COVER REVEAL: RushMore. A stand up comedy romance story di Elle Eloise

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TITOLO: RushMore – A stand up comedy romance story 
AUTORE:
Elle Eloise 
GENERE:
celebrity romance 
PAGINE: 430 circa 
COVER ARTIST: Catnip Design
DATA DI USCITA: 7 luglio 2022 

«Mi piaci. Ho tentato di negarlo in tutti i modi ma era come negare l’esistenza del buco dell’ozono. Anche se fingiamo che non ci sia, i ghiacci continuano a sciogliersi. Il livello degli oceani continua a salire. Le terre a ritirarsi. Mi sembra una cosa piuttosto inarrestabile, Big Eyes.»
«Non mi diventerà romantico, Signor Rush?»
«Ci mancherebbe, signorina Eagger.»
Trattenni un sorriso. «Cominciavo a preoccuparmi.»

NEW YORK – 2017 

La misteriosa Ophelia Eagger è fuggita da Bath, da Londra, da Rochester e infine da Hollywood, dove era l’assistente personale della star planetaria Chester Mansfield, per approdare nella Grande Mela. Il suo prossimo cliente? Darren Rush, vittima di se stesso e dei propri eccessi, famoso stand up comedian all’alba del successo del suo primo show televisivo, “RushMore”. Dagli inevitabili attriti iniziali alla profonda amicizia che rischierà più volte di incendiarsi in un’intensa passione il passo sarà breve. Tra dirette televisive, interviste indiscrete e red carpet, la giovane britannica e il comico dal cinico umorismo si troveranno al centro dei rumors della scena newyorkese, che finiranno per rivelare la vera identità dell’efficientissima Ophelia. Lei e Darren saranno disposti a gettare la maschera per essere finalmente sinceri l’una con l’altro?

Dopo gli autoconclusivi “Il fuoco che respiro”, “Cosmic Love”, “Invisible Sun”, “Close to me” e la serie “How to disappear completely” (“Cuore di inverno”, “Come una tempesta”, “Voci nel vento”, “Fino alle stelle” e “Bonus Track – Le novelle”), Elle Eloise torna con un’appassionante storia d’amore ambientata nei chiaroscuri dello showbusiness newyorkese.

SCOPRIAMO L’AUTRICE… 

Elle Eloise è una grande sognatrice e ama la vita tranquilla e all’aria aperta. È nata a Cuneo nel 1981 e vive in un paesino vicino a Torino con il marito e la figlia nata da pochi mesi, dove ogni sera può fare lunghe passeggiate in solitudine, sulle colline e in mezzo al bosco. Durante il giorno si occupa di sponsorizzazioni di eventi culturali per una famosa banca italiana, la sera, invece, veste i panni della scrittrice e appassionata lettrice. Ha scritto la serie “How to disappear completely”, di cui fanno parte “Cuore d’inverno”, “Come una tempesta”, “Voci nel vento”, “Fino alle stelle” e la raccolta di novelle “Bonus Track”. È l’autrice dei romanzi autoconclusivi “Close to me”, “Invisibile Sun”, “Cosmic Love”, “Il fuoco che respiro” e “RushMore” e di uno dei racconti della raccolta natalizia “Let it snow”, scritta insieme alle amiche Vera Demes e Paola Garbarino, con le quali ha fondato un gruppo Facebook chiamato “Il Club delle scrittrici e delle lettrici”. La sua pagina Facebook si chiama “Elle Eloise e le sue storie”.

Contatti: 
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ESTRATTI 
Ti piace la comicità, Ophelia? O con questo nome sei più una da dramma Shakespeariano?»
«Non sono pratica di comicità a dire il vero, ma imparerò.»
La osservai dal basso della mia posizione, anche se in realtà era più bassa di me di almeno venticinque centimetri. Osservata da quaggiù, più che a Mary Poppins forse assomigliava a uno dei quadri di Margareth Keane, quelle inquietanti bambine con gli occhi giganteschi. Come si chiamava quel film di Tim Burton? Big Eyes.
«Non tutto si può imparare.»
«Ci posso provare, di solito mi riesce.»
C’era davvero qualcosa di terrificante in quella faccia e quelle ciglia che si allungavano verso di me come le ali di un corvo pronte a sbattermi addosso.
«Non ho potuto non notare che non hai riso a nemmeno una delle mie battute. È perché non sei pratica di comicità o hai una paresi facciale?»
Si schiarì la gola, innervosita. «Posso essere davvero onesta?»
«Devi!»
«Decisamente, ho una paresi facciale. Mi impedisce di ridere se una cosa non mi fa ridere, soprattutto se pronunciata da un uomo che ha nelle vene più alcool che sangue. Più che divertita sono preoccupata che tu dia di stomaco in diretta nazionale, mi spiego?»
Aprii la bocca ma la richiusi, trattenendo un insulto.
«Potresti lasciarci soli un momento, Ophelia?» domandai forzando il tono sul suo nome.
«Certamente, Darren. Vi lascio ai vostri virilissimi discorsi d’affari. Io vado a ricamare di là con le altre donzelle.»
Big Eyes alzò un pollice e indicò l’uscita, allontanandosi all’indietro per un paio di passi. Poi si voltò e sparì dalla mia vista.
Indicai la porta chiusa, prima di sbraitare contro il mio manager: «Dammi la forza Sid, perché non credo di essere abbastanza ebreo per sopportare anche quella lì!»

***** 

Fummo interrotti ancora da Miranda che, finalmente vestita con uno straccetto luccicante alquanto audace, marciò verso di me con i suoi tacchi a spillo.
«Ciao, cucciolo.» Altri due metri di lingua in bocca. «Ti lascio questo come ricordo, me l’hai strappato.» Mi infilò in mano un rimasuglio di tanga di pizzo nero con inserti rossi. Poi se ne andò, mentre io cercavo in tutti i modi di non mettermi a ridere per la faccia che stava mostrando Ophelia.
Fui io a ignorarla questa volta. «Ti hanno già mandato le domande?»
«Le ha Tina, dovrebbe chiamarti oggi pomeriggio per concordare una linea di difesa.»
«Perché una linea di difesa?»
«Perché si parlerà del tuo argomento preferito.»
Corrugai la fronte. «E cioè?»
«Mammifero maschio con due palle al posto di un cervello, incontra mammifero femmina…»
Le lanciai lo scampolo di mutanda dritto sulla fronte.
«Bleah!» si lamentò, rilanciandomelo indietro.
Gli feci fare un altro volo nella sua direzione, ma questa volta il tanga atterrò sul tavolo.
«Oggi pomeriggio fai un salto da Victoria’s Secret e comprale tre o quattro completi… “un po’ porno”!» Mi stavo divertendo troppo a metterla in difficoltà.
«Un po’ che?!»
Dovevo mordermi la lingua per non ridere. «Lo sai… un po’ da porca, qualcosa che attizzi.»
Ophelia si alzò dallo sgabello, si avvicinò a un cassetto, tirò fuori una penna e una busta di plastica per alimenti con la chiusura ermetica.  Con la penna inforcò quel relitto di pizzo, lo sollevò trattenendo a stento una smorfia di disgusto e, senza osare toccarlo, lo fece scivolare dentro la bustina trasparente come se fosse il prezioso indizio di un’indagine di cui io ero di sicuro il colpevole. 

Curiosità/Riflessioni (presenti nei ringraziamenti del libro)…  

RushMore ha avuto una gestazione a due “ondate”, per usare un termine molto caro in questi tempi di Pandemia. La prima ondata mi ha travolta nel 2020… Darren e Ophelia mi avevano accompagnata fin quasi alla prima metà del romanzo. Ma con l’insorgere della Pandemia e i vari lockdown ho messo in stand by il progetto, perché ero psicologicamente meno propensa alla risata, alla leggerezza, all’evasione. Inoltre, non ero pronta ad affrontare l’annoso ostacolo dei monologhi comici. Poi, dopo Il fuoco che respiro, romanzo dall’atmosfera tutto sommato un po’ triste e nostalgica, mi è tornata la voglia (o la necessità) di ridere, di ritrovare un po’ di spensieratezza. Chi meglio di Darren e Ophelia potevano aiutarmi in questo? Ho riaperto quel vecchio file rimasto abbandonato per troppo tempo e, dopo averlo riletto, sono rimasta folgorata dalle infinite potenzialità che una storia ambientata nel mondo dello showbusiness potesse regalarmi. E più scrivevo, più si aprivano sentieri nascosti verso sottotrame che stimolavano la mia curiosità e fantasia. Ho attinto da vari fatti di cronaca, a partire dal caso delle ginnaste americane molestate dall’ex medico della Nazionale Usa Larry Nassar, per continuare con il caso Weinstein, il produttore cinematografico incriminato per violenza sessuale da molte donne nel mondo dello spettacolo statunitense, fino al movimento del #metoo, che, al di là delle critiche sul metodo, più o meno sensate,  non si può negare il fatto di aver contribuito a portare alla luce la necessità di un restyling culturale, con un’attenzione particolare alle discriminazioni di genere nel mondo dello spettacolo e non solo. Oltre a questi spunti, mi sono ispirata ad alcuni comici che avevano la fama di essere depressi fuori dal palco. Ho pensato che la maschera di uno stand up comedian possa essere davvero logorante per l’attore che la indossa. Ho pensato al suicidio di Robin Williams, ho pensato a Woody Allen o a Jim Carrey. A David Letterman e ai suoi problemi di alcolismo. A John Belushi morto a 33 anni per un mix di cocaina ed eroina. Mi sono ispirata anche a Lenny Bruce, comico americano attivo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, morto a quarant’anni per overdose di morfina e personaggio la cui storia ha ispirato il Lenny Bruce di Marvellous Mrs Maisel, frizzante e intelligente serie tv su una donna ebrea che alla fine degli anni Cinquanta lascia il marito fedifrago per dedicarsi a una carriera da stand up comedian.
Insomma, la storia della comicità statunitense e dei retroscena dei vari Saturday Night Live è stata sicuramente un piatto ricchissimo da cui attingere.
Avevo bisogno di questa storia un po’ diversa, avevo bisogno di uscire dalla mia comfort zone, avevo bisogno di Darren e Ophelia per alleggerirmi senza diventare superficiale, per mostrare le luci accecanti dei riflettori e il buio delle quinte. Mi piaceva descrivere questi passaggi continui tra il buio e la luce, tra il momento goliardico, con dialoghi quasi da chick-lit, e quello in cui si affrontavano tematiche serie, come la dipendenza e gli eccessi, le molestie sessuali sui minori e la discriminazione delle donne e delle minoranze. Mi piaceva l’idea di mostrare questa “New York Babilonia” dove al successo e alla fama si chiede sempre uno scotto da pagare. Con questa creta di chiaroscuri mi sono ritrovata a plasmare i personaggi di Darren e Ophelia, entrambi abituati a portare (e sopportare) una maschera che hanno scelto o che si sono ritrovati a indossare loro malgrado. Due protagonisti imperfetti, contraddittori, complicati come qualunque essere umano.

Colonna sonora su Spotify: Per chi volesse godersi il viaggio musicale insieme a Mac e Connor può trovare la loro colonna sonora su Spotify: https://tinyurl.com/4n3mkvaa

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