REVIEW PARTY: Cyberpunk. Antologia assoluta di Gibson, Stephenson e Sterling

Cari sognatori, eccovi la pietra miliare antologica del mondo fantascientifico, edito Mondadori!!!

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GENERE: fantascienza, antologia
DATA DI USCITA: 9 febbraio 2021

Ebook / Cartaceo

Cos’è il cyberpunk?  Per scoprirlo, niente di meglio di questo volume  che contiene i romanzi di culto dei tre più acclamati autori del genere (“Neuromante” di William Gibson, “Snow Crash” di Neal Stephenson e “La matrice spezzata” di Bruce Sterling) oltre alla più leggendaria antologia “Mirrorshades”, vera pietra miliare nella storia della letteratura sci-fi. Il tutto accompagnato da una introduzione di Sterling.

Questa antologia dà spazio e lustro ad una corrente libresca di nicchia, di cui gli appassionati ne saranno entusiasti e straordinariamente coinvolti, apre la mente a delle realtà estreme/futuristiche dove la rivoluzione tecnologica è stata smodata e portata all’eccesso in un risvolto negativo. In tutti e tre i racconti principali la base sociale è fatta di fazioni o famiglie che si basano su soldi ed illegalità, al contempo il fulcro sta nella tecnologia, realtà cibernetica, metaverso, robot, androidi.

Ad introdurci al romanzo un’intensa è interessante prefazione a cura di Bruce Sterling, un ex teorico di questo “movimento“ letterario, di cui egli stesso ne è stato partecipe fin dagli albori. Bruce in modo semplice e con occhio critico struttura i lettori non solo di come sia nato tutto ciò, ma anche dello stile narrativo ed innovativo utilizzato all’interno degli scritti dedicati a questo genere. Lo stile Cyberpunk è esso stesso un contradditorio sia come la derivazione stessa della parola ma anche nelle storie stesse create dove si va ad enfatizzare, esaltare luoghi ipotetici fantascientifici, attraverso…

“Nel lessico specifico del cyberpunk, questi trucchi di scrittura sono detti “crammed prose” (“prosa sovraccarica”), “eyeball kicks” ( sballi ottici”) e “inventory of perception” (“ inventario della percezione”). Questi tre schemi costituivano la nostra innovazione stilistica in quanto movimento letterario: non erano gli argomenti di cui ci occupavamo (benché fossimo sempre ansiosi di parlare di nuovi temi), ma il modo in cui i cyberpunk decidevano di occuparsene”.

Diciamo che parallelamente porta al lettore una parte biografica della sua vita, dove con l’evoluzione negli anni ’80 di questo stile, ti trasporta ad esperienze dirette con untori, come lo stesso impatto nel vissuto “privato”, da sottolineare che questi scrittori americani non erano lo stereotipo stilistico del punk, ma ben più con le loro idee, racconti, idealizzazioni estreme e surreali, era di base la stessa rivoluzione al canone del classicismo culturale. Molti di noi conoscono soprattutto questo stile attraverso la filmologia, uno infatti citato dallo stesso Bruce è Blade Runner di Ridley Scott, ma anche il reparto fumettistico non è sguarnita di brand “cult”, al contempo questo stile vi ha avuto varie derivazioni diversificate, dettate soprattutto dallo stile di vita dello scrittore. Ogni scrittore/scrittrice di questo stile porta ad esaltare ed a riportare attraverso le loro storie delle sofferenze interiori, che trasportate in un universo distopico, futuristico portano allo stremo le problematiche esistenziali e socio politiche della nostra stessa realtà.
Però come qualsiasi movimento ha visto il suo boom e la sua decadenza portando questi testi ad entrare di diritto nel classicismo/storico del genere, questo volume ne è la prova e più di tutto un vero onore che sia stato creato in esclusiva per noi italiani.

Adesso entriamo nello specifico di queste pagine attraverso i suoi racconti.

Il primo scritto in cui andiamo ad inoltraci è della penna di William Gibson dal titolo Neuromante.
Questa particolare storia ci trasporta in un futuro non completamente definito, dove passato e futuro, si fondono creando un mix bislacco e implicito. Fin dal principio ci porta a confrontarci con una realtà “immateriale” basata sul cardine societario inter dimensionale e cybertronico, erogo tramite collegamento ad una realtà virtuale. Il nostro protagonista alquanto estremo di personalità, si trova alla deriva di se stesso, fregato dalle sue stesse scelte che lo hanno portato all’impossibilità di collegamento al suo paradiso chiamato cyberspazio. William porta a noi un racconto molto surreale fatto di momenti ed eventi, incontri che porteranno ad una rivoluzione cibernetica dove alla sua creazione vi erano due IA. Questo viaggio ci offre una visione introspettiva sull’esistenza e creazione di queste particolari “entità” dove sono monitorate e assoggettate al volere di una struttura più grande.
Questo racconto fin dal prime battute mi ha portato a confrontarmi con una realtà già visionata in diverse pellicole, questo mi fa giungere ad una mia riflessione nel vedere quanta ispirazione abbia portato alle stesse.
Ma la maestria dello scrittore in verità è darti piccole parti di una storia dove la tua curiosità spingerà insistentemente a proseguire, andando poi quasi a riscriversi nella tua testa lasciandoti stordito nel suo finale.

In Snow Crash di Neal Stepheson ci troviamo un una realtà estrema, per fare un esempio di riferimento di comprensione pensate al film Banlieue 13, solo che a differenza della pellicola che si svolge in un quartiere francese, sull’intero romanzo realtà assoluta. Quindi ecco che abbiamo la Mafia Italiana, i narcotrafficanti, la Town Giapponese, ecc… Ma ciò che è più importante è che c’è una seconda realtà ed è il Metaverso, questa realtà virtuale che è un vero e proprio mondo costruito di base con strutture, strade, luoghi dove ogni persona ci entra e va dove vuole, questo comporta che da ogni capo del mondo, virtualmente ci si può incontrare e/o conoscere gente nuova. Al contempo non modifica la struttura di base economica e questo viene rispecchiano dagli avatar che uno compra e le varie modifiche che uno pone. Tutta la storia è un intreccio forbito che tra le due realtà porta alla luce una rivoluzione particolare, non lesina in descrizioni a 360° surreali e magnetiche, che sanno stupire non poco il lettore. A differenza del primo racconto questo ha una struttura eccelsa, con una trama particolare che dà alla luce tecnologie più peculiari, dai robot ad “entità cibernetiche”, che porta aiuto di ricerca su un mare di bit di informazioni passate, parallelamente riscrive la nostra storia, poiché basandosi su veri studi va a creare un’evoluzione estrema di correnti, quasi sette. È interessante infatti come la religiosità e la storia di Babilonia porti al fulcro di un intricato piano, al contempo le situazioni e vicende che si susseguono arrivano quasi al caos, al far west, per non parlare dell’innesto della biochimica robotica, ma anche il concetto virus che si diversifica e si evolve.
Da queste pagine vi hanno tratto spunto particolari pellicole che ognuna a modo suo da un concetto ne ha fatto un’evoluzione particolareggiata.

In La matrice spezzata di Bruce Sterling si va più in verità a leggere quasi una biografia della vicenda del nostro protagonista, che ci trasporta e ci parla della sua evoluzione in questo mondo estremo.
La storia si basa soprattutto sul punto fantascientifico dove troviamo un sistema che con gli anni si è talmente aggrovigliato che porta l’evoluzione di vari fattori, anche quelli nella vita del nostro protagonista, fin dal prologo dove ci spiega a grandi linee cosa scaturirà il viaggio che farà in seguito Lindsay.
Qui ci si concentra di più su divisioni politiche racchiuse in tre facce, ponendo all’eccesso la classe sociale.
È interessante come porti da un “vissuto classico” ad una evoluzione/rivoluzione tecnologica.
Le superpotenze di questo racconto sono due: Mechanist e Plasmatrice, mentre la popolazione è divisa in due fazioni: la plebe ribelle e la ricca aristocrazia. Mentre i vecchi Radicali hanno il potere all’interno degli ospedali e fanno uso di Hardware Mechanist, che così facendo i debiti aumentano e ben presto la Repubblica diventerà uno stato cliente della Mechanist, i plasmatori invece derubano i giovani dei loro diritti di nascita.
In questo breve racconto attraverso la vita di Lindsay si scopre non solo la struttura di base, ma anche come vi sia un’evoluzione estrema a tratti contraddittoria, diciamo che sembra essere come in Star Trek.

Questa antologia particolareggiata cela in sé gemme particolari non solo attraverso questi tre racconti di cui vi ho parlato, ma anche nelle brevi storie racchiuse nella sua quarta parte intitolata Mirrorshades e che racchiude racconti proto-cyberpunk. Essi rappresentano gli albori di vari scrittori di questo genere, piccole storie particolari che poi con altri scritti entreranno di rigore in questo movimento letterario, un’etichetta attribuita negli anni e non scelta. Danno spazio a distinte sottocategorie del genere, ma pure come la diversificazione di argomento di base trattato ed evoluto, fino a chiudere con le parole di Francesco Gugliero che porta non solo ad un’analisi del romanzo in sé, ma anche particolari spunti di riflessione in riferimento alla nostra attualità.

Per concludere dopo questa “dettagliata lista” di contenuti, ritengo questa antologia una pietra miliare letteraria di grande rispetto, una lettura che richiede tempo ed attenzione per apprezzarla appieno, io stessa mi sono sconsolata alla fine di averne parlato in modo approssimativo, cercando di darvi le informazioni base per così dire. Ci sarebbe in verità da farci un’analisi attenta, dove i concetti innestati all’interno delle pagine innescherebbero a mio parere una forbita e florida discussione di interpretazione diversificata di più pareri e punti di vista.

C’è da notare che seppur di fatto ci sia l’esaltazione estrema di più realtà, di base nel profondo rispecchia la verità assodata della nostra stessa realtà, dove ora questa pandemia Covid-19 fa ancora più sentire la diversità di classi sociali, al contempo se ben guardiamo, seppur non vi è un vero e proprio universo cibernetico, i vari social che attualmente utilizziamo non sono così diversi a ben vedere. Infatti sta di fatto che esattamente un anno fa, all’inizio di tutto ecco che attraverso i social si è estesa la comunicazione da più fronti e punti diversi, ma al contempo quello che doveva essere un’unione comune a dir la verità, di fatto ha portato a disunione per certi versi, dove ognuno non vede propriamente oltre il “suo orticello”.

Ma perché parlarne rispetto a questo romanzo?! Semplice.. esso cela e parla di tutto questo, ma anche di più… queste storie irreali, assurde, fantascientifiche partono da un nostro passato vero, dove negli anni ’80 vi è la nascita e che portano all’occhio e visione un filone evolutivo che attualmente stiamo crescendo. Lo stesso fattore spaziale ne è una riprova, dove attualmente stiamo cercando altri pianeti dove la vita vi possa essere innestata, ma se ciò non fosse possibile ecco che piattaforme spaziali non sarebbero irreali per la nostra sopravvivenza.
Al contempo è una rivoluzione esaltante ed estrema di come la vita potrebbe diventare sempre più schiava di coloro con i soldi, della tecnologia, che rispecchia di fatto il gioco della carota con il coniglio, altresì l’intreccio perfetto di un’evoluzione tecnologica che porta l’incontro e fusione di più campi specialisti, dalla medicina alla finanza, passando per la chimica e la materia di base… Alla fine rispecchia due fattori basici, la voglia di evadere dalla vita reale di tutti i giorni, con un’idealizzazione di una realtà migliore rappresentata nel mondo cibernetico, dove ognuno di noi si può travestire ed essere diverso dal suo io reale. La seconda è il concetto di rivoluzione, la lotta contro coloro che manovrano i fili del controllo della nostra vita, questo porta ad aprirsi vie oscure, illegali di ogni sorta, dove sfuggire al controllo è l’unica cosa che si vuole, non importa il mezzo o il metodo.

Quindi per chiudere, è una lettura particolareggiata che apre la mente, scatena il tuo intelletto, fa per certi versi porti domande esistenziali, al contempo sono storie a senso unico, veicolate da un estremismo ed illegalità assoluti, droghe, armi, furti sono all’ordine di regime, però ecco i personaggi sono complessi e non canoni se così la vogliamo dire, certo rispecchia una problematica entrare in empatia nel completo di loro stessi, ma al contempo attraggono il lettore nel scoprire i filari dei sotterfugi. Diciamo che in certi versi è come trovarsi perennemente dentro ad un gioco o una realtà parallela… ecco che infatti come detto da essi hanno preso spunto moltissime pellicole note che hanno fatto storia nella filmologia, che di base partono da chi ancora precedente a questa corrente letteraria ne è stato il precursore.
Quindi in sé racchiude onore ed innovazione, ne consiglio moltissimo la lettura, attenta, a mente aperta e soprattutto a coloro che come me amano già di fatto questa categoria in pellicola.

Michy
(Blogger Sognare)

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