RECENSIONE: Requiem d’Inverno (Libro 1) di Krisha Skies

Cari sognatori, eccovi l’affascinante ed appassionante romanzo di Krisha Skies, edito Words Edizioni!!!

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GENERE: fantasy (romance, dark, mito di Ade) 
DATA DI USCITA: 15 novembre 2021 

Ebook

Lei è un Obolo, il migliore di tutti.
Lui è il Dio degli Inferi.
«Ti ho dato il tuo primo bacio. L’unico che non ricorderai.»
Lenora ha tutto ciò che potrebbe desiderare: è giovane, bella, ricca, anche se sprovvista di titolo nobiliare. Eppure, la sua vita non è come quella delle altre fanciulle dell’alta società della Repubblica. Il profumo inebriante dei narcisi, le maschere di pizzo, i raffinati balli aristocratici nascondono misteri legati alla morte e alla sorte dell’anima. Misteri noti solo a quelle come lei: gli Oboli, donne nate con il dono di poter aprire varchi tra il mondo dei vivi e quello dei morti. In una società in cui il denaro può comprare un posto nei Campi Fioriti dell’oltretomba, dietro lauti compensi Lenora presta i suoi servigi a facoltosi borghesi e a influenti aristocratici, protetta dall’irruente fratello maggiore Julian e desiderata dal perverso Duca di Burdak. Durante una delle traversate oltre la soglia dell’Ade, però, qualcosa sembra andare storto: la giovane incappa nel sovrano dell’oltretomba, l’affascinante e pericoloso Sommo Giudice Acheron. Ma cosa lega Lenora e Acheron? E quando lei ne implorerà l’aiuto, cosa pretenderà in cambio il Dio dei Morti? 

Oh somme note che invocano l’ultima preghiera, che il suono malinconico accompagni l’ultimo viaggio, dove l’anima e il corpo possano dimorare per l’eternità e che il tuo accompagnatore paghi il pegno della tua traversata.

«Il calore della tua pelle può sciogliere il ghiaccio
che imprigiona la mia: non allontanarti da me.
Il battito del tuo cuore spezza le catene che mi straziano il petto: appartienimi!»

Queste pagine, delicate e dure ci portano indietro nel tempo ad un passato “principesco” fatto di marchesi e duchi ma anche ad una “religione” particolare, che in seme nei secoli ci porta ad approdare tra i Campi Fioriti e le verdi radure dell’Ade.

Devo dire che la scrittrice riscrive e presenta in chiave nuova e molto affascinante uno dei racconti mitologici per eccellenza, infatti seppur si discosta dall’originario, in verità se ben ci si riflette alla fine riporta tutti in cardini principali. Più di tutto è talmente brava che crea una tela del fato assai affascinante, oscura e dolorosa dove la nostra protagonista vi trova grande spicco, sia per la sua posizione che per i suoi poteri.

Lenora infatti non è solo una giovane donna della società,  ben più è una consorella di una società particolare che opera nel trapasso dei morti nell’Ade, attraverso l’apertura di un arco che orlato di fiori rigogliosi avvizziscono e cadono nel passarci attraverso, per poi pagare un tributo al giudice che farà “sentenza”. Con queste poche parole è solo la punta di un iceberg di tutto il complesso ed intenso viaggio che ci si va ad intraprendere che questa lettura, infatti in barba alle regole si andrà a creare un evento dopo l’altro che porterà la protagonista avvinta da due mondi, quello di Ade e la vita di donna prossima al matrimonio.

«Lenora, ricorda che la morte e l’amore sono entrambi inesorabili, esattamente come il tempo.
Non puoi fermarli, né piegarli ai tuoi desideri.
Ti trascinano dove non vuoi andare e sono impietosi.
Non lasciano scampo, mai, neanche quando potresti pensare il contrario.»

La scrittrice porta il lettore a spingersi più volte per personaggi diversi, tutti legati tra loro da scelte e sentimenti forti, spicca per “intraprendenza” e shock il sentimento dell’amore incestuoso, dove il legame di sangue supera il concesso dividendo il cuore tra disgusto per sé stessi e desiderio di amare, di contro bilancia il non poterlo avere porta a scelte affrettate e al contempo ad un legame celato nel profondo del passato, che per caparbietà verrà sempre più combattuto e rifiutato.

Infatti la nostra protagonista, nasconde in sé una moltitudine di sfaccettature che con l’andar della storia la portano a crescere repentinamente e ad inserirci sempre di più in apparenza, ma nell’animo il cuore pulsa e sgorga sangue ad ogni respiro. Siamo sinceri, ha un “brusco” risveglio sulla realtà che la circonda, infatti a tratti l’ho trovata alquanto narcisista, sempre pronta a “comandare” e al contempo essere cieca alle conseguenze se non poi per piangerne, però tiene il lettore avvinto alla sua persona e con il fiato sospeso ad ogni passo che compie.

Di controparte c’è lui, Il Guardiano Supremo, e qui la storia si complica 😅 poiché come degno capo dell’Ade, Acheron è tutto fuorché zucchero filato, un “essere”, un dio, un… arrogante, un pavone, un abile raggiratole, possente, magnetico, virile, puerile, volgare, ammaliante, bello da togliere il fiato… ecco, diciamo che tra il volerlo ammazzare o baciare è un continuo sali e scendi di emozioni contorte. Una guerra serrata in una lotta senza in verità vincitori né vinti, oppure dipende dalla scelta finale che sarà fatta.

Julian è la persona più vicina a me, quella con cui ho condiviso quasi tutto.
Senza di lui mi sentirei persa.
E lo amo.
Lo amo moltissimo.
Come una sorella.
Come un’amante.
Forse in entrambi i modi.

Un romanzo che mi è piaciuto tantissimo, che mi ha tolto il fiato, mi ha fatto sognare, arrabbiare e commuovere a dismisura dove la bilancia del giudizio sull’animo dei personaggi si sbilancia continuamente tra amore ed odio, pure per i più discutibili. Non da meno porta a noi i canoni di una società passata, dove le donne erano schiacciate dagli stereotipi di casa, figli, immagine, con i matrimoni di convenienza e trame ordite nell’oscurità per far scorrere il sangue e la rivalsa ideologica. Infatti ci si presentano più battaglie, da quella personale della nostra protagonista, alla lotta all’amore, la libertà di donna, a quella della società per posizione e convenienza, ma anche una più forte quella religiosa, se da un lato ci sono gli Dei dall’altra c’è il Cristianesimo.

Insomma un libro molto movimentato non c’è che dire, che fa tanto di cappello alla sua scrittrice per la bravura nell’ideare, creare e scrivere questa storia, con la sua penna fluida a tratti enigmatica, ma magnetica e magica.  Quindi vi consiglio caldamente, anzi assolutamente di leggerlo e farvi rapire voi stessi da queste pagine e nel frattempo vi saluto e vi dò appuntamento alla prossima volta… forse proprio con il gran finale di questa dilogia.

Stavolta non fuggirò, mio signore. 

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(Blogger Sognare) 


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