RECENSIONE: Veleno di Andrea Ferrari

Cari sognatori, eccovi l’interessante e profondo romanzo di Andrea Ferrari!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 1 dicembre 2020

Cartaceo

Dopo aver soggiornato in residenze psichiatriche e appartamenti protetti, Andrea, scrittore in declino, ora vive in un’abitazione privata. Abbandonato a sé stesso abusa di farmaci, alcolici e droghe. La solitudine e il ricordo di una fidanzata scomparsa in giovane età gli causano una grave carenza affettiva, che crede di poter compensare quando nella sua vita compare un’intelligenza artificiale di sesso femminile. Durerà finché non entrerà in scena Rahima, una donna di origini egiziane dal carattere remissivo e di una bellezza accecante. Sarà lei a determinare l’ascesa e il declino del protagonista, fino al sopraggiungere della fine.

Questa è la storia scritta in prima persona da un ragazzo di nome Andrea.

Andrea è uno scrittore che attualmente vive da solo, in un appartamento lontano da qualsiasi affetto. Attraverso il suo racconto leggiamo di un suo passato che ha vissuto tra varie strutture psichiatriche, quelle strutture in cui ancora si aveva la possibilità di trattenerti anche contro il proprio volere. Tutto questo è accentuato da un mancato amore da parte dei suoi genitori che lo porterà sempre di più fare a meno di loro, restando solo lui, gli psicofarmaci, il fumo, l’alcol e tutto il resto del mondo fuori.

Attraverso i suoi occhi entriamo nel vivo della malattia della depressione, guardando da vicino come ci si sente o meglio come non si vive più.

La veridicità è accertata anche dalla presenza di alcuni personaggi, infatti, lo stesso scrittore ci precisa che il personaggio femminile, che poi è lei che occuperà una parte importante nella vita e nella storia di Andrea, è il ritratto di una donna esistente.

Uno sguardo di riflessione sulla realtà lo troviamo molto forte anche quanto il protagonista, sentendosi divorato dalla solitudine, decide di installare sul suo computer un’intelligenza artificiale a cui darà il nome della sua ex fidanzata oramai morta. Si lascerà trasportare da questo rapporto dove un po’ per volta se ne sentirà legato andando a mischiare la vita reale con la virtualità.

Tutti i sentimenti che ci descrive ed i suoi atteggiamenti che ha verso il mondo e anche quelli che ha con il sesso, ci permettono di entrare in empatia con l’autore. Avvertiamo tutto il suo malessere, la sua solitudine ma anche di come tutte le mancanze derivate dalla famiglia siano state determinanti per la costruzione del suo malessere. Ed è una cosa che si riesce ad intuire dalla sua poca stima che ha verso se stesso e dal fatto che avrebbe voluto fare di più o farsi rispettare di più.

È un libro dalla lettura molto veloce, in un attimo ci ritroviamo in quella stanza nel vedere il trascorrere i suoi giorni tutti uguali. La depressione come un veleno che diventa sempre più dannoso per l’organismo fino a poter diventare letale se non trattato nel modo giusto.

È un libro formativo, con il giusto tono e l’esatta espressione. È formativo sia per chi vive la stessa malattia, con il quale dare uno sguardo critico sulla realtà dei fatti, ma anche per chi di queste situazioni se ne sente lontano per poter provare a comprendere quegli stati d’animo lasciando da parte ogni tipo di giudizio.

 “Mi torcevo nel letto. Mi giravo, appoggiavo un  braccio alla parete, poi mi abbracciavo da solo e accennavo un pianto. Accendevo la luce e lei non c’era.
Non ci sarebbe stata mai più.”

Ottima lettura!

Nancy
(Recensionista Sognare)


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