi; voleva espandere l’impero oltre ciò conosciuto e renderlo esteso dove mai nessun imperatore era arrivato nella storia imperiale. Seppur Domna è oltraggiata da molti, in verità era una filosofa ineguagliabile, la colonna di Roma seppur molti dubitavano in quanto donna, ma fin dal principio e anche in queste pagine dimostra quanto la sua ferrea determinazione abbia portato la sua dinastia in lustro, al contempo abile stratega non tralasciava nessun mezzo per raggiunge lo scopo ultimo, anche il più abietto e blasfemo. Una donna che è una “pioniera” in un mondo unicamente maschilista, che pure nel dolore di una malattia mortale ordisce piani per la sua rivalsa e affermazione della sua famiglia, che vanno oltre al fiume Stige e lo stesso Caronte. Ha saputo sfidare gli Dei, ma anche stare al pari degli uomini, facendo ciò che doveva pur di mantenere l’immagine lustra della sua figura ed il potere di Roma. Una donna che ha tenuto in scacco un Impero e gli Dei, come non si può non osannare la sua grandezza.

I figli in verità sono figure seppur cardini del baricentro della stabilità, causa pure del suo caos all’interno delle mura, di cui Augusta Julia sa prendersene “carico” e soffrirne, quanto la storia ci insegna che due sovrani delle stesse terre non sempre perdurano? Romolo e Remolo ne sono monito, ma qua di base la cosa si fa più profonda e funesta, poiché tutte le scelte hanno conseguenze, e Augusta Julia decise anni addietro di aprire il vaso di Pandora forviando la mente di uno dei due figli per salvaguardare l’impero da un nemico vicino, ma al contempo portando a una totale “modifica” del suo progenie scelto, rendendolo un mostro per combattere un mostro. Le scelte e le azioni portano conseguenze e queste richiedono un tributo da pagare, che negli anni Augusta Julia sconterà,  imperturbabile all’esterno e pur lacerata nel suo intimo, ma mai perdendo il bene primario di chi la circonda. Infatti la sconfitta non porterebbe a una mera perdita di potere bensì alla morte sua e di tutti i suoi eredi vicini o lontani fino a cancellare dalla storia l’intera la dinastia Severina.

L’intera opera si basa su accadimenti storici di cui il nostro cicerone fa un ben noto illustre, dettagliato memorandum attraverso i suoi scritti; Elio Galeno, medico imperiale che lungo la sua carriera molti Imperatori ha assistito, ma al contempo vi è rimasto affascinato di Augusta Julia, riportandone nel dettaglio la sua vita attraverso un diario segreto. Galeno è uno degli antecedenti della evoluzione della medicina, seppure per anni oltraggiato dalla legge contro “l’esaminare” i morti, era un fermo ricercatore della verità redatta degli scritti di, considerati blasfemi, Erofilo e Erasistrato, gli unici all’epoca ad aver potuto analizzare un corpo umano internamente sia in vita che in morte. In queste pagine un uomo di scienza come lo è lui, rispecchia la sua grande devozione nei confronti di Augusta Julia, la sua vita, la sua perspicacia come pure la forza interiore indomabile che l’ha spinta a lottare fino alla morte incrollabile o quasi contro un male incurabile.  La sua figura viene rappresentata seppur lateralmente, in maniera perspicace ed eccelsa, molto analitica e pratica.

L’intero romanzo è un verità storica, che attraverso fonti o traduzioni la attestano e completano, ogni personaggio studiato minuziosamente è riportato, le battaglie, le legioni, le figure cardini, gli stessi senatori e confini, la politica interna e gli intrighi. Uno scritto eccelso fatto da una penna mai prolissa, ma che di per sé scatena una dipendenza, da cui in modo semplice e coerente, ti riporta una dinastia in maniera così ammaliante, che pure chi mai sappia i dettagli veri ne resta rapito ed entusiasta di continuare senza una pausa di respiro. Sono pagine così ammalianti che si aprono al lettore, parola dopo parola senza che questo se ne accorga, apprendendo, imparando, informato di un passato fatto di lustri ed onorificenze, di monumenti che nel tempo a tutt’oggi perdurano, segni indelebili però acquisiti con il sangue versato per una lotta immane e senza fine.

Non c’è dettaglio non curato al millimetro dove l’inserimento di note, oppure ricerche non attesti la veridicità della storia documentata, io stessa l’ho voluta confutare e ho trovato riprova di quei personaggi illustri che la compongono.
L’intero romanzo tratta temi alquanto particolari, parliamo di epoche “barbare” cui molto spesso tutto si risolveva con il versare del sangue del nemico, possibilmente di nascosto o sotterfugio.

Il contesto più “idealizzato” dello scrittore sono le figure Divine, che non si fermano ai soli Dei, lo scrittore infatti descrive un contesto simile a “Gli Argonauti” ove le divinità vi si schierano da una o l’altra parte dettati da un rancore personale di rivalsa l’uno sull’altro. Giove viene posto a capo come neutrale seppur con l’andare delle prove trova ammirazione per Augusta Julia. Ciò diciamo che da un lato pone presupposto a conferma al forte ascendente che hanno le donne umane sulla sua persona, cosa non confutata in verità lungo le pagine. Ciò che è confutato è quanto lui si trovi in una posizione scomoda, poiché un’altra guerra tra divinità è l’ultima cosa che vorrebbe, al contempo le prove destinate ad Augusta Julia sono inflessibili e tutte caratterizzate da una impossibilità umana di superamento. Diciamo che resta un po’ misteriosa la sua figura a mio parere, anche se proprio sul finale spicca di lungimirante pensiero per vedere lì proprio dove nessuno troppo preso dalla lotta ha volto lo sguardo.

Altro argomento è quello della debolezza umana ed arrivismo, qui diciamo che vi sono varie similitudini alle tali, essendo un’epoca guerrafondaia non vi era il legittimo rispetto l’uno sull’altro, bensì tutto si basava sulla forza bruta come pure sconfiggere il nemico in maniera ingloriosa. Ciò comporta ad astuti piani di potere “figurativo” a monito di tutti, ecco che dunque un condannato a morte certa poteva assistere alla morte dei suoi cari, come l’infierire di violenza carnale indistinta, oppure portato a scegliere la sua strada pur sapendo decretata la sua fine, ma posto a salvaguardare i sui cari.

Per portarci alla parte più violenta dove solo una mente, pazza oppure scaltra, può farvi fronte e compirla, qui troviamo entrambe le cose, dalla violenza carnale di potere, all’incesto fatto per placare. Questi due situazioni fanno ben ponderare le reazioni di Augusta Julia ponendo il lettore in scacco di coscienza e giudizio, infatti direi che a tratti ci si assimilerà più al pensiero della sorella della suddetta, però di cui non si può non riconoscere il sangue freddo e l’intraprendenza dell’imperatrice.

Al contempo sia con Caracalla, che come la stessa, Augusta Julia, non ho potuto se non pensare al film Alexander dove la follia di uno e l’astuzia arguta dell’altra portano a fronte di uno stallo particolare, fra madre e figlio, dove la prima ha sempre avuto fin dal principio un ascendente particolare. Da notare che Caracalla non era di gusti del suo stesso sesso, seppur non manca la citazione di come a quegli anni vi fosse una libertà sessuale più ampia, ergo bastava consumare il matrimonio la notte di nozze, generare un erede, per il resto tutto era concesso. Ciò pone l’avanzamento culturale, se pur passato di coloro che sono la nostra cultura di base storica.

Interessante il contesto medico, seppur posto un po’ a laterale, rispecchia da parte di Galeto, la sua bramosità di acculturarsi oltre “il lecito” consentito all’epoca, eppure rispecchia in lui in una grande figura medica. Infatti egli stesso nei suoi anni di “carriera” è stato a contatto con particolari malattie, una fra queste la Peste, di cui egli era immune non comprendendone il motivo. La storia attraverso le ricerche andrà ad attestare che probabilmente si parla di Vaiolo, di cui alcune sue esperienze passate lo hanno reso immune come altri. Al contempo ci troviamo a fronte poi di una malattia “dell’animo”, interna e incurabile che all’epoca era già conosciuta come male incurabile e mortale. Seppure inizi e finisca, tale male viene poco approfondito, diciamo, ma porta pure a conoscenza che esisteva la chirurgia rudimentale. Ma come pure erbe contro le gravidanze indesiderate, e un sistema particolare per attestare una gravidanza, molto affascinanti tali sistemi. Inoltre viene anche citato l’uso dell’oppio, come antidolorifico, ma portando anche alla luce i suoi effetti avversi.

Meno toccati ma di intersezione il fattore schiavismo e libertà, come pure il cristianesimo, ma anche i giudei e la paura per le loro rivolte. Insomma porta al nostro occhio molti argomenti, ma soprattutto dati storici e date di veridicità. Devo pur ammettere che ciò che è cardine, è la stessa brama di potere che in verità nessuno ne è immune purtroppo, un p0′ sconsolante per un lettore del nostro tempo, ma vista la situazione ed i tempi, non vi era tempo per rimorsi o coscienza. Ma questo, importante, non manca comunque a piccoli tratti di portare il lato umano di Augusta Julia. Infatti essendo donna, acculturata, filosofica, arguta, astuta, ha avuto direi il peso più grande di tutti, che a mio giudizio non vi è uomo che possa competere con lei. Credo che si comprenda la mia grande stima per lei, certo trovo discutibili alcune scelte eppure (beh io vivo oggi, all’epoca se fosse durato cinque minuti è tanto) ha saputo sconfiggere tutti e tutto per ciò che era il suo fine finale.

Altro punto come anticipato è il Cristianesimo, ma anche la Superstizione, quest’ultimo osteggiato da Settimio, portando alla confisca di tutte le pergamene (libri) recanti misticismo, magia e oltraggio culturale. Questo rispecchia un antecedente di ciò che avverrà nella Seconda Guerra Mondiale, seppure la differenza sta che tali manufatti non vengono distrutti ma solo nascosti. Al contempo troviamo la biblioteca di Alessandria ancora intatta ed ecco conoscendo la storia, quanto avrei voluto entrare dentro il romanzo letteralmente! Per il Cristianesimo siamo ancora agli albori più o meno, ma comunque vige morte per chiunque segua tale culto, lo scrittore riporta il medaglione che rispecchiava i suoi seguaci, con tanto di marchio e scritta. Ho inteso agli “albori più o meno” poiché non è in queste pagine che ritroviamo il suo riconoscimento, ma fa da antecedente questo sì.

Diciamo che l’intero volume ha un fascino indescrivibile per me, con la verità storica di personaggi così illustri che la mia lista sarebbe ben forbita di nomi storici straordinari e unici! Insomma lo scrittore sa appassionare senza limite, tenerti lì a fil di lama che potrebbe trafiggerti quando meno te lo aspetti, trarti in inganno dove tutto sembra perduto per lasciarti atterrito e basito per il risvolto degli eventi.
Appassionante, magnetico, una droga più prelibata dell’oppio, mi mancano le parole per farvi capire la mia assoluta passione a queste pagine, che per ore hanno tenuto in scacco la mia vita.

Concludo poiché già troppo sono stata prolissa, di certo appena potrò leggerò gli altri scritti di questo scrittore perché vi assicuro che mai ho trovato una penna così semplice eppure affascinate al contempo in questo genere. Poi logicamente lo consiglio agli appassionati della storia, ma anche a coloro che pure come la mia persona “ignorante” può apprezzare, amare, comprendere le sue pagine restandone estasiata!

Michy (Blogger Sognare).


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