RECENSIONE: Come un faro nella notte di Maria Katja Raganato

Cari sognatori, perdetevi nella magia del Salento nel romanzo di Maria Katja Raganato, edito PAV Edizioni!!!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 25 luglio 2020

Ebook / Cartaceo

Un’antica casa nel centro storico di Gallipoli, nelle cui viuzze si respira l’odore frizzante della salsedine, che si mescola agli intensi aromi della cucina tipica salentina, fa da palcoscenico a diversi personaggi.
Una giovane che, giunta alla soglia del suo trentacinquesimo anno di età, decide di dare una svolta ad un’esistenza piatta, lasciando un lavoro che non la gratifica e trasferendosi in un’altra città.
Un artista di strada claudicante e bellissimo, tanto da sembrare un angelo appena caduto dal cielo, con un passato ingombrante da dimenticare, che dopo un lungo girovagare per l’Italia, ha fatto di un faro abbandonato il proprio rifugio.
Il rampollo di un’importante famiglia di produttori di vini, dotato di grande fascino e idolatrato dalle donne. Un misterioso vecchio, venuto dal Nord, alla ricerca delle proprie radici e di una ragione per vivere.
E poi un pasticcere imbranato, una ragazza impacciata in conflitto con la propria immagine, due anziani coniugi, custodi di una dimora storica e del suo lussureggiante giardino pensile e un vetusto rigattiere, depositario di un’arte ormai perduta: la capacità di riparare vecchi oggetti, rimettendoli a nuovo. Cosa può accomunare un gruppo di persone così eterogeneo?
I protagonisti del libro si potrebbero definire dei cercatori di felicità. Essi si sono “smarriti” e si mettono in cammino, compiendo un viaggio fisico ed interiore, per ritrovare se stessi.
Una storia di rinascita, un romanzo corale, a ritmo di jazz, di pizzica e di brani vintage, in cui le strade di tanti individui si incrociano e si intrecciano tra loro, come fili di un ordito e di una trama misteriosa.
Quest’incontro inciderà sulle loro esistenze, cambiandole profondamente.

Quel luogo che l’aveva vista giocare da bambina, ora la ritrova adulta…
Annalena, ma per tutti Lena, una giovane donna single che all’età di trentacinque anni decide di rivoluzionare la propria vita.

Lena, dopo l’università lavora in un ufficio dove la vita non è proprio facile, deve convivere con colleghe che se possono metterti i bastoni tra le ruote sono le prime e in un momento di crisi è obbligata a cambiare vita.
All’inizio, dicendo una bugia a sua mamma, va a Gallipoli nella casa che hanno appena ereditato, che era appartenuta a sua zia Elvira. Che cosa succederà?
Quando arriva fa la conoscenza subito dei vecchi custodi della casa, il signor Subastino Verri e sua moglie Agata; due persone adorabili che aiuteranno Lena nel suo futuro progetto. Infatti in loro ritrova una seconda famiglia, un appoggio nei momenti di difficoltà.

“Possibile che una ragazza responsabile, riflessiva e concreta, di colpo sia divenuta una sprovveduta avventuriera? Che dietro a questo repentino mutamento ci sia un uomo capace di farla perdere completamente la testa?”

In primis, i genitori di Lena non sono molto contenti della strada che la figlia sta per percorrere ma riusciranno a sostenerla ed essere gioiosi nel vedere la figlia finalmente felice.
A Gallipoli per la nostra protagonista gli incontri non sono finiti, farà la conoscenza di due ragazzi opposti ma allo stesso tempo entrambi intriganti.
Il primo è un uomo dai modi gentili, romantici che gli dà delle attenzioni che non aveva mai ricevuto dagli altri uomini in passato nel mentre incontra il secondo dagli occhi che la catturano e con il fisico di un “marinaio”.
Chi dei due uomini farà battere il cuore a Lena? Riuscirà a trovare la sua dimensione a Gallipoli?

“Ma non aveva giurato a se stessa che non avrebbe più sofferto per amore? Non si era ripromessa che non avrebbe mai più combattuto battaglie già perse in partenza? E…”

Un libro che si legge tutto d’un fiato, l’ho letto in un giorno, scritto in modo fluido che ti cattura capitolo dopo capitolo. Diciamo che la villa di zia Elvira è il fulcro della storia, dove piano piano si uniscono e arrivano, chi a rifugiarsi, chi a curare le proprie ferite o chi cerca risposte dal passato.
Se la vita sarebbe così saremmo tutti felici, invece dobbiamo sempre affrontare momenti difficili… però se abbiamo vicino persone con un grande cuore, anche le difficoltà si trasformano in momenti gioiosi.

“ – Finalmente i due fidanzati si ricongiungono -, dice lei, sospirando, e aggiunge: – se solo si potessero aggiustare anche le vite delle persone, con la stessa facilità con cui lei riesce a riparare gli oggetti. – ”
Si riferiscono a un carillon appartenuto alla zia.

Questo è un libro pieno di speranza che si immerge nella bella Gallipoli. Un racconto capace di farti vibrare le corde del cuore e ritornare a vivere!

PS: Purtroppo non sono ancora mai stata a Gallipoli, ma dalle magnifiche descrizioni, appena sarà possibile, non vedo l’ora di visitarla e perdermi tra le viuzze della parte antica! ❤

Kikka 
(Recensionista Sognare)

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