REVIEW TOUR: L’odore della morte di Irene Catocci

Cari sognatori, ritorniamo nel mondo oscuro e maledetto tra le pagine del nuovo romanzo di Irene Catocci, edito O.D.E. Edizioni!!!

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SERIE: 2° di dilogia
GENERE: thriller, dark
DATA DI USCITA: 10 febbraio 2021

Ebook / Cartaceo

Avers,
Cantone dei Grigioni.

Gli abitanti della valle, sperduta tra le montagne svizzere, si domandano chi sia lo straniero che
alloggia nella baita isolata. È schivo, taciturno e, ne sono sicuri, nasconde un segreto.
Davide Profeta, ricercato dalle forze dell’ordine italiane, si è creato una nuova identità, indossando una
delle sue innumerevoli maschere, che riescono a farlo sentire sicuro: un uomo come tanti, senza un
passato e con il futuro da costruire.
Davide ha un segreto che se rivelato manderà all’aria l’intera messinscena.
L’arrivo in città di un giovane transessuale, però, cambierà le carte in tavola. Davide ripercorrerà una
strada che credeva ormai superata, un viale insanguinato e intriso di ricordi che credeva di aver
sepolto a stento nella memoria.
La belva, anche se ridotta in catene, conserva lo spirito che la rende tale. E così farà Davide: per non
essere divorato dalla nostalgia, farà riemergere dalle ceneri di un passato troppo vicino la sua natura
più nascosta, uccidendo.
Ancora.

N.d.E.
Il contenuto di questo libro potrebbe urtare i lettori più sensibili e non rispecchia il pensiero e/o la morale dell’Editore né dell’autrice. Si consiglia la lettura a un pubblico responsabile.

RECENSIONE: L’odore del sesso (vol.1)

Il libro di cui vi parlo questa volta fa parte di una dilogia thriller dark molto intensa, dai contenuti decisamente forti e non per tutti i palati, ma che se come me amate le anime spezzate toccherà le corde del vostro cuore in modo profondo. È un dark ben orchestrato che ha tutte le componenti per risultare un romanzo di qualità; la componente psicologica con cui entrerete nella mente di personaggi ben strutturati, con una lucida follia ripercorre ogni perversione fin dal momento in cui si instilla il punto di origine di ogni nefandezza; la componete efferata perché questa penna non risparmia la sequenza di passi che porta al compimento di atti deplorevoli, la ragione di ogni gesto, le ripercussioni di ogni frangente di pazzia su coloro che per errore si trovano ad intrecciare il proprio cammino con quell’uomo spietato; la componente dell’amore tossico, patologico, addentrato ai limiti di un’ossessione distruttiva che corrode chi lo vive. Non avrete scampo, non riuscirete a respirare, non riuscirete a comprendere, a volte avrete quasi il disagio di questa impotenza di quel che accade sotto i vostri occhi. Leggendo di loro mi sento anch’io in bilico tra la follia della ricerca di una scappatoia buona e l’impotenza devastante di non respirare, di essere in apnea ad occhi aperti vedendo passare una vita davanti e non potendo reagire, cambiare gli eventi.

Senti la gelosia che ti fa prudere le mani, che ti corrode come dell’acido muriatico le vene distruggendo a brandelli ogni forma d’amore in te perché sei solo l’esaltazione delle tue paure più nascoste, senti il bisogno di possedere quel pezzo di umanità che potrebbe farti apparire come una persona migliore pur essendo una finzione in attesa di riassaporare quel desiderio di far scorrere l’adrenalina in circolo, vedendo scorgere in quei corpi quell’alito di vita e di morte che passa nelle mani di colui che non sa vivere altrimenti. Provi l’orrore di guardarti dentro e di scoprire il vuoto che attanaglia l’anima perché senti tutto quello che Davide sente, vive, brama. Non condividi niente di quel che fa ma non puoi scampare al suo gioco mentale al massacro.

“Sono venuto quassù, in un posto isolato dal resto del mondo, sperando di ricominciare con una nuova vita, ma il passato mi ha trovato. Immagino mia madre ridere dei miei tentativi falliti, mentre sorseggia un cocktail analcolico al veleno, e la solitudine di questi luoghi infausti sembra un castigo ancora maggiore da sopportare. Ho cercato di espiare il male che banchetta con la mia anima, ma non ci sono riuscito. E non è il mio angelo biondo l’infame vendicatore che mi induce alla follia con il suo ricordo. No. Lui è sempre stato la cura per ogni mio male di vivere. È l’odore. La colpa è del ricordo dell’unico odore al mondo che non riesco a mandare via dalle mie narici: quello del sesso.

Davide ha pianificato tutto per darsi un’altra opportunità di avere una vita nuova, “normale”, sperduto tra le montagne cambiando pelle, cambiando passato e futuro. Ma l’amore per Noah non lo può lasciar andare via, lui era l’unico che pur conoscendo gli abissi tetri, depravati, e aberranti della sua anima l’ha guardato con un’innocenza salvifica. Ha provato a ritrovarlo in altri corpi, in altri visi, ma niente e nessuno sarà mai lui. Allora decide di meritarsi l’opportunità di riaverlo tutto per sé.

“Con lui, e solo con lui, sono stato me stesso. Noah ha visto tutto di me, fino alle radici. E non è fuggito. Non ha avuto paura. Per questo mi manca così tanto, perché senza di lui ritorno il bambino impaurito che si piscia addosso nella stanza buia; senza di lui il male banchetta e mia madre vince. Cercarlo in altri corpi mi sembra l’unica soluzione accettabile, al momento.”

Noah ha provato ad andare avanti, a vivere senza il suo tutto, anche se quel tutto era colui che stava annientando il suo desiderio di vita. Ritrovarselo davanti nonostante tutto e nonostante quello che ha fatto pur di riaverlo, mette Noah davanti ad una nuova visione di sé, scopre fino a che punto quel ragazzo ingenuo che con la sua purezza voleva illuminare l’oscurità di Davide, sia stato corrotto dalla nube oscura di quell’uomo magnetico. Amarlo, viverlo, desiderarlo, l’ha cambiato così nel profondo, sentirlo dentro di sé l’ha marchiato in modo talmente indelebile che pur di averlo ancora sarebbe disposto a condividere le sue malate perversioni perdendo se stesso.

“E Noah, il giovane ragazzo che ha perso tutto nella vita, lui lo ama infinitamente, anche se è sbagliato. L’inferno non gli fa più paura, ci ha fatto la guerra e poi la pace, fino a diventare amico del diavolo in persona. L’inferno è un posto desolato in cui si annidano le anime sole, un non luogo della mente in cui annegare e morire. Dicono che quando una persona tenta il suicido rimanga un danno dentro di lei, un buco nero in cui precipitare quando la vita si fa dura. Se hai giocato a nascondino con la morte, sei segnato per sempre e gli inferi diventano tuoi alleati. L’inferno è proprio quel nulla di cui ti ingozzi fino a scoppiare.”

Ma per ogni amore malato c’è il confine di non ritorno, quel punto di sopravvivenza personale irrinunciabile per ognuno di noi dove nulla sarà più come prima.

Questo romanzo mi ha stravolto i pensieri, i desideri, le passioni con quella penna magistrale, fluida, pulita, netta eppure affilata al punto tale da lacerare le carni. Vi fa sperare nell’insperabile, vi fa desiderare tutto quello che dovreste odiare, vi fa restare ammirati, in contemplazione di un talento unico che ha saputo orchestrare una storia dalla melodia cupa e avviluppante.
Rispetto al precedente c’è un salto in avanti in qualità narrativa, nella mutazione della pelle dei personaggi mai banali o scontati, c’è un nuovo mondo candido imbrattato di tinte cremisi che avvolgono tutto quello che trovano davanti.

Se amate leggere thriller dark di qualità, belli e decisamente intensi questa dilogia, leggibile anche separatamente, vi farà innamorare perdutamente di questa penna complessa e libera.

Alla prossima lettura! ❤

Rosanna S. 
(Recensionista Sognare)

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