RECENSIONE: EPHRIKIAN. Una famiglia armena di Laura Ephrikian

Cari sognatori, eccovi la toccante e profonda biografia di Laura Ephrikian, una grande attrice, ma soprattutto una donna armena e della sua famiglia!

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GENERE: biografia, narrativa 
DATA DI USCITA: 20 giugno 2021 

Cartaceo

Sfogliando ad una ad una le pagine di questo libro di Laura Ephrikian, par quasi di udire la sua voce dolce e melodiosa come una poesia. Quella voce che cattura chiunque la ascolti, chiunque la incontri lungo il proprio cammino. Rapisce, incanta, Laura. E ancora una volta la nostra beneamata autrice ha scelto con cura, passione e Amore le parole da scrivere per esprimere al meglio fatti, episodi e flash – del proprio adorato e “sentito” passato – che alla fine sgorgano inevitabilmente in un solo argomento a lei sempre caro: le sue origini armene. Un passato che con il trascorrere del tempo è diventato sempre più prezioso per lei, sempre più forte da non potere passare più inosservato, dunque un passato vissuto nella notte dei tempi, ma forse non compreso appieno, riscoperto con la maturità, un passato studiato – non senza sofferenza e lacrime – nei minimi dettagli, “digerito”, riesaminato, accettato ed esploso. Il manoscritto prende le mosse, in maniera del tutto naturale, dalle origini: la travagliata e meravigliosa storia d’amore dei nonni Akop e Laura vissuta da noi lettori tramite le poetiche lettere che si scrivevano, il rapporto di Laura con il padre e con la madre. Prefazione di Walter Veltroni.

Questa è la storia di vita e della famiglia di Laura Ephrikian, una biografia in cui il racconto dei fatti parte dalle origini.
Noi tutti siamo abituati a riconoscere una Laura con la “f”, ma attualmente ha ritrovato il suo cognome originario e non quello di palcoscenico suggerito da Vittorio De Sica, e il suo intento in questa biografia è proprio quello di parlarci di questo, di quelle che sono le sue origini.

Le pagine contengono passi di vita vera vissuta che si intrecciano alle questioni sociali con il risultato della testimonianza di questa donna amata da molti come attrice.

Quello che ci viene raccontato è di lei circondata sempre da persone di alto livello culturale, un ambiente che la sprona a far parte del mondo dello spettacolo e poi dall’altra parte troviamo i genitori con cui aveva contrasti e discorsi interessanti che l’hanno seguita culturalmente attraverso le sue letture, fino poi a seguirla nella sua favola d’amore con Gianni Morandi. Parla di tutto senza aver timore di mettere a nudo le sue debolezze di donna lontana dai riflettori.

Laura capisce che è necessario attraversare tutto il suo passato, iniziando dai nonni e dai bisnonni, con anche tutta la sua infanzia vissuta con i genitori, per arrivare a comprendere e amare quelle che sono le sue origini armene. “Scrivere questa vita è stata come riviverla”.

Questa nuova vita fu all’insegna del dolore, della fatica, del rimorso e della voglia di farla finita. Né con il PH, né con la F, io ero ormai la ex signora Morandi che, come una farfalla impazzita, sbatteva contro tutte le lampadine lasciando cadere la polvere delle sue ali fino a morirne. Ma mi rialzai, avevo due figli piccoli, non potevo mica morire, avevo delle
responsabilità e, dunque, ricominciai faticosamente la mia seconda vita…

I suoi anni giovanili sono stati assillati da una grande curiosità riguardo le sue origini armene e così cercava di frugare il più possibile fra il passato della sua famiglia. Il suo ricordo legato a quegli anni è una casa in cui si respirava sempre un’aria di mistero, questo la tormentava e affascinava allo stesso tempo.

“La ragazza curiosa che ero non fu subito “contagiata” dall’amore per quella terra lontana, lontanissima, direi […] Anche il solo parlarne per mio nonno diventa atroce, ha tentato di dimenticare, l’ha negato perfino a sé stesso, mio padre non seppe che poche notizie storiche, l’Armenia – per l’Europa – era da dimenticare, Francia e Inghilterra sapevano quello che stava accadendo in Armenia ma non mossero “colpevolmente” nemmeno un dito. Noi della terza generazione abbiamo alzato il velo che oscurava quel passato, abbiamo potuto farci carico di quel fardello perché il tempo trascorso ci permetteva una certa “distanza” dal dolore, ma come le radici di un albero tagliato alla base, anche dopo anni regala germogli inaspettati, così – giorno dopo giorno – in me è rifiorita la curiosità non più, tanto, per l’amore dei nonni, ma per quel popolo armeno forte, indistruttibile, sempre ferito a morte, e sempre risorto”

Un testo interessante non solo nel soddisfare la nostra curiosità su un personaggio noto che in passato è stato il modello per tanti, ma poi riscoprirla come una persona comune con dolori e sofferenze che la “umanizzava”; attraverso queste pagine riusciamo a riscoprire anche un passo della storia tragica, ovvero il primo grande genocidio avvenuto, quello in cui i Turchi decisero che l’Armenia doveva sparire.

“una carneficina senza precedenti, perché il genocidio non è solo una “pulizia etnica”, ma è l’atto di eliminare totalmente un popolo dalla sua terra, insieme alla sua storia, alla sua cultura e alla sua religione”.

Quindi ciò che troviamo in “Una famiglia armena” è un intreccio continuo e un alternarsi tra vicende personali e fatti storico-culturali, tra passioni e dolori, tra amori da favola e depressioni, offrendo la possibilità di poter riscoprire, infine, una donna che con la sua forza ha saputo rinascere facendo sue nuove risorse sia artistiche che umanitarie.

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(Recensionista Sognare) 

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