RECENSIONE: Musica all’inferno di Carla Longo

Cari sognatori, eccovi il retelling di Carla Longo, edito Believe Edizioni!!!

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GENERE: retelling, paranormal, music romance 
DATA DI USCITA: 4 luglio 2022 

Ebook / Cartaceo

I piani di Euridice erano semplici: trasferirsi nella grande città di Orizia, laurearsi in Ingegneria e lasciarsi il passato alle spalle. Di certo non aveva programmato di innamorarsi di Orfeo, un giovane e insicuro musicista che gestisce uno strano locale in periferia. Il talento musicale di Orfeo è miracoloso e il loro amore è inevitabile, folle e assoluto. Ma il pericolo è in agguato. Vecchi indovini predicono a Euridice un futuro terribile, il potere di Orfeo cresce incontrollato e senza volerlo i due amanti si ritrovano coinvolti in una lotta contro gli stessi dèi greci. Per salvare Euridice, Orfeo dovrà compiere un viaggio fino all’Inferno.
Basterà la sua musica a cambiare il loro tragico destino? 

Non è la prima volta che vi parlo di romanzi che rielaborano in chiave nuova i classici indimenticabili dei cantici antichi. Già qualche tempo fa vi parlai di queste due anime sfortunate, il cui loro amore maledetto li portò all’inferno a sfidare Ade, con una Lira e il suo canto d’amore… Orfeo&Euridice.

La scrittrice ci trasporta ai giorni nostri in cui incontriamo i nostri giovani protagonisti all’alba dei primi passi nella vita adulta. Orfeo musicista e gestore di un locale, Euridice ragazza sola abbandonata alla nascita, che ora studia grazie a una borsa di studio all’università. La storia è affascinante nel come tratti di questo giovane amore in cui si frappone di mezzo Aristeo che rappresenta l’amore malato, lo stalking e la sua mente traviata da se stesso e la convinzione che lui deve stare con lei ad ogni costo, o lui o nessuno…

Il romanzo procede con una trama a due piani, poiché se da un lato c’è lo Young Adult della loro storia interseca a tratti la sotto trama “divina” che viene inserita in chiave nuova, dove i personaggi cardini e il percorso prestabilito si discosta e non dal classicismo. Ciò vi è ben divisa in due parti nel romanzo, infatti la prima parte gli eventi “divini” sono apparizioni/eventi disconnessi fra loro, che poco si amalgamano nello scorrere della storia.

A tratti piuttosto inverosimili a partire da un barbone pazzo che è il veggente, le Moire non meglio identificate se non voci nell’oscurità di un Tempo “apparso nel nulla”, poiché non facente testo apparente rispetto alla descrizione della località scelta, per arrivare a un Apollo che poco si comprendono bene le azioni, che inoltre perde la sua figura d’importanza di legame con Orfeo. Quest’ultimo pecca un po’ di ben completezza di personaggio, poiché uno straordinario musicista che sa attraverso le note e le parole incantare le persone, ma il perché abbia questa abilità non lo si dice…

Nella seconda parte del romanzo, cioè il viaggio lungo verso gli inferi per riportare la sua Euridice nella terra dei vivi, lì il racconto crea una forte magia e porta veramente a sentire vivi i personaggi e i loro sentimenti; questo amore viscerale che dovrà al contempo portare alla consapevolezza di Orfeo di se stesso, delle scelte prese e di un sentimento che mai si è posto di avere, ma che in verità cela il fulcro stesso del classico caotico antico. Euridice resta la roccia, una donna fragile in apparenza, ma che con gli eventi accaduti fin ad arrivare agli inferi cresce, acquista consapevolezza e riconferma il suo altruismo e il forte amore per Orfeo.

È un romanzo che mie e piaciuto e non, diciamo che nella parte iniziale l’ho trovato un po’ forzato l’inserimento di questi “eventi divini” che come già detto poco si amalgamavano con lo svolgersi della trama. Ha avuto un’ottima creazione nel sfruttare la figura di Aristeo, ponendolo in una posizione particolare di potere a livello di “cognome”, e di come un argomento attuale di femminicidio, giustizia, denuncia, paura e problemi psicologici delle vittime venga affrontato passo passo, tra luce ed ombra.

Il finale mi resta dubbioso, diciamo non meglio definito esattamente, lasciando “vano” in apparenza tutto ciò appreso dalla discesa all’inferno in poi.

È una bella storia d’amore, un sentimento che supera la morte e ci fa capire quanta forza risiede in esso, di quello che ci dona per lottare per esso, ma parla anche di consapevolezza di se stessi, dei difetti umani, l’umanità che nella sua imperfezione risplende, in grado di diventare Eroi e sfidare gli Dei oppure di portare orrore e morte.

L’unica nota dolente a mio parere è che non affascina come rivisitazione, che si attesta tale solo negli inferi, ma che nel contorno se la togli resta una bella storia d’amore e avrebbe dato forse più spazio di spessore ai personaggi, compresi quelli secondari che restano più apparizioni, seppur la loro forte importanza iniziale. Come ho detto ho vissuto questo romanzo come due trame distinte, una parte una storia, la seconda un’altra. Ora sta a voi leggerlo e farvi la vostra opinione.

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(Blogger Sognare) 


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