REVIEW PARTY: Rinascita. Storie di donne di Silvestra Sorbera

Cari sognatori, eccovi la raccolta di racconti di Silvestra Sorbera dedicata alla grande forza delle donne!!!

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GENERE: narrativa, contemporaneo, racconti
DATA DI USCITA: 27 aprile 2021

Ebook / Cartaceo 

Quattro storie, quattro donne forti che vivono in epoche diverse e combattono, ciascuna a suo modo, per essere libere. Da Rosa che negli anni ’40 viene distrutta da un sistema di regole e tradizioni che non le permettono di vivere la propria vita, fino a Piera, che negli anni ’70 vive in maniera anticonvenzionale pagandone le conseguenze sulla sua pelle. Tra le due, Mita e Sicilia, che invece hanno vinto la propria battaglia contro le convenzioni che le avrebbero volute sottomesse, conducendo infine l’esistenza avevano desiderato. Uno spaccato della vita dell’Italia e della Sicilia in un periodo storico sicuramente difficile durante il quale le quattro protagoniste incarnano i desideri e la lotta di tutte le donne per il diritto all’autodeterminazione.

Sono pagine intrise di tracce indelebili di vite diverse, accomunate tutte dalla durezza dell’essere donna, quattro vite che calcano la storia ed i cambiamenti dove però la cultura retrograda dell’esposizione dettata fin dalla nascita pesa sul cuore del lettore, traccia un solco profondo nell’animo e fa riflettere e disquisire con la tua mente.

Tutte le storie sono accomunate dal ripercorrere il viale dei ricordi, che in “sezioni” distinte di vita e anni portano alle rivoluzione femminile, ma che pure come la dura a volte arida terra della Sicilia è assoggetta dal classicismo dove le donne devono sottostare all’uomo. Esse sono le tenutarie della casa, partoriscono e crescono la prole, soddisfano i capricci del marito e devono sottostare ad ogni sua scelta o ordine, ed è proprio dal più duro degli anni che si avvia il primo racconto…

La storia di Rosa, una suora dove l’abito vi è stato imposto, morta agli occhi esterni, etichettata per il disonore di Amare, che ha dovuto obbedire alle imposizioni di un fratello fascista, manesco, legato a doppio filo alla sua divisa ed al suo onore.
Mentre nel secondo racconto siamo pervasi dal senso di solitudine, dell’assenza improvvisa di colei che per più di metà secolo è stata il cardine della vita di un uomo che attraverso i ricordi tra momenti felici, battaglie familiari, la guerra è il lavorare duro della terra, ci fa conoscere una donna dolce ed il loro grande Amore.

Sicilia invece è un racconto dolce amaro, tenero, di come una madre racconti alla gioia la forza di lotta ed intelligenza della nonna, che se pure ormai mancata da tempo ella la faccia conoscere, fin da quando era bambina. Attraverso scorci del passato di una donna ribelle che nell’animo agognava la libertà, una figlia poco più che mezzana, che cresce proprio nel periodo delle rivoluzioni studentesche, delle lotte per l’affermazione femminile e per avere la facoltà di decidere lei stessa del suo futuro e dell’amore.
Con La guerra di Piera schiaccia il cuore dove la scelta dettata dall’Amore per l’uomo “sbagliato” la porta li dove ormai al limitare della vita in un letto di ospedale, ai giorni più o meno nostri, le sole persone con cui parlare sono una suora ed una infermiera, che ascoltano rapite, a volte con giudizio, le scelte dettate dal cuore, tra gioie e dolori.

Devo dire che la scrittrice ha saputo portare a noi un’opera che con semplicità ma forte di argomenti spinosi mi ha legato il cuore, che attraverso la storia di eventi veri fa comprendere la durezza della vita e del pregiudizio dettato da una educazione rigida d’altri tempi. Tempi vincolati da tanti tabù, relegati ad una vita fatta di accondiscendere a regole patriarcali o comunque sessiste, che anche con il passare degli anni e l’evoluzione sociale permangono come insegnamenti ai figli, soprattutto maschi, a riportare avanti ciò nella loro stessa famiglia poi creatasi. Purtroppo ciò porta a trovarsi di fronte a situazione che per me donna della mia generazione possono risultare surreali, ma che le nostre nonne o bisnonne possono tranquillamente confermare, di come prima della guerra ciò che succede a Rosa possa ben essere veritiero. Di come la vita di Mina e Biagio che hanno vissuto gli anni duri della guerra siano stati vincolati da vari step da seguire prima di potersi sposare, del duro lavoro della terra, di come tutto venisse fatto in casa, l’arrivo degli americani, le lotte di accettazione per i suoceri di un futuro genero mai all’altezza, di quel poco che c’era ma che si faceva bastare e si ringraziava di averlo.

Con Sicilia in verità è più la svolta sociale e di ribellione a cui si punta, di come la società si evolve, ma che i vecchi insegnamenti siano duri a morire, di come la diversità di una figlia rispetto alle altre sorelle sia vista come la portatrice di disgrazia, la pecora nera, ma è la sua forza d’animo ed il mai demordere che veramente portano a noi la sua storia, seppur a tratti deve stare a i compromessi genitoriali retrogradi o aguzzare l’ingegno. Ma è la vita di Piera per me la più amara di tutte alla fine, poiché seppure le altre sono dure soprattutto per Rosa, un vero inferno, in questo ultimo racconto si è schiacciati e soffocati dal pregiudizio, da una società vincolante che impone delle scelte ardue. Non che questo possa giustificare sinceramente per me le scelte fatte da Lino, ma però rispecchia quanto i sacrifici genitoriali abbiano un peso poi nel futuro, al contempo è da condannare la famiglia di Piera, ottusa nella sua mente portando ad imposizioni pesanti ed aberranti. Infatti Piera seppure rispecchi il pieno evoluzionismo femminile, non resta immune dalle imposizioni maschiliste.

I tempi non erano cambiati poi molto dal dopoguerra: una donna senza marito non poteva ancora decidere autonomamente del suo corpo e della sua vita, e una donna sposata doveva comunque chiedere il permesso.

Questo estratto rappresenta appieno il senso di queste pagine, e di che lotte giorno dopo giorno le protagoniste abbiano dovuto affrontare. Ultima chicca è come ogni inizio storia sia corredato da frasi di canzoni completamente dedicate a noi, parole belle e importanti di cantanti conosciuti e rinomati da tutti… la mia preferita è quella a inizio libro di cui ora vi lascio le parole, consigliando di leggerlo, soprattutto a tutte le donne!

“Cambia il vento ma noi no
E se ci trasformiamo un po’
È per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi”
Quello che le donne non dicono – Fiorella Mannoia

Michy
(Blogger Sognare)

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