RECENSIONE: Il colore della pelle di Dawn Blackridge

Cari sognatori, eccovi il toccante e profondo romanzo di Dawn Blackridge!!!

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GENERE: narrativa, contemporaneo
DATA DI USCITA: 30 marzo 2021

Ebook / Cartaceo

Davin Fontenot è figlio illegittimo di un uomo bianco e una donna nera, nel sud degli Stati Uniti. La sua vita non è facile, fin dall’infanzia è stato discriminato dai bianchi perché figlio di una nera e dai neri perché figlio di un bianco.
Questa discriminazione l’ha reso diffidente nei confronti di chiunque e crescendo decide di allontanarsi dall’Alabama e di trasferirsi a San Francisco, essendo stato accettato a Berkeley. Qui incontra Elijah Wilson e la sua vita cambierà drasticamente.
Elijah è un ragazzo dal carattere diametralmente opposto a quello di Davin, è aperto, solare e molto estroverso e, proprio per questo, cercherà in tutti i modi di scalfire la corazza che Davin ha costruito intorno a sé.
Il loro rapporto crescerà, tra alti e bassi, fino ad un evento che trasformerà le esistenze di entrambi, rivoltandole come un calzino.
Affrontare le prove che la vita ci pone di fronte è sempre difficile, soprattutto partendo da quello che molti considerano un handicap, il colore della pelle.

Leggere ha il potere di aiutare ad immedesimarsi nelle cose entrando dal di dentro di eventi, fatti che altrimenti sfuggirebbero dal nostro sguardo sempre presi da altro. E per comprendere la profondità di questo romanzo vi invito a chiudere gli occhi e ad iniziare ad immaginare cosa voglia dire per qualcuno sentirsi sempre fuori posto, quel senso di inadeguatezza che ti attanaglia, quella sensazione di non essere mai voluto al punto che nemmeno chi ti ha generato, ha scelto di restare accanto a te, ma ti ha messo da parte come qualcosa di poco importante. Siamo in anni dove non dovrebbe più contare la differenza tra chi ami, chi scegli di avere al tuo fianco, chi sei eppure non è assolutamente così. A livello culturale c’è un mondo di cose da poter fare affinché questo non accada ma è ancora utopico per certi versi, infatti è doloroso questo senso di estraneità che ancora proviamo verso qualcuno che è diverso da noi, ma poi diverso da chi se abbiamo tutti lo stesso cuore che batte e chiede di essere rispettato e amato.

Questa volta la graffiante penna di quest’autrice ci porta dentro un disagio profondo dato dalla discriminazione razziale. Davin è un ragazzo mulatto nato dall’amore di sua madre verso un uomo bianco che vive il loro rapporto come un qualcosa di cui doversi vergognare non riconoscendo apertamente quel figlio. Davin però è amato incondizionatamente da sua madre e dalla nonna che per lui farebbero di ogni. Sono il suo porto sicuro in un mondo dove è troppo bianco per essere accettato dai neri e troppo nero per essere accettato dai bianchi… Se a questo si aggiunge che ha scoperto di essere gay rende il tutto ancora più complicato.

“Era stupido desiderare che Elijah lo rincorresse, lo prendesse tra le braccia e gli dicesse che non c’era nulla di più importante di lui? E nello stesso tempo volersene allontanare fino a non vederlo mai più? Probabilmente sì. C’erano momenti come quello che stava vivendo in cui si sentiva come uno spettatore esterno che osservava ciò che stava avvenendo. E si giudicava con aria critica, decidendo che in fondo era ancora solo quel ragazzino che non aveva nulla, che nessuno voleva, esattamente come quando era bambino, troppo bianco per i neri e troppo nero per i bianchi. Stava forse esagerando? Probabile, per questo gli serviva del tempo per pensare. Nel profondo di se stesso sapeva di essersi comportato in maniera troppo impulsiva ma lui era fatto così. Ogni cosa lo feriva molto più di quanto ferisse le altre persone, sua nonna glielo diceva sempre che era troppo sensibile, che avrebbe dovuto prendere un po’ più alla leggera quello che il mondo esterno gli poneva davanti ogni giorno, tuttavia lui non sapeva come fare, aveva solo diciannove anni, che si poteva pretendere da un ragazzo di quell’età?”

Le sue insicurezze per tutto quello che il mondo sembra non voler accettare spezzano il suo io al punto da sentirsi annichilito dalla paura di essere costantemente abbandonato e messo da parte. L’unica cosa che lo appaga è studiare dove riesce con estremo profitto.

“Solo chi ti ama sa come spogliarti e di solito inizia dalle tue paure. Ed era quello che faceva Elijah con lui. Non lasciarti giudicare, neppure dallo specchio”

Lo incontriamo diciannovenne appena approdato al Campus, in una nuova città dove spera che a poterlo definire non sia il colore della sua pelle ma la sua voglia di fare… ma quello che non si aspetta è che qui è dove incontrerà colui che cambierà completamente la sua vita.

Elijah è un uragano di emozioni troppo belle da vivere, è un ragazzo aperto alla vita che sogna di diventare giornalista presso una testata prestigiosa. È attratto dalla curiosità di voler conoscere quel ragazzo che se ne sta sempre chiuso nel suo mondo isolato da tutti, dagli occhi che lo catturano e commuovono nel profondo. Abbattere quei muri emotivi in cui Davin si è corazzato non è facile ma chi ti ama, ama le tue fragilità e ti aiuta ad abbatterle con tatto e premura.

«Mi hai salvato la vita,» bisbigliò. «La mia non avrebbe avuto senso senza di te,» rispose Elijah.

Il loro amore è speciale, unico, ma tanto reale perché questa penna non scrive mai di amori idealizzati, anzi racconta la vita quella vera, con personaggi che sanno sbagliare mostrandosi, fragili, impotenti, ma che sanno al tempo stesso ricostruirsi passo passo.

È un amore che racconta una vita intera, una vita ricca di cadute, di risalite, di ripartenze ma soprattutto ricca della voglia di esserci l’uno per l’altro qualsiasi cosa accada, fatta di presenza, di premura di delicatezza di rispetto, ma anche di infinita passione per questa cosa bella che Dio ha donato loro di vivere.

E’ un romanzo maturo, consapevole, che racconta la vita così com’è con quegli attimi, come quelle spinte al momento giusto che spezzano il respiro per poi riportarti a vette eccelse.
È un romanzo dolce, intenso, che vi farà amare profondamente questi personaggi così veri.

Tutti noi possiamo fare qualcosa per poter annullare quelle distanze che mettiamo verso chi ci appare diverso, ma che chiede solo di essere guardato con il cuore e non con il pregiudizio sciocco di chi crede di conoscere qualcosa che nemmeno s’immagina per davvero cosa sia. E come ho detto all’inizio i romanzi hanno questo potere di annullare le distanze attraverso l’immedesimazione e l’empatia. Lasciatevi cullare da quest’amore che tutti noi sogniamo di poter vivere nella vita.

Alla prossima lettura! ❤

Rosanna S. 
(Recensionista Sognare)

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