RECENSIONE: La duchessa e il boss. All’ombra del Vesuvio (Italia ’50, vol.2) di Marianna Vidal

Cari sognatori, innamoratevi di questo bellissimo romanzo di Marianna Vidal!!!

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SERIE: Italia ’50, vol.2 
GENERE:
romance, storico 
DATA DI USCITA: 20 febbraio 2021 

Ebook / Cartaceo
AUTOCONCLUSIVO 

Napoli, 1958
All’ombra del Vesuvio si muovono mondi molto diversi.

Francesco appartiene a quello oscuro, a metà tra la malavita e la legalità. Lucrezia, al suo opposto, è la luce.
Cresciuta in convento, la duchessa Lucrezia D’Acquaviva D’Albino non immagina certo che lasciando le sicure mura della Santissima Annunziata finirà tra le braccia del boss Francesco Fonseca, condannata a una promessa infranta e a una vita lontana dai suoi desideri.
Eppure quell’uomo ha un modo di guardarla che la turba, la confonde e la attira, nonostante sia il figlio del demonio…
Francesco si è sempre mosso tra luci e ombre, come la sua Napoli. Cresciuto in un bordello e subentrato al boss Gennaro Fonseca, di donne ne ha quante ne vuole, ma quando i suoi occhi incrociano quella stramba figura, dai lunghi capelli rossi e le iridi di un blu cobalto, non ha altro desiderio che farla cadere nella sua rete, anche se per averla dovrà mentire, corrompere e ricattare.
Ma lei lo potrà mai amare?
Secondo volume della serie Italia ’50 è un romanzo autoconclusivo che può essere letto indipendentemente dal primo. 
“ «Tu bella, irreprensibile e perfetta, cosa avresti potuto pensare di me?».

È questo che Maria, la suora novizia del Convento della Santissima Annunziata dove è cresciuta Lucrezia, quello che pensa della Duchessa D’Acquaviva D’Albino, ma è anche il pensiero che accomuna tutti gli altri.
Lucrezia è una giovane donna di diciannove anni, ricchissima, bellissima, con un’educazione ed un’etichetta da far impallidire chiunque, e tutti incontrandola ne rimangono estasiati.

“ Fu allora che l’ospite indesiderato si voltò, girando su se stesso, mentre
seguiva la direzione di quel dito.
Così Lucrezia poté finalmente scorgerlo in
viso. Sobbalzò, portandosi una mano al petto per lo stupore.
Non doveva avere molti più anni di lei e contrariamente a quello che le aveva detto Maria, non sembrava affatto un demonio, ma un angelo.
Alcuni riccioli gli ricadevano sulla fronte alta e spaziosa in un ovale regolare, in cui spiccavano due grandi e intensi occhi azzurri, che brillavano divertiti. Quanto al resto, più che un delinquente, sembrava un aristocratico, con la bocca carnosa e il naso affilato.
«Guarda, guarda chi si vede!», esclamò a un tratto il giovane, mettendola a fuoco e avanzando verso di lei.
Lucrezia non si mosse, con lo sguardo fisso su quell’uomo irriverente che, a
pochi passi da lei, le chiese: «Sei la figlia del diavolo?».
Si sentì arrossire suo malgrado, ma non abbassò lo sguardo. Non aveva nulla di cui vergognarsi. «Ti è concesso stare a capo scoperto con quei capelli?», le domandò, imperterrito, indicando con il mento i fili rossi che le erano sfuggiti dalla severa crocchia dietro il capo.
«Lucrezia non è una suora», lo informò Maria, ottenendo una gomitata nel
fianco e un’occhiata truce.
«Ora capisco», realizzò il giovane, continuando a scrutarla con attenzione,
per poi schiudere le labbra in un sorriso. “

Ed è nell’ultimo giorno di Don Pasquale al convento che Lucrezia incontra Francesco Fonseca, detto il Boss.
Un giovane, figlio bastardo di un uomo altolocato, cresciuto con il compagno della madre che poi gli ha dato il suo cognome, ed anche tutto il suo potere, fatto di un misto di lavori legali ed illegali.

“ Strinse gli occhi, mettendo a fuoco il giovane di spalle che, al bancone del bar, conversava con qualcuno al suo fianco. Trattene il respiro. Lei lo conosceva quel tipo.
Fu allora che quella figura familiare si voltò, incrociando il suo sguardo.
Le labbra si schiusero e gli occhi gli brillarono, riconoscendola, ma fu solo una questione di istanti, perché qualche attimo dopo quelle iridi azzurre come il cielo mattutino si spostarono sulla sua madrina e un’ombra gli calò sul volto. “

Ed una volta fuori dal convento, in maniera definitiva per almeno due anni, in cui lei può decidere di sposarsi o di ritornarci per farsi suora, Lucrezia incontra prima ancora di Edoardo, il ragazzo di cui è perdutamente innamorata fin da quando era bambina, Francesco, incontrato qualche giorno prima, e l’emozione che avverte non ha nome, è insolita e sconosciuta.
Ma poi rivedere Edoardo, le fa ricordare le loro promesse fatte quando erano adolescenti, e Francesco Fonseca passa nel dimenticatoio.
Ma l’atteggiamento di Edoardo non è come lo ricorda, lui oggi è sfuggente e cerca sempre l’occasione di non rimanere solo con lei.

“ Mentre i suoi occhi vagavano sui presenti, perdendo ogni entusiasmo, appena scorse al lato opposto della navata una figura familiare, anch’essa in tight, che prendeva posto tra gli invitati dello sposo. Avvertì il cuore nel petto fermarsi e si affrettò a chiudere la bocca, ripetendosi di distogliere lo sguardo, senza riuscirci.
Quell’uomo era come una calamita. Bastava che apparisse, perché la sua mente si focalizzasse su di lui e qualsiasi tentativo di sottrarsi risultava inutile.
Peccato che, nella sua indecisione, lui l’avesse scorta, perché, come al solito, non mancò di regalarle uno dei suoi saluti beffardi: si portò una mano al cappello nero a cilindro e se lo sfilò in un divertito saluto. “

E durante la cerimonia di matrimonio di sua cugina Ludovica Adilardi, Lucrezia ha nuovamente  l’occasione d’incontrare il Boss.
Ed è proprio un loro incontro in giardino a farle scaturire un cambiamento d’atteggiamento e di decidere anche di…

“ «Quanto vorrebbe per un corso di seduzione?». 
Doveva aver capito male! Strabuzzò gli occhi, incredulo. La monaca duchessa lo voleva pagare per sedurla?
Si sciolse in una risata, passandosi stancamente una mano sul volto, per poi tornare a guardare quella creatura angelica e impacciata che, rossa come un peperone, sembrava sul punto di rimangiarsi tutto.
«Accetto, ma a una sola condizione».
«Quale?».
«Voglio sapere, perché hai scelto me». Quella strana creatura si piegò nelle spalle. «Insomma, non ti mancheranno certo corteggiatori…», le diede un’occhiata compiaciuta.
Ovunque cadesse il suo sguardo, c’era grazia e avvenenza in abbondanza.
«Non ho bisogno di un pivello, ma di qualcuno che abbia sufficiente esperienza per insegnarmi a perdere quest’aria monacale, senza avere l’impressione di profanare un tempio».
In altre circostanze avrebbe riso di quell’affermazione, ma il modo in cui glielo aveva detto lo lasciò senza parole.
«Ho detto che accetto la tua proposta, ma mi sorprende la tua motivazione, perché fatico a credere che esistano persone così sciocche da lasciarsi frenare da così poco». “

Riuscirà Lucrezia ad imparare da Francesco l’arte della seduzione?
Ma più che altro riuscirà a riconquistare Edoardo, l’amore della sua vita?

“ Lucrezia si liberò del suo voluminoso dono, le rose bianche, che aveva ricevuto in dono da un ammiratore segreto, avanzando con passo sicuro verso il suo padrino, con le mani in grembo e il mento alzato.
«Edoardo è preoccupato, perché teme che una persona molto amica di don Pasquale possa interessarsi a me per il mio patrimonio, ma io lo escludo nel modo più assoluto».
«Di chi stiamo parlando?».
Antonio sollevò lo sguardo su suo figlio che, alle spalle di Lucrezia, fremeva dalla testa ai piedi.
«Di Francesco Fonseca». “

Ed è così che pian piano Francesco entra nella vita di Lucrezia… dapprima con un bacio, poi le rose bianche e poi una richiesta importante e vincolante, che pur di essere accettata da lei e dal suo Padrino, non che suo tutore legale, ha intrinseco un ricatto. Lucrezia sarà costretta ad accettare, con il solo fine di  proteggere Edoardo… che nel frattempo ha fatto un gesto in gran segreto che porterà scompiglio nella sua vita e quella dei suoi genitori…

Riuscirà Francesco ad avere Lucrezia come sua compagna di vita?
Lucrezia comprenderà che cosa la lega a Francesco?
E che nome dare a quell’attrazione che l’attira come una calamita?

Un’altra storia anni ’50 che ci fa viaggiare tra Napoli, Acerra ed Ischia, che porta ancora una volta la firma di Marianna Vidal.
Una storia, com’è nel suo stile, carica di descrizioni, di sentimento e di tanta vita vissuta, che mi proietta all’interno delle situazioni facendomi vivere emozioni pure…
Ho riso molto, pianto, mi sono anche tanto emozionata ed ho sperato…

Una storia che ci porta in un periodo lontano, a quando l’apparenza verso la società che la circondava per una famiglia ricca, era ancora tanta cosa e le unioni spesso erano combinate.
Se volevi sposarti con l’amore della tua vita, dovevi farlo di nascosto oppure accettare il marito che ti era stato assegnato o che ti aveva chiesto in moglie.
A Lucrezia, é andata bene, ha accettato senza molte proteste il suo destino… e alla fine chi ne è uscita vincente è stata lei stessa…

Un amore unico, nato pian pianino, anche se l’attrazione è sempre stata a mille, e se anche le loro esperienze famigliari, molto diverse ma per alcuni aspetti simili, li portano a chiudersi a riccio, con il loro amore riusciranno reciprocamente a far breccia l’uno nel cuore dell’altra… lo scoprirete…

Una bellissima storia che consiglio di leggere a tutti! ❤

Maria 
(Recensionista Sognare)

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