BLOG TOUR: AMBIENTAZIONE – Tutta colpa di Alfredo di Gabriella Candida Candeloro

Cari sognatori, analizziamo l’ambientazione attraverso il romanzo di Gabriella Candida Candeloro, edito Segreti in Giallo Edizioni!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 24 novembre 2020

Ebook / Cartaceo

Valentina non si fida.
Alla continua ricerca di un equilibrio interiore che esprime danzando sulle punte di gesso.
Proprio quando sembra cedere alla tentazione di aprirsi al mondo, accade qualcosa che la destabilizza, qualcosa che minerà la sua intera esistenza.
In questa storia nulla è come appare, i pezzi del puzzle si spargono nuovamente sul tavolo e lei deve ricominciare a comporre una nuova figura.
Un fatto inaspettato, una lettera, un viaggio, la porteranno nel ventre della “testuggine”, nelle viscere profonde della sua anima.

Oggi vi parlerò di un luogo magico e reale, un’ambientazione suggestiva e storica che l’autrice ha voluto usare per queste sue pagine, di cui domani ve ne parlerò con la mia recensione.

Ma partiamo dal principio dove il luogo di partenza è Bologna, una città a me tanto amata, non da meno poi ci sono andata nel 2013 ad ascoltare niente di meno che: Vasco Rossi! Un concerto straordinario… comunque la nostra protagonista abita a Bologna ed è da lì che parte per recarsi un uno dei nostri luoghi ricchi di storia a ridosso del mare, lì in provincia di Latina, nel Lazio mediorientale: Sperlonga.

Sperlonga è un forte punto turistico, caratterizzato da vari ritrovamenti archeologici romani, la scrittrice infatti non si lesina nell’inserire una nota esplicativa storica di tali ritrovamenti, vedi le molte sculture marmoree, la villa dell’imperatore Tiberio e L’odissea di pietra. Fin dal principio ci inoltra in queste viuzze caratteristiche, edifici particolari e tipici del luogo costiero, poi sulla magnificenza della costa, questo luogo costruito nel passato in maniera particolare sul promontorio di San Magno, che per difendersi dai pirati la struttura abitativa era a forma di testuggine.

La nostra protagonista si troverà proprio ad inoltrarsi all’interno di questa particolare struttura, che è come un appartamento ricavato su roccia, il cui rinnovamento a impatto zero, rivela una grande opera di recupero ed esaltazione della locazione. Grandi vetrate luminose che favoriscono la luce naturale, trifole di particolare struttura, riutilizzo degli oblò, tutto favorisce una visuale spettacolare sul mare ed al contempo sull’alba e tramonto.

Infatti questa location ha una terrazza panoramica, che non solo volge su un giardino rigoglioso di piante aromatiche, ma pone una visuale magnifica sul suo Borgo storico ed al contempo alla rimanere incantati ad assaporare i suoi albe/ tramonti particolari, per poi passare a un cielo stellato, splendente ed intenso. Quello che più lascia senza fiato a mio parere è il bagno ricavato nella roccia, con poi una visuale sulla piscina da un mosaico che riproduce la celebre Brocca di Gurnià, al cui al di sopra una voluta mosaica che riproduce la volta celeste.

La scrittrice mette in lustro attraverso le sue descrizioni, un nostro sito storico di grande importanza culturale, al contempo arricchisce il tutto con varie inserimenti, figurati o ritrovati, come elementi pittorici o reperti veri, lo stesso appartamento non è che un ritrovato di una grotta paleolitico esistente, tale traccia si trova proprio all’interno della villa di Tiberio.

L’intero contesto è l’esaltazione del luogo rurale, dalle sue piccole insenature, alle calle sfruttate a rimesse naturali per le imbarcazioni, la stessa struttura idrica sfrutta la cadenza dei suoi corsi naturali, ma anche la piscina dotata di acqua salata del mare, in oltre la grotta/appartamento sfrutta il calore del sole e dei pannelli solari posti al di sopra del tetto. Insomma una casa ecologica il più possibile, poi la delizia di leggere queste descrizioni forbite e particolareggiate che ti fanno inoltrare nella magnificenza di questi luoghi.

Non da meno pone un contesto ambientale a livello di trascorsi e insegnamenti famigliari, il nonno che trasmette l’amore per il mare, il suo trascorso come pescatore, ma anche nel trascorso di Valentina basato su piccoli gesti, un tramandare di concetti di esperienza e vissuto, certo forse penserete che come “Ambiente” non centri, ma in verità io ritengo che il nostro trascorso sia basilare per il nostro oggi. Gli stessi dialetti riportati parlano di storia di casa nostra, che negli anni si modificano, ma di natura e cadenza ci identificano.

Ritengo che la scrittrice sia riuscita appieno a creare ed a trasportare il lettore in un viaggio, in un luogo distante, diverso dal nostro comune di vita, creato attraverso dettagli minuziosi che sia una descrizione, una parola, un ricordo, essa ci descrive un contesto a 360° vero ed esistente, partendo dalla piccolezza di un treno tra freccia rossa o intercity.

La cosa che poi pone a presupposto e che già ho accennato è il rispetto dell’ambiente… perché dirlo ora è non domani penserete, ma in verità nel descrivere le ambientazioni così in conformità e nella lotta all’eco ambiente è cardine della conformazione e creazione di questo luogo vero. L’intero romanzo e basato sulla preservazione dell’ambiente marino e non solo, dove la riqualificazione trova l’invidia della ecomafia, deliziando e fuorviando con prezzi stracciati lo smaltimento di prodotti inquinanti, e promettendo sgravi governativi. Questo comporta ad un sistematico mutamento del nostro ambiente dalla terra al mare con conseguenze gravi, che non si fermano al solo terreno poiché gli animali da allevamento poi vi si nutrono, gli stessi che ci forniscono gli alimenti di cui ci cibiamo.

Questo comporta una visione dell’ambiente più ampio, che pone la nostra attenzione ad una realtà che spesso forse ignoriamo o bensì a mio mero parere ci posiziona in scacco per un fattore di praticità, poiché seppur sia vero che tutti facciamo la differenziata al contempo siamo soggetti ad una raccolta fatta di appalti e costi che ogni comune o provincia si ritrova a dover far fronte, ed è lì che i malfattori si insidiano offrendo agevolezze. Cosa possiamo fare noi? Qui è un contesto di cui me ne intendo poco, ma direi di essere più accorti ed interessati all’evoluzione del nostro ambiente, essere altruisti per i nostri nipoti, pronipoti, per chi seppur non conoscendolo è il nostro futuro.

Purtroppo viviamo in una realtà dove la tecnologia e l’essere il cardine di se stessi ci assoggetta, in verità come il film Lucy è il tempo l’unità di misura e se il nostro tempo non lo sfruttiamo bene, cosa resta? Per rivolgermi al film, tutta la nostra esistenza si basa sul tramandare, quindi come ci sono stati grandi figure o secoli, anni, eventi per la nostra storia, perché non diventare noi parte della storia con il vivere qualcosa di migliore per il domani di coloro che saranno la nostra progenie?

Non mi resta che concludere dandovi appuntamento a domani con la recensione del romanzo! 😘

Michy
(Blogger Sognare)


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