RUBRICA: Entra dentro il libro di… Paola Gianinetto!!!

Cari sognatori, oggi abbiamo il grande piacere di parlarvi delle pagine scritte da una penna che a noi è ben conosciuta… la straordinaria, accattivante, passionale….

⇒Paola Gianinetto⇐

Una scrittrice che con i suoi personaggi fa andare il cuore a mille, le palpitazioni sempre più forti, sa togliere il fiato e far volare, sognare, vivere intensamente ogni emozione, momento, profumo e destino.

Tra Amore, Eros e Sport ecco che oggi vi portiamo tra le pagine dell’unico ed inimitabile…

Rolling Stars 

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GENERE: sport romance 
DATA DI USCITA: 29 ottobre 2021 

Ebook / Cartaceo

La vita tranquilla e ordinata di Sofia Allegri, studentessa modello di Economia, è completamente sconvolta quando si trova obbligata a fare da tutor a un allievo molto speciale: Edoardo Sartori, il capitano dell’Olimpico, una delle squadre di calcio più forti del mondo.

Sofia odia il calcio. Ha orrore dei maschi alfa, tanto più se ricchissimi e famosi, convinti di avere il mondo ai loro piedi. Edoardo è abituato a prendersi tutto quello che vuole, e quello che vuole è laurearsi, anche se per farlo dovrà sopportare quell’irritante maestrina che lo guarda dall’alto in basso.
Costretti a una forzata vicinanza, Edo e Sofia si studiano, si annusano, lottano contro l’attrazione che li spinge l’uno verso l’altra, scoprono i reciproci segreti e mettono a nudo le loro ferite più profonde. Lui è alla ricerca di una stella, lei deve sconfiggere i suoi demoni: alla fine, forse, scopriranno che insieme possono imparare a volare.

Rolling Stars non è la “solita storia” dello sportivo ricco e famoso e della ragazza qualunque. O meglio, lo è, ma è anche qualcos’altro. In Edoardo e Sofia c’è tanto di più: un passato difficile, demoni da combattere, paure da superare e stelle da trovare. È per questo che li amo tanto. Per il loro andare oltre gli stereotipi, per il fatto che il più forte possa diventare debole, perché nella vita tutto è possibile: anche che chi ha tutto possa desiderare proprio quello che non riesce a raggiungere e sia disposto a lottare con ogni mezzo necessario per ottenerlo.

“Non importa quanta strada abbia fatto, quanto sia arrivato in alto: a quanto pare il mio destino è desiderare quello che non posso avere.”

Edo e Sofia sono così lontani che sembrano destinati a non incontrarsi mai, ma alla fine quello che ci piace in un romance è l’ennesima conferma che l’amore può tutto: anche avvicinare due universi paralleli fino a renderli uno solo.

“E allora lo attiro a me, lo bacio e basta. Solo un bacio. Ma dentro c’è tutta me stessa.” 

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Rolling Stars – COPIA OMAGGIO 

ESTRATTO 
«Qualche tempo fa ho visto un pezzo di una partita di calcio in tv» annuncia lei all’improvviso, e la cosa è un po’ strana perché di solito tende a non fornire informazioni così irrilevanti.
«Ah sì? E chi giocava?»
«Tu, scemo.»
Anche l’insulto è piacevole, perché per una volta forse non lo pensa sul serio.
«Sono onorato. Ma credevo che tu odiassi il calcio.»
«Non lo odio, mi è indifferente.»
«La stessa cosa che pensi di me» ribatto. Chissà se si ricorda quello che mi ha detto la prima volta che abbiamo parlato al telefono. Sì, da come è arrossita credo che se lo ricordi.
«È ora di rimetterci a studiare» mormora senza guardarmi, mentre apre a caso una pagina del libro di testo.
«Ehi, aspetta. Non puoi dirmi di avermi visto giocare e poi cambiare subito discorso.»
«Perché, cos’altro dovrei dirti?»
«Non saprei, che sono molto bravo, per esempio.»
Mi sforzo di non ridere, perché non solo non mi frega niente che non lo faccia, in realtà ne sono felice. Non ne posso più di tutte le donne che mi si appiccicano addosso riempiendomi di complimenti su come gioco, quando è evidente che il loro scopo non riguarda neanche lontanamente il calcio. Potrebbero chiedermi di scoparle e farla finita, no? Se non altro sarebbe più onesto.
«Che cosa diavolo ne so, io?» afferma Sofia con un’alzata di spalle, e la bacerei per questo. «A me sembravate tutti uguali.»
«Così mi colpisci al cuore, principessa.»
«Se può consolarti, secondo mio padre sei il migliore.»
Un altro notevole passo avanti: non mi insulta più quando la chiamo “principessa”.
«Ringrazia tuo padre da parte mia, allora.»
Lei annuisce e poi le scappa un lieve sorriso.
«Che c’è da ridere?»
«Niente, è che papà ha minacciato di ucciderti se ti prenderai delle libertà con me.»
«Wow. È grosso tuo padre?»
«Molto.»
«Merda. Allora mi toccherà comportarmi bene. A meno che…»
Mi raddrizzo sulla sedia e mi avvicino a lei, impercettibilmente. Il suo sorriso scompare e subito il respiro accelera. Dio, le sue reazioni sono così trasparenti, così sincere. Potrei quasi commuovermi per tutta questa innocenza, peccato che abbia un obiettivo da portare a termine. Piego la bocca in un lento sorriso e mi avvicino ancora un po’, tanto da sentire il suo calore.
«Tu vuoi che mi prenda delle libertà con te?» sussurro, gli occhi socchiusi fissi nei suoi, spalancati.
«Smettila…»
«Prima rispondimi.»
«Non…. Non farlo…»
«Non fare cosa?»
Qualche altro centimetro e lei inizia a tremare.
«Questo. Questa cosa. Cercare di… sedurmi.»
Soffoco un sorriso. «Non vuoi che cerchi di sedurti?» Pronuncio l’ultima parola in un sussurro ironico. Nessuna ragazza della sua età userebbe mai quel termine, ma la principessa non è come tutte le altre e questo devo tenerlo bene a mente.
«No, non voglio» risponde sottovoce, ma non riesce a mostrarsi sicura come vorrebbe. «E poi sarebbe inutile. Stai solo sprecando il tuo tempo.»
Socchiudo gli occhi. C’è qualcosa nel suo tono di voce, una nota amara che lascerebbe supporre che non stia solo giocando a fare la preziosa. Sembra che lo pensi davvero. La questione è: perché?
«Questo lascia che sia io a deciderlo.»
Afferro con la mano destra il bordo del tavolo davanti a lei e appoggio l’altro braccio sullo schienale della sua sedia, lentamente. Sofia si irrigidisce, se ne sta seduta con la schiena dritta, le mani che tormentano la maglietta e gli occhi fissi sulla mia mano. Si sente in trappola ed è quello che volevo, ma voglio anche lasciarle una possibilità di fuga. Non devo spaventarla.
«Perché non rispondi alla mia domanda, adesso? Sinceramente. Vuoi essere sedotta, principessa?»
Scuote la testa con forza e il suo respiro accelera ancora. Qualunque cosa voglia farmi credere, avverto la sua eccitazione. So che mi vuole, ora devo solo fare in modo che lo ammetta. Sposto appena la mano sinistra e sfioro la pelle nuda del suo braccio con la punta del dito. Lei sussulta con violenza e io rimango immobile, le do il tempo di abituarsi al mio tocco.
«Che cosa provi quando faccio così, Sofia?» Muovo appena il dito, la sfioro delicatamente e sento sotto il polpastrello la pelle increspata dai brividi. «Vuoi che continui?»
«I-io non…»
Alzo una mano e prendo tra pollice e indice la solita ciocca di capelli sfuggita dalla coda. Sono lisci e morbidi, proprio come la sua pelle.
«Non è difficile.» Mi chino in avanti e la mia voce le accarezza l’orecchio. «Devi solo dire sì o no…»
Si muove all’improvviso, velocissima. Scatta all’indietro e schizza in piedi quasi rovesciando la sedia, per scappare da me. Aggrotto le sopracciglia, colpito da quella reazione da animale braccato. La osservo con attenzione: ha il respiro affrettato e il volto in fiamme, ma sembra triste e confusa, più che spaventata. Mi alzo in piedi a mia volta e i suoi occhi diventano più scuri quando scivolano sulle mie spalle, sul petto e poi più in basso. Arrossisce mentre distoglie lo sguardo dai miei addominali e si lecca le labbra con la punta della lingua, inconsapevole di quanto le sue reazioni siano trasparenti ai miei occhi. Cazzo, è così tenera. Tenera, innocente ed eccitante da morire.
Mi muovo lentamente verso di lei, che subito indietreggia.
«Allontanati da me… Per favore…»
«No.»
La testa scatta verso l’alto, gli occhi smarriti si fissano nei miei.
«No?»
«No, perché non credo sia quello che vuoi davvero. E perché ancora non mi hai detto la verità.»
È così, non me l’ha detta. C’è qualcosa di cui ha paura, ma non sono io. E mi desidera, ma quel qualcosa la spinge a negarlo. Sento tutto questo e, soprattutto, avverto il suo dolore. Mi disturba, voglio spazzarlo via e so che posso farlo, così ignoro i suoi tentativi di tenermi lontano e continuo ad avanzare verso di lei.
Sofia mi sta ancora guardando con quegli occhioni sgranati da cerbiatto smarrito, ma questa volta non mi frega. Soprattutto perché all’improvviso il mio obiettivo è cambiato e per una volta sto davvero per comportarmi da bravo ragazzo: esattamente com’era nei miei piani, adesso le dimostrerò quanto mi vuole.
Ma lo farò per lei. 


Ti inseguo nell'ombra - 2022-01-25T151733.835

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