RECENSIONE: La Musa (L’eredità di Rothvale, vol.1) di Raine Miller

Cari sognatori, eccovi il romance storico di Raine Miller, edito Hope Edizioni!!!

cover miller

SERIE: L’eredità di Rothvale, vol.1
GENERE: romance, storico
DATA DI USCITA: 24 luglio 2020

Ebook

E se la verità su un famoso dipinto non fosse quella che era stata raccontata? E se quella non fosse nemmeno l’opera originale e un dipinto diverso ne avesse ispirato la creazione? La storia di un dipinto… La motivazione dietro l’opera Avvampante giugno, il capolavoro del pittore romantico Lord Frederic Leighton: una donna che dorme su una sedia. Una bellezza inquietante, una fonte di ispirazione avvolta nel mistero dei tempi antichi.
1812…
Gravato dai propri scheletri di famiglia e da sensi di colpa angosciosi, Graham Everley, riluttante Lord Rothvale, ritorna da un lungo soggiorno in Irlanda per occuparsi degli incarichi che lo attendono in Inghilterra. L’ultima cosa che immagina di trovare ad attenderlo è il suo destino: Imogene Byron-Cole, una ragazza tanto adorabile quanto perseguitata da un tragico passato. Graham non riesce a staccarsi da lei, e così la sposa, nonostante una serie sempre più intricata di problemi che minacciano di distruggere le basi stesse della sua intera esistenza.
Graham e Imogene iniziano il loro viaggio insieme, esprimendo il loro amore attraverso una serie di ritratti. L’arte li cattura del tutto e alla fine diventa la loro salvezza, poiché li aiuta a superare il profondo dolore della perdita, ispirando un capolavoro.

La lettura rappresenta il miglior modo per viaggiare con la fantasia nel tempo e nello spazio. Allora immaginate di entrare in una bella biblioteca di una villa padronale, di scorgere tra i libri questo romanzo, di sedervi su una comoda poltrona in pelle con accanto una tisana, dei pasticcini e tanta voglia di addentrarsi tra le pagine di una storia d’amore d’altri tempi con un pizzico di modernità.

Siamo in Inghilterra agli inizi dell’800, dove tra balli, galanterie e cavalcate il tempo scorreva lento ed inesorabile. Anni dove nascere donne era considerato una sfortuna nei ceti meno abbienti, perché venivi vista come donna per il piacere maschile, senza quasi la possibilità di poter esprimere desideri e volontà proprie. Mentre se nascevi donna di alta borghesia eri cresciuta per essere una dama capace di buone maniere vezzose, dell’arte del saper ricamare, del saper ricevere, dell’essere una donna che se fosse stata oggetto di attenzione maschile con una buona dote doveva ritenersi fortunata oltre che ben disposta al saper docilmente sottostare ai voleri del marito. Ma anche per gli uomini di un certo lignaggio non era facile sfuggire ai doveri di famiglia di discendenza, nel saper gestire i titoli ed i beni ereditati per progenie. Tutto ciò era indipendente dalle proprie inclinazioni e dai propri desideri.

“Aveva una voce vellutata, mentre la guardava e parlava della propria casa. Imogene si sentiva un po’ nervosa perché era troppo facile stare con quell’uomo… un uomo che aveva visto per la prima volta solo quel mattino e conosciuto in modo ufficiale alla sera. Quando la guardò lei provò qualcosa di diverso, un’eccitazione che le rese il fiato più corto di quanto avrebbe dovuto. Come se Lord Rothvale vedesse di lei più di quanto chiunque avesse mai visto prima. E fu scioccata di scoprire che viveva così vicino alla casa di sua sorella. Di certo lo avrebbe rivisto quando sarebbe andata in visita lì al nord. Voglio davvero rivederti.”

Imogene era una dama del tempo giovanissima a cui la vita aveva tolto gli affetti più cari e questo l’aveva resa chiusa in un mondo tutto suo. La perdita dei genitori ed il matrimonio della sorella l’hanno confusa e spaesata al punto che per superare il dolore va a stare dalla zia. L’unico momento dove sembra sfuggire a questo angusto destino è quando cavalca libera e sola insieme alla sua adorata cavalla Terra. Per un caso fortuito scorge un agnellino rimasto solo e decide di portarlo ad una tenuta vicino alla sua. Non sa che il suo destino sta per giocare la carta più inaspettatamente bella facendole incontrare l’amore di tutta una vita.

“Imogene… un nome irlandese. È davvero reale? Mi sembra di essere stato trapassato da una spada a due mani. Se sto sognando… voglio svegliarmi? La sua reazione al vederla era stata viscerale. Tentò di rifletterci, e il suo corpo reagì in maniera indipendente senza tenere in alcun conto la razionalità. Mentre Graham camminava verso le scuderie, ebbe un’illuminazione nel realizzare che gli eventi erano stati messi in moto da un destino che andava ben oltre il suo controllo. Non era quello che si aspettava di trovare lì, ma non gli sarebbe stato possibile allontanarsi da Imogene Byron-Cole più di quanto potesse fermare il tempo. La testa cominciò a fargli male, ma il suo cuore stava tornando a vivere.”.

Se fosse stato per Graham non avrebbe mai accettato il suo titolo di Lord visto che la sua indole romantica e sognatrice l’ha sempre portato in giro per l’Europa fino a Parigi dove avrebbe solo voluto coltivare il suo desiderio di dipingere… ma la vita è quel che accade mentre sogniamo altri progetti e si è ritrovato ad affrontare dei momenti oscuri e dolorosi che l’hanno portato fino a perdere quasi la cognizione di se stesso schiacciato dal senso di responsabilità. Vedere la bellezza folgorante ed insolita della dolce e volitiva Imogene per il nostro Graham è come un’epifania dei sensi da cui scaturisce la consapevolezza da quel momento in poi di ogni passo della sua vita: amare e rendere felice quella donna godendo per sempre della sua beltà.

Il loro è un amore puro, totalizzante, assoluto tra due anime che sorgono l’uno nell’altro lo stesso bisogno viscerale di essere vissuto nel profondo. Una passione bruciante tra il fuoco che cova sotto la coltre di buone maniere con cui è stata educata lei, ed il desiderio spasmodico e possessivo di averla per sé in ogni modo in cui un uomo può amare carnalmente una donna.
Ma come nella vita il matrimonio non è un punto di arrivo per una coppia bensì il punto di partenza per una vita in due in cui instaurare nuovi equilibri, accrescere la complicità, scoprire nella quotidianità pregi e difetti l’un per l’altro.

“ Lei lo accettava per com’era, con il suo sangue avvelenato, gli scheletri di famiglia nell’armadio e tutto il resto. In quel momento seppe che nulla gli avrebbe impedito di averla. Né il suo vergognoso segreto, né l’eredità che suo fratello gli aveva lasciato.”

Imogene pur avendo un’indole docile ed accomodante è al tempo stesso aperta a tutto quello che quell’uomo meraviglioso che ama incondizionatamente può offrirle, anche ad accogliere le sue inquietudini, i suoi misteriosi segreti il tutto con una leggerezza che solo una donna follemente innamorata possiede.

“…non voleva che smettesse. Desiderava che la baciasse con la lingua e la toccasse con le mani. Quando la teneva così, la sua mente abbandonava ogni pensiero e ragionamento coerenti. Qualunque cosa Graham le offrisse, Imogene la voleva. E quella era l’essenza di ciò che lui era stato per lei fin dal primo momento. Non si poneva domande sul modo in cui gli rispondeva, era… così e basta.”

Graham ha un indole dominante, possessiva, che per colpa dei suoi fardelli del passato lo porterà ad esasperare questi lati del suo carattere dalla voglia di proteggere ad ogni costo l’amore della sua sua vita.

L’arte fa da fil rouge di tutta la storia attraverso dei quadri che fermano istanti preziosi raccontando di un’epoca usi e costumi. Imogene per Graham è la musa che ispira ogni forma di bellezza nella sua vita, che illumina uno scenario buio e tempestoso con quel riflesso che rende il tutto magico ed esaltante. Il bisogno di averla per sé passa attraverso il bisogno di farla ritrarre costantemente rendendo così il loro amore tale da trascendere il tempo e lo spazio.

Questo romanzo d’altri tempi è strutturato come quei romanzi d’epopea dove una volta si sarebbero tratti sceneggiati di molte puntate, tanto è ricco di dovizie di particolare, di scene di vita vissuta, di dialoghi, di personaggi che affollano e popolano queste pagine.
Uno stile così prolisso a tratti ma che sa comunque mantenere l’attenzione verso questa storia così affascinante pur rendendo la sensazione di leggere un romanzo molto lentamente. Il linguaggio ne sente visti i termini dell’amor cortese dove il “voi” impera così come il rammentarsi reciproco del loro amore pagina dopo pagina. Al tempo stesso sono certa che le appassionate di storie d’amore romanticissime, passionali, tormentate, in abiti di crinolina ed incuriosite dall’arte saranno innamorate perse per questo romanzo.

Questo romanzo che consiglio vivamente può essere letto da solo pur facendo parte di una serie e chi ha già avuto il piacere di leggere quest’autrice sa bene che ama l’arte e ha una spiccata predilezione per le ambientazioni londinesi dell’800 come in questo caso scrivendo un regency molto colto e raffinato, ma che al tempo stesso sa ammaliare il lettore nelle sue pagine rendendole intramontabili.

Alla prossima lettura! ❤

Rosanna S. 
(Recensionista Sognare).


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