REVIEW PARTY: La strada scomparsa. Non c’è mai un solo modo per andare da un punto X a un punto Y di Beatrice Masci

Cari sognatori, entrate nel vostro animo più profondo e riscopritevi attraverso i racconti di Beatrice Masci!!!

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GENERE: racconti, narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 6 novembre 2020

Ebook / Cartaceo

“La strada scomparsa” è una raccolta di racconti scritti da Beatrice Masci. I temi trattati sono molto diversi, ma tutti i testi hanno in comune la ricerca o il ritrovamento di una strada nascosta, apparentemente scomparsa e spesso perduta.
Ognuno dei personaggi ha una missione, ovvero riconoscere la propria via nella moltitudine confusa della vita e trovare il coraggio di seguirla nonostante le difficoltà: che si tratti di un anziano pittore che ha smarrito l’ispirazione, di tre cugini che hanno dimenticato cosa significa essere bambini, di un’adolescente alle prese con la propria coscienza oppure di una coppia di innamorati che resta unita malgrado il tempo che scorre, tutti loro hanno una storia, un passato… ma anche e soprattutto un futuro, sebbene a volte non se ne rendano conto. Perché il futuro non è mai già scritto, deve essere colui che compie il cammino a scriverlo passo dopo passo.
Così Franco, Vanessa, Manfredi e gli altri impareranno a trovare la loro strada partendo da chi sono nel presente.
Esistono tanti modi per andare da un punto X a un punto Y; e sono tutti leciti. Anche quelli che fanno un giro infinito e arrivano a destinazione dopo molto, molto tempo.

Strane pagine ,intense e ricche di significato sono queste, dove con piccoli racconti celano in sé la vita fatta di piccoli pezzi, strade e scelte, svolte inaspettate e conseguenze. Devo dire che seppur breve riesce con poche parole a farti vivere appieno le vite dei suoi protagonisti, che siano persone vere, sogni, oppure oggetti, essi tracciano un percorso nascosto nell’anima che sta al lettore interpretare.

Beatrice riscopre l’essenza stessa e arcana della mente, interpretata dalle più svariate figure che tra dolore, dubbio, ironia aprono la via della coscienza. Questi piccoli racconti parlano di vite, di tratti, di consapevolezza e riscoperta, di come un gioco possa riunire e dar l’input di una nuova rinascita, ma anche di quanto la vita sia breve, della scelta di come intraprendere questo viaggio lungo quella strada nascosta che solo noi conosciamo e che possiamo dare inizio per portare pace in noi stessi.

Tocca con sapiente delicatezza molti temi profondi, alcuni racconti più di altri mi sono rimasti impressi, particolari, screziati, piccoli diamanti grezzi che rimandano luce dai colori più diversi. L’intero volume segue un suo percorso, proprio come il percorso per Santiago. Infatti si parte dalla parte più nera dove tutto è senso di perdita e smarrimento, dove solo la fuga sembra la soluzione, per poi inoltrarsi in una selva fatta di impalpabilità e dubbi, fino a portarci alla spensieratezza ed ironia che pacifica il tuo animo.

Ciò che rispecchia è come fin dalla nascita, la nostra vita è fatta di eventi cardini e ricordi che gelosamente custodiamo in noi stessi, ci plasmano, al tempo stesso ci nutriamo di sogni e desideri che nella nostra mente si affollano. Ma la vita come si suol dire non è fatta di rose e fiori, ed ecco che che come un drappo di seta essa sfugge al nostro controllo, ci fa intraprendere percorsi diversi per portarci lontano da ciò che erano i nostri desideri, oppure facendoci “scordare” di ciò che era il passato. Al contempo la frenesia della vita attuale ci porta a non prestare attenzione a piccoli particolari, per poi trovarsi smarriti, un po’ come nella selva oscura di Dante, che fa il suo viaggio fino al paradiso, qui non è da meno. Ogni racconto è un girone diverso, un scalino più alto verso la luce, questa data sia da un incontro, una scelta, una nuova nascita o semplicemente la serenità.

Come un pittore senza più vena creativa che attraverso la semplicità di un fiore ritorna a dipingere, come la perdita di ciò che non si pensava di desiderare porta a consapevolezza, ma che dire poi di come un semplice oggetto in sé possa svelare una storia ricca e potente per chi lo possiede. Particolare e quasi surreale come riesce poi a incanalare i sentimenti in esseri reali che si velano dentro una scatola nascosta in noi stessi, che vivono o si dissipano a seconda dei nostri desideri, eppure una fra tutte forse è la più “bistrattata”, poco conosciuta eppure così ricercata disperatamente. Ma credo che quello più significativo sia il racconto legato a una celebre favola che tutti noi conosciamo e che in essa fin da fanciulli si desidera ardentemente realizzare. Queste poche righe dedicate all’interno del volume fanno ben riflettere e sono poste proprio come un scalino di scambio, leggendole è come se ti trovassi in stasi a mio parere, sospeso nell’irreale del reale e quindi dunque alla sua fine cosa ne dovremmo pensare? Ma l’ironia maestra è celata lì in un contesto tanto reale che non si può non restarne basiti, dove un padre vuol fermare il tempo, dove la sua principessa è piccina, ma che da donna e madre sai che ormai così più non è… ma perché infrangere i sogni ora, se per qualche breve periodo ci si può ancora cullare nel nostro beato ideale di beatitudine irreale?

Questi sono piccoli accenni dei racconti al suo interno che sono tutti da scoprire e leggere, ponderare, porsi ad animo aperto alla conoscenza profonda e ricercata di se stessi, sono anche un insegnamento profondo di quanto a volte basti aprire gli occhi per scoprire ciò che abbiamo e di come trovare la nostra serenità anche nel momento più buio.

Ora a voi la parola… non mancate alla tappa di approfondimento il 18 dicembre in cui scoprirete nel profondo questo libro!

Michy (Blogger Sognare).

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